venerdì 19 Aprile, 2024
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Paolo Monticone

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Nato ad Asti il 28 maggio del 1942. Diplomato al Liceo Scientifico “Vercelli”, è stato in gioventù giudice, arbitro e dirigente in atletica leggera e pallacanestro. Ha iniziato la carriera giornalistica a 17 anni come apprendista cronista di “nera” alla Nuova Provincia di cui è stato successivamente redattore capo e direttore. Ha diretto anche per sette anni ”Il Corriere dell’Astigiano”. Ha scritto una biografia di Giovanni Gerbi, “Diavolo Rosso”, insieme ad Antonio Guarene, Pippo Sacco ed Ezio Mosso e, con quest’ultimo, “Dal gioco allo sport”, storia dello sport astigiano. Attualmente collabora a periodici a carattere agricolo ed agroalimentare.

Carlo Mosso

La guerra era appena finita. Venivano da esperienze, famigliari e di vita, le più diverse, ma non ebbero difficoltà a trovarsi d’accordo su un...

Sul “Circuito del Monferrato” undici anni di sfide

Dal 1922 al ’32 l’intrepida gara tra i pionieri delle motociclette

Sebastiano Torchio, il sogno a due ruote spezzato dalla guerra

Sebastiano Torchio avrebbe potuto essere il vero emulo di Piciot Gerbi se non fosse intervenuta la guerra a spezzarne sogno e carriera.

Oddino Bo

Il “rivoluzionario di professione” prestato all’agricoltura. Un papà sindaco socialista a Maranzana. La scoperta, in pieno fascismo, de Il Capitale di Marx nella biblioteca...

È finita la carriera del mezzofondista specialista in sanità

La scomparsa di Mario Valpreda, uomo di sport e di salute pubblica nell’anno in cui la “sua” Vittorio Alfieri festeggia il sessantennio.

Ugo Ravizza

L’ultimo testimone della stagione dei negusiant da vin. Si dividevano le aree di vendita con il patto delle cartoline

La Jucci e l’epopea del Falcon Vecchio

I piatti forti erano agnolotti, merluzzo e l’immancabile bollito.

Per noi ragazzi Piazza Alfieri era il mondo

Due ragazzini, cresciuti tra il cortilone di Palazzo Anfossi, la chiesa del Santo e la grande piazza trapezoidale con il monumento a “Toju”, sono i testimoni vivacissimi della vita nel quartiere del centro di Asti nei primi anni Cinquanta. Ai giovani bastava poco per divertirsi. Questo è il loro racconto di quegli anni, in un’Asti che provava a diventare una città moderna, ma che manteneva abitudini, comportamenti e condizioni sociali di epoche più lontane, destinate a cambiare in modo radicale soltanto alla fine degli anni ’60. Uno spaccato della vita del “quartiere piazza Alfieri” e le “mirabolanti avventure” di due suoi giovanissimi abitanti, gli aneddoti, i ricordi, gli straordinari personaggi che, appartenenti ai più diversi ceti, ne costituivano l’irripetibile tessuto sociale.

Leonardo Cendola, l’uomo della “ripartenza” sportiva

Dal “cortilone” di via Natta alla piscina coperta: il quarto di secolo in cui sorsero gli impianti che ancora oggi “servono” l’agonismo astigiano

Luigi Garrone

Giornalista di lungo corso e decano della cronaca nera