lunedì 5 Dicembre, 2022
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Manuela Caracciolo

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Vive e lavora ad Asti. Diplomata all’Istituto Europeo di Design di Torino, è giornalista pubblicista, collabora con la “Gazzetta d’Asti” ed è addetta stampa per l’Onav di Asti e altre realtà locali. Si dedica anche alla scrittura creativa, ha pubblicato un volume di racconti “Storie sole”.

Michele Chiarlo: “Sono sempre innamorato della Barbera”

Non si può parlare di Michele Chiarlo senza partire dalla sue radici e dalla storia del padre Pietro, leva del 1898. I Chiarlo erano...

A Mombercelli l’arte va in prigione

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Da un quarto di secolo anche ad Asti ci sono “Donne al servizio delle donne”: un concetto che ben delinea la mission dello “Zonta...

Mezzo secolo di pietre che parlano

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Con i velocipedi nasce il turismo

La pubblicità di fine Ottocento punta sulle “nuove tecnologie”

Cravatta di seta e guanti in affitto nella Belle Époque

Quarant'anni di cucina custoditi in trentotto taccuini

CONTRO LA CALVIZIE UNA POMATA AL GRASSO D’ORSO

L’avventura della pubblicità sulla carta stampa nel mondo astigiano ebbe inizio nel 1861. Il “Cittadino” riservò un piccolo spazio a fine giornale alla farmacia Caratti per propagandare il “Balsamo per piaghe sifilitiche o cancerogene, composto dalla signora Piccinino Elisabetta, infallibile per guarire in 15 gg …”. Era nata la réclame alla francese che ben presto in piemontese divenne reclam con la “e” pronunciata ben aperta.