martedì 25 Giugno, 2024
HomeLo scaffaleIronia e sagacia nell’antico gergo astigiano
Lo scaffale

Ironia e sagacia nell’antico gergo astigiano

Storia linguistica di Asti, la bùla di còj

Raro trovare in un libro “scientifico”, chè tale è questo, una prefazione così sintetica e completa. Che nessuno cada nell’errore di tralasciare la prefazione per la curiosità di tuffarsi subito in un testo ricchissimo che è, insieme, la piacevolissima scoperta di un “mondo”, un mondo piccolo che va da corso Torino a San Pietro, e al contempo un mondo grande di cultura, di relazioni, di lavoro, di divertimento, un mondo che si distingue da tutti gli altri, in definitiva unico. La prefazione ci dice proprio di che mondo si tratta, che linguaggio è il gergo: il gergo è una lingua, anzi un’antilingua usata da categorie sociali definite marginali, con una valenza di contrapposizione alla lingua della società istituzionale, che esprime una controcultura di opposizione e di resistenza rispetto alle norme. È l’esigenza di un “parlare nascosto” che sottolinea l’appartenenza a un gruppo. Dopo aver letto la prefazione, ci si addentra nel testo vero e proprio, che è suddiviso in 14 capitoli elencati in ordine alfabetico che indicano le categorie: alimentazione, amore, corpo umano ecc. e sottocapitoli che rendono semplice e facile la lettura, grazie anche alla scelta di utilizzare un vocabolario il più possibile vicino a quello italiano.

Alla fine una raccolta di detti e proverbi, modi di dire, elenco di aggettivi. Il libro è frutto di un lavoro certosino, appassionato e intelligente. Scrive Pippo Sacco nella prefazione: «…per un’operazione di salvataggio della memoria e della cultura locale nasce questo lavoro […] non solo per consegnare agli studiosi una documentazione importante, ma soprattutto per richiamare dal silenzio una storia minore e per riscattare a una giusta dignità le migliaia e migliaia di lavoratori che l’hanno usato. In un sistema sociale ed economico imperniato sui privilegi delle classi più abbienti, il gergo consentiva ai più umili di rivalersi esprimendosi con un fraseggio esclusivo, che permetteva loro di sentenziare impunemente giudizi tranchants ed opinioni trasgressive al riparo della segretezza di un codice linguistico non compreso da chi non faceva parte di quella élite.» Dalle parole dello stesso Pippo Sacco si capisce bene che il volume non entra nella schiera qualche volta triste dei volumi “nostalgici”, ma costituisce veramente un’importante pietra della storia linguistica di Asti, che non c’era. Lo arricchiscono godibilissimi disegni di Paolo Fresu, che accompagnano con delicatezza attraverso il viaggio delle parole degli uomini e delle donne astigiani. Il gergo è scomparso dalla fine degli anni ’50 con la scomparsa degli ultimi astigiani “puri”, con la contaminazione conseguente alle immigrazioni dalle altre regioni (Veneto, dopo l’alluvione del Polesine, Meridione), con la progressiva e forte scolarizzazione e il conseguente apprendimento della lingua italiana, elemento aggregante e unificante. Il titolo. 

La bùla di còj è Asti: così è stata sempre chiamata, una conca fra le colline (bùla), a vocazione prettamente agricola di còj, dei cavoli, appunto. 

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA
Paolo Conte nello studio a Torino con altri musicisti astigiani durante la registrazione di Torretta Calipso nella primavera del 1980

Paolo Conte: avvocato, cantautore… enigmista

In che consiste il gioco? Chi si cimenta con questi enigmi deve trovare una frase cioè la soluzione partendo da un enunciato (esposto) che...

Patente di Astigianità

Sappiate che Da 35 a 40 risposte esatte Ottimo! Siete Astigiani doc, eccellenti conoscitori delle terra dove vivete. Meritate la patente di Astigianità. Da 24 a...

Ciao Luciano

Astigiani pubblica nella pagine seguenti frasi, pensieri, poesie scelti tra i tanti messaggi che ci sono stati inviati o sono stati scritti nella nostra...

Sonetto al sacrestano dimenticato

Una pagina per sorridere su personaggi, vizi e virtù di un passato appena prossimo ancora vivo nella memoria di molti. Ricordi al profumo della...

Quei 10.000 km sulla Topolino verde oliva

Organizzare un viaggio in auto lungo migliaia di chilometri in paesi sconosciuti, il tutto senza l’ausilio di Internet. Oggi sembra un’impresa impossibile, nei primi...

Sul calendario Ottobre-novembre-dicembre 2018

21 ottobre In una Cattedrale gremita di fedeli, Monsignor Marco Prastaro è nominato vescovo di Asti dall’arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia. Concelebrano l’ex vescovo...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE