sabato 1 Ottobre, 2022

Astigiani 8 – giugno 2014

Editoriale

di Sergio Miravalle

Astigiani è all’ottavo numero e vi invitiamo a sfogliare queste 120 pagine con la consueta curiosità e il gusto di scoprire spicchi di storia e storie della nostra terra. Dedichiamo i primi servizi ai bersaglieri in occasione del loro raduno nazionale di Asti riscoprendo l’antico legame tra la città e i fanti piumati. La vicenda del “casermone” è intensamente intrecciata con la vita astigiana.

Raccontiamo poi di un altro intreccio di comuni ideali tra due personaggi che hanno fatto la storia d’Italia: Cavour e Cesare Alfieri di Sostegno scoprendo che la terra astigiana ha fatto da humus alla loro amicizia. Ed ecco la straordinaria carrellata tra le sale da ballo divenute dancing nel Dopoguerra: un viaggio emozionante nella memoria di molti. E ancora il turismo dell uva ad Agliano e gli anni astigiani di un ragazzo che diventerà campione del mondo. Insomma un menù ricco e variegato arricchito dalle rubriche, anche nuove e dalle straordinarie patenti rosa “estratte” dai portafogli degli astigiani.
Buona lettura.

Passaggio di gallo

di Luciano Nattino

Giorgio Conte mi ha passato il testimone da presidente dell’amata combriccola di Astigiani che pubblica questa rivista. Trattasi di un vero e proprio oggetto colorato che assomiglierebbe a un gallo, simbolo di Asti e della stessa rivista, se non fosse che al pennuto in questione manca la cresta. Dunque gallo o gallina? L’ho messo sul comodino per ricordarmi dell’impegno preso e devo assicurarvi che è una situazione davvero inquietante, non solo per l’onere connesso alla nomina, ma soprattutto per quello sguardo corvino fisso su di me.

Un impegno davvero grande, poiché la rivista in questi due anni è diventata uno straordinario racconto di memorie, ricordi e storie della città e del suo territorio, di cui molti astigiani non possono più fare a meno. Una rivista elegante nella grafica, giornalisticamente accurata, ricca di rubriche, con guizzi di curiosità storiche e giochi a indovinare chi. Come ho detto il giorno della mia nomina, non so se sarò in grado di esercitare la funzione di presidente come vorrei, conto però sull’affetto e l’amicizia che tutta l’assemblea dei soci mi ha dimostrato. E conto soprattutto sui giovani che Gegio, alias Sergio Miravalle, ha saputo coinvolgere nell’avventura editoriale.

Questo perché la rivista deve essere nelle loro mani, cosa che in parte è già. Credo inoltre che otterrò un grande contributo dai due seri e competenti vicepresidenti, Renzo Caracciolo e Mimma Bogetti che conosco attenta curatrice di affetti. In ultimo, penso al magnifico lavoro fatto in questi anni da chi mi ha preceduto: da quel vero campione di astigianità che è Giorgio Conte, sempre pronto a suggerire, a stimolare gli altri in senso creativo nelle azioni e nelle ricerche. Ciò fino a quel divertente dono nei miei confronti. E nel frattempo io continuo a sentirmi osservato speciale dal pennuto sul comodino.
Fortuna vuole che lui sia un po’ strabico.

A Luciano
Ancora commosso dalla lezione di vita che hai impartito a tutti noi, presenziando alla nostra assemblea del 28 aprile. Ancora ammirato dalla forza d’animo con cui lotti, giorno dopo giorno, come un leone, contro l’avversità che prematuramente e proditoriamente, ti ha aggredito, voglio nuovamente ringraziarti per aver accettato la carica di Presidente della nostra Associazione. L’altra sera mi hai salutato scrivendo sul tuo “computer di bordo” la seguente frase: «Giorgio, mi hai fatto un bello scherzo!» riferendoti alle mie dimissioni… Ti ho risposto, affidandoti un colorato galletto di paglia: «Adesso siamo pari! Adesso tocca a te prendere il testimone per traghettarci con le tue idee e il tuo esempio. Forza, Luciano e grazie, di cuore».

Giorgio Conte

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