venerdì 19 Aprile, 2024
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Palio e Tradizioni

A Callianetto le radici di Gianduja

C’è il Gianduja burattino, personaggio nato dal talento di due artisti che per via della loro satira scomoda furono cacciati prima da Genova e poi da Torino.

Clic d’autore di Piero De Marchis, fotoreporter al Palio del 1967

Piero De Marchis seguì tutti i principali fatti di cronaca per decenni. Come la caduta della guglia della Mole, i funerali di De Gasperi, terremoti, alluvioni, gli anni di piombo.

Nel Monferrato i muri sono quelli del tambass

Si gioca nelle piazze dei paesi trasformate in sferisteri. Storia e campioni Con nove squadre in lizza, ha preso il via dal 20 marzo la...

Le radici del teatro popolare sacro

Lo straordinario caso di Valfenera negli Anni Trenta Il riproporsi della tradizione come risorsa inedita per l’individuo che vive la società complessa è un dato...

Il misterioso drappo di un Palio corso sotto falso nome

Sul retro del drappo la data fu corretta e il 1937 diventò 1938   C’è un drappo del Palio dimenticato. Risale al 1938 e racconta una...

Con l’Asta Bandiere in cielo da più di 40 anni

Un farmacista regista pensò di creare la scuola astigiana di sbandieratori   In più di 40 anni di vita sono passati sotto le insegne dell’Asta almeno...

Il cibo simbolico tra festa e quotidianità

La fagiolata di Castiglione tra festa e quotidianità del cibo

La fagiolata di Castiglione

Nella giornata del 2 gennaio, ogni anno, la frazione di Castiglione sulle colline vicine ad Asti, verso Est, elebra la Festa di San Defendente. E’ la prima festa dell’anno nell’Astigiano, dopo la baldoria di San Silvestro. Non è però una festa inventata: all’origine c’è una tradizione che risale al 1200 per questo a Castiglione la definiscono la storica fagiolata. In grandi paioli si fanno bollire i fagioli e i ceci che un tempo si raccoglievano nei giorni precedenti nelle case dell’antico comune . Oggi la tradizione è ancora viva. “Astigiani ” ne racconta la storia e analizza il fenomeno del cibo come elemento di festa popolare tra rito e superamento della fame atavica.

Vent’anni fa il Palio con la Dea Bendata

Un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta di fatti e personaggi

Mussolini concede la Provincia ma spegne il Palio

Il 1935 è un anno importante per la vita astigiana. Dopo un lungo e tormentato iter quell’anno, a marzo, viene conferito alla città il titolo di capoluogo di provincia e si crea il nuovo ente ritagliato sulla carta amministrativa del Piemonte tra le province di Alessandria e Torino, senza intaccare i confini di quella di Cuneo, forte del veto di Casa Savoia “La Granda non si tocca” . Da Castelnuovo Don Bosco a Serole, Asti ha così la sua Provincia che, i più fantasiosi indicarono a forma di grappolo d’uva.