lunedì 16 Marzo, 2026
HomePalio e TradizioniClic d’autore di Piero De Marchis, fotoreporter al Palio del 1967
Portfolio

Clic d’autore di Piero De Marchis, fotoreporter al Palio del 1967

Piero De Marchis seguì tutti i principali fatti di cronaca per decenni. Ricorda la caduta della guglia della Mole, i funerali di De Gasperi, terremoti, alluvioni, gli anni di piombo, l’ultimo scudetto del suo grande Torino nel 1976.

Piero De Marchis ha compiuto 80 anni il 7 aprile. Vive a Torino, ha una casetta in campagna ad Albugnano, fa il nonno, ma non smette di fotografare. Ha una sua pagina Facebook e ogni tanto aggiunge immagini o ripubblica vecchie foto scovate dal suo memorabile archivio. Oggi scatta con una macchina digitale.

Cominciò nel settembre 1952 come assistente fotoreporter dell’agenzia Moisio, impegnata a fornire immagini in esclusiva a La Stampa e Stampa Sera. Si lavorava in eterna corsa contro il tempo, bisognava andare sul posto, scattare, poi sviluppare e stampare e tornare al giornale. Solo anni dopo arrivò la telefoto. Piero De Marchis con Aldo Moisio e Cesare Bosio e altri colleghi poi riconosciuti come giornalisti professionisti, ha lavorato per decenni per La Stampa, fino al 1985, poi è stato freelance, ha firmato libri fotografici, collaborato a varie testate. 

Pietro Altieri, fantino di Don Bosco Viatosto, vincitore della corsa, viene portato in trionfo

 

Il suo lavoro lo ha portato a seguire tutti i principali fatti di cronaca per decenni. Ricorda la caduta della guglia della Mole, i funerali di De Gasperi, terremoti, alluvioni, gli anni di piombo, l’ultimo scudetto del suo grande Torino nel 1976. Per capire i tempi, allora in media di una partita di calcio si stampavano e portavano al giornale una trentina di foto.

Oggi sono migliaia. Ad Asti De Marchis è venuto centinaia di volte per lavoro. Venne mandato dal giornale anche a seguire i preparativi e la corsa del Palio del settembre 1967, l’anno delle ripresa. “In città c’era una clima particolare di festa e di attesa: mettemmo in posa gruppi di giovani in costume e poi seguimmo la sfilata e la corsa e colsi anche una caduta. Cosa che mi capitò anche anni dopo e ogni volta bisognava essere pronti a scattare”. L’anno dopo, nel 1968, sotto la pioggia (l’anno a cui si riferisce la foto scattata da un collega) lavorava con due macchine.

Con i costumi di San Pietro, si riconoscono Sandra Visioli, e, accanto al falconiere, Elisabetta Maggiora

 

Una per La Stampa per le foto in bianconero e l’altra caricata con rullini da diapositive per il Comune di Asti. Queste foto che sono nell’archivio della redazione astigiana de La Stampa (che ringraziamo per la disponibilità) hanno un significato particolare nell’anno che segna il traguardo di mezzo secolo di edizioni del Palio. Piero De Marchis ha ricevuto un riconoscimento come “fotografo del Palio” dal Comune di Asti nel 1997, in occasione della presentazione del libro sui 30 anni del Palio realizzato a cura di Sergio Miravalle da La Stampa. Quest’anno Astigiani prende a prestito le sue immagini per questo straordinario come eravamo, aggiungendovi dove è stato possibile le didascalie con i nomi di chi nel 1967 venne “immortalato” dai clic d’autore di Piero De Marchis.  Chi riconosce o si riconoscesse tra i fotografati di quel settembre 1967 può inviare la sua didascalia sulla pagina Facebook di Astigiani.

 

GLI AUTORI DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La tormentata storia del Centro Studi Alfieriani

La nascita nel 1937 del Centro Nazionale di Studi Alfieriani in contemporanea con quelli dedicati a Leopardi e Manzoni L’astigiano Bruno Gambarotta, con la consueta...

Stemmi Comunali

La corona e lo scudo sono in tutti gli stemmi   Lo stemma come elemento di identità che affonda le sue origini nella storia o viene...
Andamento popolazione residente

Persi in un anno duemila residenti

Culle vuote e troppe bare Un allarme sociale   Immaginatevi un paese intero, come Incisa Scapaccino, che svanisce. Oltre duemila abitanti persi nella voragine di questo “inverno demografico”...

Sul calendario giugno-luglio-agosto-settembre 2020

22 giugno Salvi per il rotto della cuffia i 210 posti di lavoro alla BCube che erano a rischio per lo scadere del contratto...

Accadde nel secondo e terzo trimestre 2010-1920

2010 9 aprile – viene inaugurato in via Natta lo Spazio San Giovanni, prima tranche del Museo Diocesano 19 settembre – Tanaro Trincere Torrazzo vince...

La collina di Spoon River – settembre 2020

Renza Rosso 18 maggio 1926 - 1 luglio 2020 Insegnante di inglese Mi definiscono cittadina del mondo, ma sento forte il legame con mia sorella...

Il ghiacciolo omaggio di Nilva

Non ricordo più se fossero Motta oppure Algida o Eldorado o Tanara oppure di qualche marca locale. So però che li vendevano Nilva e...

Un catalogo botanico al tempo della “Bolla dei Tulipani”

Il Florilegium amplissumum et selectissimum di Emanuel Sweerts, prezioso esemplare a stampa pubblicato ad Amsterdam nel 1631, nasce in realtà quale sontuoso catalogo pubblicitario...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE