lunedì 16 Febbraio, 2026
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Lo scaffale

Masche e tradizioni, ma dietro al tartufo c’è anche l’economia

Il tartufo è parte costitutiva di una storia notturna, che lega indissolubilmente lo straordinario immaginario che governa la notte delle colline del Piemonte meridionale, caratterizzato da masche, streghe, esseri fantastici che popolano il buio magico che deve essere rischiarato con un’approfondita ricerca teorica e di terreno.

 

Di tartufi e di masche. Il Tartufo bianco d’Alba: una storia notturna, a cura di Piercarlo Grimaldi, Slow Food Editore, 2017, 464pp, 18 euro

 

La sorpresa scientifica che giunge da questa ricerca sul tartufo bianco proviene dall’originalità dell’approccio, dalla ricchezza dei dati raccolti, dall’innovativa sintesi che l’indagine sul campo produce. Non si candida il Tartufo in qualità di “prodotto”, ma il patrimonio collettivo di memorie, narrazioni, saperi e pratiche di un’attività molto ampia, che coinvolge l’addestramento del cane e il suo utilizzo nelle fasi di cerca e cavatura, la ricerca dei vari tipi di tartufi, l’utilizzo gastronomico. Aspetti che meritano di essere studiati, archiviati e comunicati al fine di consegnare alle future generazioni preziose conoscenze su un patrimonio italiano di inestimabile valore.

Il saggio introduttivo di Piercarlo Grimaldi, corposo e originale, descrive e interpreta le relazioni tra natura e cultura, inserisce il tartufo nel calendario contadino del lavoro e del rito, ricostruisce le mitologie, le pratiche, le narrazioni. I contributi degli autori spaziano dall’etimologia ai mercati, dall’identità sensoriale alle norme di legge, dalla storia economica e del costume alla valorizzazione, con una ricca bibliografia.

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Manuela Caracciolo

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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