domenica 26 Giugno, 2022
Copertina rivista Astigiani numero 3

Astigiani 3 – marzo 2013

Operazione cassetti aperti

di Sergio Miravalle

Astigiani partecipa al progetto di mostre “La Rinascita”, dedicato alla vita nel dopoguerra, dal 25 Aprile 1945 agli Anni del boom economico, per arrivare all’intensa stagione del ’68 e allo sbarco dell’uomo sulla Luna nel 1969. Da Maggio ci saranno mostre, incontri e installazioni artistiche in tre sedi: Palazzo Alfieri, Ottolenghi e Mazzetti. Chiediamo ai nostri lettori, agli abbonati, ai soci e a tutti gli astigiani di “aprire i cassetti”. In ogni casa c’è uno spazio speciale, un cofanetto, a volte una scatola da scarpe, un album che contiene spicchi di vita vissuta, lettere, fotografie, documenti, ritagli di giornali.

La nostra nuova sede operativa al terzo piano del palazzo dei Portici Rossi è aperta a tutti coloro che vorranno portarci le loro testimonianze, in particolare le fotografie dedicate a quel periodo che va dal 1945 al 1969. Pensiamo dai prossimi numeri di dedicare le pagine centrali della rubrica album
di famiglia a foto tematiche che raccontino Asti e gli astigiani: momenti di lavoro, viaggi, animali, mezzi di trasporto dalle bici ai treni, moto, scooter e auto. Un modo di ritrovare scorci di memoria astigiana e condividerli. Ne saremo tutti più ricchi. Buona lettura.

Ridateci il “Cinema Vittoria”

di Giorgio Conte presidente associazione Astigiani

Corso Dante, angolo via Crispi, grandi porte a vetri con maniglioni cromati in stile Liberty, le bacheche con i manifesti della pellicola in programma e i “prossimamente”. Tre scalini, ecco l’atrio del Cinema Vittoria. La cassa è subito lì, con la cassiera (di solito poco espansiva, chiusa nella sua postazione, dietro un vetro col buco, da cui ritira i soldi e consegna i biglietti). In bella vista, illuminate da una lampada verde da scrittoio, le multicolori barrette delle caramelle Charms dell’Alemagna, unico conforto alimentare a disposizione. «Primi o secondi?»

«Poltrone, grazie!» La maschera strappa il biglietto e si sale a sinistra verso lo scalone di marmo (uno scalone “cinematografico” tipo la casa di Rossella ‘O Hara in Via col Vento…) che ti porta al piano di sopra: le ultime file non sono a sbalzo e non si vede un granché. Ma poco importa alle coppiette che son lì non tanto per ragioni “cineamatoriali” ma, semplicemente, “amatoriali”. La prima fila è la migliore, con vista sulla platea e davanti la ringhiera che ci puoi appoggiare i piedi. Al Vittoria, come in tutti gli altri cinema, si può fumare tranquillamente. La luce rossa con la scritta “Vietato fumare” è di là da venire. Per ora si fuma, alla faccia degli inesistenti portacenere, e le cicche si spengono sotto le suole.

E nessuno osa protestare. Ci son poi dei posti singoli in fila, uno dietro l’altro, lungo due balconate che abbracciano la sala. Al “Vittoria” in tanti arrivavano in bicicletta. La bici, nell’indigenza post-bellica, era il mezzo di locomozione più diffuso, tant’è che a fianco del “Vittoria” c’era il “Posteggio bici e moto”. Ci pensava Maiu a metterle a posto nelle rastrelliere. «Dami des lire», bastava quella moneta da 10, con l’effigie dell’aratro e delle spighe di grano a farti star tranquillo durante la proiezione del film. Uscivi e davi la contromarca (un pezzetto di cartone con un cordino e un numero) e rimontavi in sella. Maiu…
Burbero, tenero e solerte, sempre vestito di nero (a tempo perso scaricava i motocarri che portavano il carbone) sembrava una comparsa da film neorealista. Maiu faceva anche l’arpatè: raccoglieva di tutto, barattava di tutto, rivendeva di tutto.

Primavera, estate, autunno e inverno, Maiu era sempre lì, costretto a un certo punto ad aumentare la tariffa, tutto aumentava e di bici
ce n’erano sempre meno. Il vento stava cambiando: arrivarono le automobili, divieti di sosta, cancelletti e dissuasori, le magnolie e la banca, una delle tante. Maiu scomparve e con lui anche il Cinema Vittoria. Però, ora pare sia sorto qualche problema… e che quella banca attraversi un momentaccio… Chissà… nel caso, come nelle favole, mi piacerebbe, non sai quanto, che si riaprissero, come per incanto, le porte di cristallo del… “Nuovo Cinema Vittoria”!

Alfieri e le donne. I turbolenti amori del poeta astigiano

Un Vittorio Alfieri sorprendente emerge dalla lettura di questo inedito viaggio nei sentimenti amorosi del poeta. Il trageda fatto conoscere sui libri di scuola si rileva e si svela come un giovane e poi un uomo di prorompente vitalità anche sessuale.

LUIGI GARRONE

Giornalista di lungo corso e decano della cronaca nera

L’astigiano più famoso dei Mari del Sud

Da Montaldo all’isola di Tonga consigliere agricolo del re

Frate Jacopo da Cessole affascinò il Medioevo con il gioco degli...

Originario della Val Bormida il predicatore domenicano autore di un curioso trattato morale che fu tradotto in tutta Europa

Serve un barcaiolo salva bagnanti lungo il Tanaro

Le lettere di protesta sui giornali astigiani

Vita di Bruno in tre atti e un assolo per tromba

Vergano, avvocato, esperto d’arte vignettista, appassionato di musica

Da Parigi spiega agli europei i rebus della Finanza

Chiara Monticone dopo l’esperienza con lo staff di Elsa Fornero è analista all’Ocse e studia i livelli di conoscenza dei contribuenti

Un sacerdote cronista che raccontò la vita astigiana per 44 anni

Incisa annotò ogni giorno episodi e personaggi della tumultuosa stagione che va dal 1776 al 1819. Una lapide lo ricorda

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Con il fratello Lorenzo diede vita a una saga sportiva di famiglia giunta fino a Luca, argento olimpico nel basket ad Atene 2004

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C’era un tempo (c’è ancora?) in cui i matrimoni, salvo rari casi, erano combinati. Ce lo ricorda Il Bacialè (il “combina-matrimoni”) di Fermo Tralevigne...

Un po’ di asti raccontata con ridente nostalgia

Scrittore, attore, cantante, paroliere, compositore, sceneggiatore, pittore italiano, presidente della Biblioteca di Asti. Minchia, signor tenente, viene da dire, non si è fatto mancare...

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DAL PAPA CON LE FOTO DELLA SINDONE

Un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta di fatti e personaggi