sabato 1 Ottobre, 2022

Astigiani 6 – dicembre 2013

Riprendiamoci Piazza delle erbe

di Sergio Miravalle

Il nostro primo Bagna Cauda Day è stato un successo. Ne diamo conto sulla pagine di questa rivista e soprattutto su Facebook e sui siti www.astigiani.it e www.bagnacaudaday.it che sono diventati lo strumento principale di divulgazione e raccolta di foto e video dell’evento. Eravamo partiti a settembre dall’idea di creare un’occasione per dare nuova vita alle storiche cantine di Asti e abbiamo stretto alleanza con una cinquantina di ristoratori e altrettanti produttori di vino. Il resto lo ha fatto il passaparola, la voglia e la passione di decine di volontari e il gusto di esserci del popolo dei bagnacaudisti.

Un successo che ripeteremo il prossimo anno dal 21 al 23 novembre, ma nel frattempo lanciamo un’altra proposta a tutti gli astigiani. Il mercatino della Bagna Cauda ospitato in piazza Statuto è piaciuto, ma ha dovuto patire il freddo e la pioggia. Questa piazza nel cuore di Asti, era un tempo detta “delle erbe”. Ha avuto fino al 1940 un bellissimo mercato coperto: una struttura in ferro e ghisa in stile Liberty che le foto del tempo fanno rimpiangere. Oggi, dopo alterne vicende, al centro della piazza ci sono dei “funghi plasticosi” con alcuni glicini.

E allora osiamo, stimoliamo e risvegliamo come è nelle natura di Astigiani. Perché non ricostruire con lo stesso stile una moderna struttura coperta vetrata in grado di ospitare eventi, mercati, presentazioni. Uno spazio pubblico da vivere e utilizzare tutto l’anno. Partiamo con una petizione e affidiamo all’amministrazione comunale il compito di elaborare progetti e realizzare il nostro sogno.
Riprendiamoci Piazza delle erbe.

Quando credevo a Babbo Natale

di Giorgio Conte presidente Associazione Astigiani

La notte di Natale, le persiane della cameretta, contrariamente al solito, restavano spalancate. Avrebbe dormito a intermittenza, nella penombra. E se si fosse messo a nevicare? Era successo altre volte, e lui, quello spettacolo, non se lo voleva perdere. Un silenzio marcato, rotto dal rumore delle catene di un’auto che arrancava adagio, su da corso Dante, lo avrebbe avvisato: «La neve!»

Sarebbe saltato giù dal letto per vederla sfarfallare intorno ai vetri a losanghe dei lampioni accesi. E già che era sveglio, perché no? ne avrebbe approfittato per controllare se nella “stanza dell’albero” Babbo Natale avesse provveduto alla consegna richiesta. Quanto lo aveva sognato quel Circo Equestre che, al mattino, poteva toccare con mano: Circo Amar. Due carrozzoni di dimensioni notevoli, che poteva sedercisi sopra… adibiti al trasporto degli animali: orsi bianchi, tigri, leoni, giraffe, ippopotami, cavalli e zebre… e un carrozzone, il più bello, quello del domatore, con la veranda, le sedie e il tavolino, camera da letto e pranzo con vasi fioriti in ogni dove, illuminato all’interno da due lampadine alimentate da una “superpila” piatta.

Aveva il polo positivo e negativo a lamelle dorate, una corta e una lunga… da mettere al posto giusto. In mezzo ai carrozzoni, il grande tendone, in stoffa a righe bianche e rosse, lo chapitau con le bandiere, la segatura vera sulla pista anch’essa illuminata. Il direttore in giacca rossa e spalline dorate prese il megafono: «Reduce dai successi internazionali di Madrid, Pechino, Oslo e Parigi…finalmente ad Asti!». Uno schiocco di frusta e il “Grande Spettacolo della fantasia” poteva cominciare.

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