mercoledì 7 Dicembre, 2022
HomeUna vita per la musicaDa settant’anni la sua tromba dà la carica alla banda
Una vita per la musica

Da settant’anni la sua tromba dà la carica alla banda

Nella formazione Città di Asti dall’età di dieci anni ha suonato nei locali più alla moda insieme a colleghi illustri

Quando Gino Ferraris, trombettista eclettico, entrò a far parte della Banda musicale “Giuseppe Cotti” di Asti, diretta da Ezio Baroncini, aveva 10 anni. 

Ora ne ha 78.

Questo vuol dire che nel 2015, quando avrà tagliano il traguardo dell’ottantina , festeggerà (e sarà festeggiato) settant’anni di appartenenza alla gloriosa formazione, con l’intento di appendere al chiodo tromba e cornetta il più tardi possibile. Le premesse sono buone, giacché Gino gode di ottima salute e, ancora oggi, suona con l’entusiasmo del neofita. Ad avviarlo allo studio della musica fu il maestro Giovanni Bosi, nel 1943. Dopodiché si iscrisse all’Istituto Verdi di Asti. L’inizio dell’attività da strumentista, coincise con l’apertura di una miriade di “dancing” nel territorio astigiano.

Gino a 12 anni con la mamma Teresa e papà Giuseppe mentre stanno andando al cinema vittoria

Era il 1951 e gli italiani, appena usciti da una guerra disastrosa, avevano una gran voglia di ballare. Il primo ingaggio fu alla “Fontana”, di Isola d’Asti e subito dopo eccolo nell’orchestra che si esibiva da “Bianco”, a Costigliole d’Asti. Con il maestro Rosani, tra il 1953 e il ’55 fece le stagioni invernali alla “Bocciofila”  di Asti, con sede in un elegante edificio di via Massimo d’Azeglio all’angolo con via Antica Zecca, che venne abbattuto nel periodo in cui imperversava la speculazione edilizia. Nell’epoca della “rinascita” musicale astigiana, Gino Ferraris fece squillare tromba e cornetta nei locali più alla moda: dalla “Palmarosa” ai “Ferrovieri”; dal Circolo dei “Socialisti” agli “Alpini”. E con musicisti di fama: Nino Virano, Marcello Arri, Mario Rustichelli, Mario Monteregge, Nando Tirelli, i fratelli Marozzi, Carlo Manina, Piero Fassio, Alfredo Masperone, accompagnati, in varie occasioni, dalla voce di Enzo Carbone. Con l’orchestra di Lorenzo Gardino, arrivarono anche le incisioni per prestigiose case discografiche come “Durium”, “Arpeggio”, “La voce del padrone”. Magici, per la sua carriera, furono gli anni ’60,  che ebbero inizio nel gruppo del grande Aspar Rovero, batterista di Cinico Angelini. Con Aspar suonò nei circoli più esclusivi di Torino e  in quei locali – “Arlecchino”, “Club 84”, “Castellino danze”, “La perla” – in cui passarono intere generazioni di ballerini tornesi. Uno dei ricordi più belli conservati dal trombettista astigiano, è legato al Veglione di Carnevale all’Hotel Principi di Piemonte: “Un ambiente che non conoscevo. Prima di cominciare mi sentivo in soggezione. Ma una volta partiti sprigionammo faville”, confessa.

Alla Camera del Lavoro di Asti, quando era in via Orfanotrofio (Ora Ex Inam); con Pinin Marello, sax; Riccardo Trinchero, basso; Attilio “Tilu” Vigna, sax; Nenè Marozzi, batteria; Lopolito, fisarmonica e la cantante Luisa Calcaterra

In seguito entrò alla Rai. Con l’orchestra di Gaetano Gimelli, partecipò a 40 puntate della trasmissione televisiva “Tutti in pista”. Lavorò anche con Giovanni Fenati, William Galassini e Vantellini in “Quattro passi tra le note”. Con le orchestre della Rai, accompagnò cantanti famosi, a cominciare dal “Duo Fasano” . Poi vennero Johnny Dorelli, Corrado Lojacono, Nella Colombo, Tonina Torrielli, Isa Barzizza e tanti altri. Col passare degli anni, gli impegni si infittirono. Ci fu un tempo in cui dormivo con la valigia pronta e la tromba chiusa nella custodia, ai piedi del letto. Ma a dire il vero non ho mai voluto fare il professionista a tutto tondo. Perché ho passato trent’anni della mia vita alla Way Assauto e in quel periodo ho dovuto “giostrare” gli orari, suddividendoli tra musica e impiego”, racconta. In realtà, il professionista di famiglia è il figlio Massimo, che suona il clarinetto nell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Gino Ferraris nel 1990 ha ricostruito – e dirige tutt’ora- la banda musicale di Villafranca d’Asti; per questo suo merito il Comune lo ha nominato cittadino onorario.

Con Gianni Basso, ospite della Mobil Swing Band 2007

La musica è tutta bella. È il mezzo espressivo che più colpisce a fondo l’animo umano. Ma se devo esprimere una preferenza, allora vado sul jazz, che elettrizza chi suona e chi ascolta. Faccio parte della Mobil Swing Band. E una delle più grandi soddisfazioni è quella di aver suonato con Gianni Basso. Col jazz, anche se ci si può sbizzarrire in libertà negli assolo, è pur sempre un gioco di squadra, che per produrre un grande effetto di insieme, ha bisogno di coesione e affiatamento tra gli strumentisti. E far parte di un collettivo che esprime creatività, mi piace”.    

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Sboccia il fidanzamento e le coppie “si parlano”

  Molti annunci ufficiali di fidanzamenti, soprattutto in campagna, un tempo avvenivano in primavera: erano il risultato delle veglie invernali nelle stalle. Terminato il servizio...

«Quella passeggiata a Viatosto non l’ho dimenticata»

Quegli anni fatati della vita. Rubo a Italo Calvino il titolo per sfogliare l’album dei ricordi dei cinque anni trascorsi sui banchi di legno...

Gli intensi anni astigiani di “Bicio”

I De André sfollano nel 1942 in una cascina di Revignano   Un uomo elegante esce dalla casa contadina. Lo chiamano Professore, incute soggezione, ma è...

Accadde nel terzo trimestre

10 anni 16 settembre 2007 Il drappo del Palio è firmato da Paolo Conte e conquistato dal rione San Secondo (rettore Marco Zappa) con Giovanni...

Voci astigiane tra le onde della guerra

Non ho mai conosciuto Giovanni Gotta da Viarigi, ben poco sapevo dell’incrociatore da battaglia della Regia Marina “Giovanni dalle Bande Nere” e ho fatto...

Quando le colline astigiane erano nel Golfo Padano

Il territorio punteggiato da importanti ritrovamenti fossili Una volta c’era il mare, lo sanno tutti. Ce ne ricordiamo quando negli anni si sono ritrovati scheletri...

Dai lampioni a gas alle lampade a led, storia della luce pubblica

Fino al 1910 ogni sera si accendevano 520 lanterne   Chi da generazioni è abituato ad accendere la luce premendo semplicemente il tasto di un interruttore,...

La rossa piemontese che piace al mondo Il Consorzio Barbera d’Asti fondato 70 anni...

Un vino popolare racconta la sua epopea La guerra è finita da un anno e mezzo e il 22 novembre 1946 nella sede della Camera...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE