venerdì 1 Marzo, 2024

Astigiani 15 – marzo 2016

Sei di Asti se…

di Sergio Miravalle

C’è un doppio filo rosso che lega questo numero 15 di Astigiani. Sono i fili della memoria legata ai grandi avvenimenti della storia e quelli all’apparenza meno importanti, più circoscritti. Su Facebook c’è un gruppo che si riconosce sotto il titolo “Sei di Asti se…”. Postano foto e commenti sulla bacheca virtuale che sta cambiando il modo di comunicare non solo dei più giovani. Sono immagini che stimolano la nostra memoria collettiva territoriale: la foto di un vecchio bar, i bambini della colonia, un personaggio, l’insegna di un negozio, lo scorcio di una piazza.

Non è semplice nostalgia del “come eravamo”. C’è qualche cosa di più. Ci sono parole e nomi che suonano in un certo modo e hanno un sapore speciale solo per chi ha vissuto in un determinato periodo in una città e nei paesi che la circondano. Astigiani vi propone questi cognomi: Gerbi, Prina, Giuntelli, Arata, Garelli, oppure marchi come Piemontesina e La Marinara.

Solo chi vive o ha vissuto ad Asti li abbinerà immediatamente alla gioia della prima bicicletta. Abbandonare le due ruotine d’appoggio e saper andare da soli in bici era un momento importante di crescita. Ma su che bici? Spesso quelle ereditate dai fratelli, aggiustate, adattate. Per farlo c’erano una miriade di botteghe di ciclisti, spesso ex corridori, molte delle quali producevano e assemblavano biciclette con il proprio marchio.
Rievocare quei nomi e la loro storia è stato un lavoro intenso che Astigiani propone ai lettori certi che sapranno aggiungere particolari e ricordi alla memoria che corre su due ruote.

Mille e mille biciclettate

di Luciano Nattino

C’erano due biciclette appoggiate al muro del corridoio che dava nel cortile di casa mia in viale Pilone. Una era di mio padre, aveva la canna ed era di colore marrone, l’altra di mia madre ed era di colore verde slavato. Avevano insieme un’aria complice e misteriosa, di orgoglioso abbandono. I miei genitori le usavano per recarsi al lavoro alla Way Assauto (la fabbrica della città con quasi tremila maestranze ai tempi d’oro).

Percorrevano la via lungo il rio Valmanera, oltrepassavano il cimitero degli ebrei e giungevano infine a destinazione dove li attendevano, già appese ai ganci, centinaia di altre biciclette: un panorama oggi impensabile. Immagino questo loro percorso sempre uguale per decine di anni, ma comunque sempre diverso nel variare delle stagioni e degli umori; la loro pedalata, più vigorosa nell’andare e stanca ma ancora gagliarda nel tornare per l’obiettivo del rientro a casa.

Sole fra la nebbia, freddo pungente, nuvole attempate, rio in secca…questo è stato il paesaggio che per quarantadue anni, mio padre, e per quaranta mia madre, hanno attraversato senza scendere dalla bicicletta, domeniche escluse. Nella mia infanzia, leggevo sempre, sul muro opposto al cortile della scuola elementare Pascoli, un’enorme scritta “PRINA”. La ricerca di Astigiani rievoca anche quell’antica fabbrica di biciclette.
Quanti chilometri hanno percorso i miei genitori? Sicuramente il giro del mondo.

Badoglio sì/Badoglio no

Scrivo in merito all’articolo di Domenico Quirico “Ecco perché detesto il mio conterraneo Pietro Badoglio”, pubblicato su Astigiani n.14. Premesso che Domenico Quirico ha il diritto di detestare chi vuole, rilevo che le accuse mosse al Maresciallo Badoglio non fanno che riprendere quanto già apparso sull’ampia pubblicistica denigratoria del personaggio, da Cilibrizzi a De Biase, da Bertoldi al più recente Italiani voltagabbana di Bruno Vespa, non dimenticando Generali dello stesso Quirico.

Io, che non sono l’avvocato difensore di Badoglio, al quale riconosco indubbie responsabilità in momenti cruciali per la storia d’Italia, desidero soltanto riportare tre citazioni di Autori di certo non sospetti di simpatie badogliane. Giovanni De Luna, Badoglio. Un militare al potere, Bompiani, 1974, p. 9: «È un approccio sbagliato quello dell’esaltazione o dell’insulto a livello personale. Pregi e difetti di Badoglio uomo furono pregi e difetti di una istituzione, l’esercito, di una società, la nostra». Oreste Bovio, Storia dell’esercito italiano (1861-1990), Ufficio Storico dello SME, 1996, p. 581: «Un giudizio definitivo sull’uomo e sul generale ancora non è stato scritto. Ebbe indubbiamente molti meriti e gravi colpe, maggiori approfondimenti storiografici potranno forse dimostrare che i primi furono più numerosi delle seconde».

Indro Montanelli, Corriere della Sera, 20 giugno 2001: «Di tutti i Generali italiani che ho visto coi miei occhi in azione, Badoglio è stato il solo a darmi la sensazione di conoscere il suo “mestiere”, il mestiere delle armi. Che sia stato un cattivo politico, ne convengo, anche se non vedo chi, in quella situazione, avrebbe potuto farlo meglio di lui».
Grazie dell’ospitalità.

Alessandro Allemano
Direttore del Museo Storico Badogliano di Grazzano Badoglio

Oddio! Lei apparenta, per inanimarmi, la mia antipatia badogliesca con scampoli di ogni penna… da cui amerei tenermi accuratamente disgiunto. Posso, per deprecare il Maresciallo, e metter insieme in un amen un bel campionario di strazi patibolari, appisolarmi su ben altri compagni di viaggio. Piuttosto: varrebbe la pena di riflettere, anche lei che certo non ne fa parte, sul perché sia esistita fino ad avantieri (e forse anche oggi) una schiera di schiavi e liberti addetti a una baciocca cucina difensiva e incensatoria del conquistatore monferrino, refrattaria alla più elementare constatazione storica.

Domenico Quirico

Sboccia il fidanzamento e le coppie “si parlano”

Quando i fidanzamenti venivano decisi a tavolino nelle case di campagna, una tradizione ormai scomparsa ma parte della nostra storia.

Cento anni fa l’Astigiano viveva la sua guerra di retrovia

Dal 1915 la città fu militarizzata, perché molti edifici pubblici, tra cui scuole, palestre, l’Alla e il tribunale furono requisiti.

Una finestra sul ghetto, vita e ricordi degli ebrei ad Asti

La comunità ebraica di Asti si è estinta con l'Olocausto. Oggi solo le due stradine del ghetto restano a testimoniare una storia che ha le sue radici nel XIV secolo.

Quando il cuore della finanza europea era anche ad Asti

Asti è stata una piazza finanziaria importante che ha visto agire famiglie di banchieri e prestasoldi molto importanti.

La biblioteca dell’Alfieri a Montpellier senza passare per Asti

Incontreremo in questo articolo un triangolo amoroso con tre vertici: Alfieri, la Contessa d’Albany e il pittore Fabre

Darsi dei nomi: l’arte dell’insulto

“Dessi dij nòm”, ovvero deridere o insultare, a seconda della gravità della situazione. Il piemontese e in particolare il dialetto astigiano abbondano di epiteti per colpire difetti fisici e morali

Le radici del teatro popolare sacro

Lo straordinario caso di Valfenera negli Anni Trenta Il riproporsi della tradizione come risorsa inedita per l’individuo che vive la società complessa è un dato...

Biciclette, moto e motorini made in Asti

L'Astigiano ha dato i natali a campioni del ciclismo e anche a numerose aziende produttrici di biciclette e motociclette, a loro collegate.

Maria De Benedetti

Classe 1929, Maria De Benedetti ricostruisce nel dettaglio la storia della sua famiglia. Padre ebreo, madre fervente cattolica, insieme al fratello Paolo ha lasciato convivere entrambe le anime profondamente religiose.

“Ho vent’anni canto scrivo canzoni e non ho fretta”

Chiara porta sul palco il suo innato talento, accompagnato dalla grande passione per l’arte. Un viaggio partito da Asti, la sua città.

A ricordo delle origini del Tricolore

Il Tricolore italiano ha origini astigiane.

A Mombercelli l’arte va in prigione

Il museo fu affidato a Gianmaria Lisa, giornalista della redazione Cultura dei telegiornali della Rai, con casa a Mombercelli.

Era la villa della Vittoria, ora vince l’abbandono

Donata a Badoglio nel 1936, poi divenuta collegio, colonia antitubercolare, scuola. Cercansi acquirenti

Quei fratelli gemelli dell’atletica

Otto anni memorabili, dal 1969 al 1976, in cui i migliori atleti gareggiarono per i colori delle due maggiori società astigiane, la Vittorio Alfieri e la Virtus, giovani di assoluto valore non solo nazionale.

In missione dal Monferrato alle Ande

A Rocchetta Tanaro amano dire che quando Cristoforo Colombo scoprì l’America, incontrò per primo, appena sbarcato, un rocchettese.

L’improvviso sbarco degli albanesi

Sono le 5,30 del 13 marzo 1991, un mercoledì, fa freddo. La città sta ancora dormendo quando il treno speciale 29702, proveniente da Brindisi,...

“Il legno parla bisogna saperlo ascoltare”

"Laboratorio di restauro", un mondo magico pieno di fascino. La prima ad accogliere è Micia, una gatta grigia, con un miao da padrona di casa. Marco è indaffarato a incollare due vecchie assi.

Uscire dal guscio e cantare in compagnia

L’uovo: alfa e omega, uno-tutto, perfezione. Unità conchiusa ma feconda di nascita, sviluppo, differenziazione.

Paolo Conte dixit

Nella quarta di copertina è scritto da Paolo Conte: “Mi conosco troppo poco per poter dire chi sono”. Massimo Cotto nel’introduzione parla di un...

Il Marchesino di Settime

  Il libro di Maria Grazia Cavallino ci regala il racconto della vita dell’ultimo Marchese Borsarelli vissuto nel castello di Settime. In due parti: gli...

Un atto d’amore verso la cucina e la sua storia

  Pochi astigiani, forse, conoscono Remo Bagnasco, cultore appassionato di storia del gusto e della gastronomia. Eppure Remo Bagnasco è originario di Asti. Il libro...

Alla scoperta dello stile di vita di Gesù

Il libro di Luigi Berzano, professore ordinario di sociologia nell’Università di Torino, ci introduce a un’analisi della figura di Gesù in una prospettiva inedita,...

Gli anni in tasca della ditta Aldo & Aldo

Come ricorda Sergio Miravalle nella sua introduzione, la “premiata ditta Aldo & Aldo” (Aldo “Cerot” Marello, più volte campione italiano di tamburello e fondatore...

Freschi di stampa

I libri più belli e più venduti sulla lunga storia di Asti e provincia, tutti da leggere per conoscere il territorio.

Le pennellate caravaggesche della badessa

Theodora, figlia di Guglielmo Caccia (Montabone 1568-Moncalvo 1625), con le sorelle entra nel monastero delle Orsoline di Bianzè, nel Vercellese, assumendo il nome di suor Orsola Maddalena.

Tra “barosa” e “birucin” la curiosità del cruscotto

Il carro più comunemente usato nelle nostre campagne era adattato per il traino dei buoi.

Marzo 1816, il caso della meliga sequestrata

Meliga sequestrata al Saracco – e messa in vendita a voce di grida – data una porzione allo Spedale...

Titta continua a scalare, il maestro è in vetta

In macchina Titta rintronava gli amici con le canzoni del suo repertorio che andava da Roberto Carlos a Pierangelo Bertoli per passare ai canti degli alpini

Quella porticina gialla si aprì sulla libertà

Il giardino della mia casa si coprì di foglietti bianchi e tutti, madre, padre, fratello, zii e cugini piangevano e si abbracciavano

Accadde nel primo trimestre

10 anni 28 gennaio 2006 - Muore all’età di 63 anni Salva Garipoli. Architetto, è stato assessore in Comune e presidente della Camera di Commercio. 1...