mercoledì 7 Dicembre, 2022
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Quei fratelli gemelli dell’atletica

Tra il 1969 e il ’76 ebbero ad Asti la loro pedana di lancio agonistico Silvio e Osvaldo Fraquelli, Livio e Luigi Gonella e Giorgio e Maurizio Damilano
Otto anni memorabili, dal 1969 al 1976, in cui i migliori atleti gareggiarono per i colori delle due maggiori società astigiane, la Vittorio Alfieri e la Virtus, giovani di assoluto valore non solo nazionale.

Quarant’anni fa, mese più mese meno, si concludeva, non senza qualche malinconia, una delle stagioni più straordinarie della storia atletica astigiana. Otto anni memorabili, dal 1969 al 1976, in cui gareggiarono per i colori delle due maggiori società astigiane, la Vittorio Alfieri e la Virtus, giovani di assoluto valore non solo nazionale. Da Piercarlo Molinaris nel salto in lungo a Ezio Terzuolo sui 400 per citare i due che stavano sulla punta dell’iceberg. Una cosa assai curiosa per non dire unica, erano anche tre coppie di gemelli che dominarono a lungo la scena delle loro rispettive specialità, ottenendo in carriera risultati di assoluta rilevanza come un oro e due bronzi olimpici, due ori mondiali, un oro “mediterraneo”, titoli italiani, assoluti e di categoria.

Erano, per chi non c’era o più non ricorda, Silvio e Osvaldo Fraquelli (classe 1952), Luigi e Livio Gonella (classe 1956), Giorgio e Maurizio Damilano (classe 1957). I primi due, astigiani purosangue e tesserati per la Vittorio Alfieri, trovarono nel salto con l’asta la migliore espressione delle loro non comuni doti atletiche e acrobatiche. I Gonella, di origine sandamianese, e i Damilano, di Scarnafigi in provincia di Cuneo, in forza alla Virtus, si dedicarono invece alla marcia.

Silvio Fraquelli, olimpionico a Monaco ’72 per il salto con l’asta.

 

Le grandi speranze della marcia insieme al mito Pino Dordoni nel 1973. Da sinistra: Luigi e Livio Gonella, il campione olimpico di Helsinki ’52, Giorgio, Maurizio e Sandro Damilano.

Chi volava oltre l’asticella

 

Sarebbe interessante capire per quale singolare congiunzione astrale le strade di questi sei grandi atleti si incrociarono proprio ad Asti. Il caso ci avrà sicuramente messo lo zampino, ma è un dato di fatto che forse per l’ultima volta nella storia atletica cittadina, il territorio, come usa oggi definire l’assetto socioeconomico di una determinata area, mise a disposizione importanti risorse eonomiche che, soprattutto nel caso della Virtus, consentirono di allestire formazioni di tutto rispetto, in grado di primeggiare a livello nazionale. Ad aprire la nostra storia furono Osvaldo e Silvio Fraquelli che, sotto la guida del prof. Gianni Calosso, buon saltatore in alto in gioventù, si misero in luce già a quattordici anni salendo a 2 metri e 50.

Da questo momento il loro sarà un inarrestabile crescendo che li porterà alla contemporanea conquista (cosa che li accomuna ai Damilano, soliti ad arrivare, in molte occasioni, appaiati e vittoriosi al traguardo) del primato italiano allievi (4,01 e poi 4,15) nel 1969. Nello stesso anno Osvaldo conquista il titolo italiano allievi con Silvio secondo, mentre nel 1971 l’ordine si inverte ai campionati italiani juniores di Pisa, ma la misura valicata è la stessa (4,60). L’inversione dei valori però si consolida e da questo momento sarà sempre Silvio a prevalere su Osvaldo chiudendo la stagione con 4,86, all’epoca la seconda misura italiana di sempre dietro quelle di Renato Dionisi. A dare l’idea del livello qualitativo raggiunto dall’atletica astigiana di quegli anni, va segnalato che a Pisa anche Piercarlo Molinaris conquistò il titolo italiano junior di salto in lungo. Un’abbinata che si ripeterà tre anni dopo, questa volta a livello assoluto, a Roma.

Damilano Mosca, 1980. Lo sforzo di Maurizio Damilano negli ultimi metri di gara sulla 20 km di marcia alle Olimpiadi di Mosca ’80 dove conquistò l’oro

 

Alla finale nazionale del Trofeo Invernale di marcia del 1975, disputatasi a Canelli, Giorgio Damilano (Cocchi) e Livio Gonella (Fiamme Gialle) guidano il gruppo di testa. Dietro di loro Maurizio e Luigi

Il passo speciale dei marciatori

 

Nel 1972 i due Fraquelli passano al Cus Torino e mentre Osvaldo prepara la sua lenta “uscita” dall’atletica per dedicarsi al tennis, Silvio raggiunge l’apice della carriera partecipando alle Olimpiadi di Monaco. Un cambio di attrezzo (obbligatorio per disposizioni internazionali) alla vigilia delle gare, fu tra le cause dei suoi tre sfortunati nulli, ma questo non gli impedì di gareggiare fino al 1976, salendo nel 1975 fino al personale di 5,30, vincendo una semifinale di Coppa Europa, conquistando l’oro ai Giochi del Mediterraneo e cinque titoli italiani, dal 1972 al 1976. Nel febbraio del 1973, pochi mesi dopo la sfortunata avventura olimpica di Fraquelli, cominciava, alla Virtus di Piero Sacco e Giorgio De Alexandris, sponsorizzata dalla distilleria Kennedy di Tonco, quella dei gemelli Gonella e Damilano. Provenienti dalla società sportiva Fiat Torino (un abboccamento tra Piercarlo Molinaris e Sandro Damilano, entrambi studenti all’Isef, fu probabilmente all’origine del trasferimento) a rinforzo di una società che coltivava serie ambizioni di supremazia a livello nazionale. I Gonella erano stati campioni piemontesi Ragazzi nel 1971 e i Damilano li avevano imitati l’anno successivo. Grandi promesse che, sotto la cura di Sandro Damilano (fratello maggiore di Giorgio e Maurizio) e di Gabriele Di Fiore, entrambi entrati a far parte dello staff tecnico della Virtus, avrebbero ampiamente confermato il loro valore negli anni a venire. Già nel 1973 ottennero notevoli risultati: la Virtus vinse, grazie a loro, il Trofeo invernale di marcia e il titolo italiano di società allievi.

A livello individuale, i quattro fecero un clamoroso poker (primi e secondi i Damilano, terzi e quarti i Gonella) al Trofeo regionale allievi sui 10 chilometri, Maurizio fu secondo ai campionati italiani allievi, Livio Gonella vinse il Trofeo Industriale sui 6 km a Torino e a fine anno Maurizio migliorò l’ennesimo primato di categoria Allievi sui 10 km con 47’44”4. La crescita dei quattro fu costante anche nel 1974. Aperta da una presentazione a cui partecipò il mito Pino Dordoni (campione europeo sui 50 km a Bruxelles ’50 e olimpico a Helsinki due anni dopo sulla stessa distanza), la stagione registrò ancora vittorie, piazzamenti e primati delle due coppie di gemelli. Maurizio migliorò ripetutamente il primato italiano allievi sui 10 km (lo fece anche nel debutto azzurro a Pamplona in una gara internazionale under 18) mentre Livio Gonella fu campione piemontese junior sui 10 km e il gemello Luigi quinto agli italiani di categoria. Fu questo il passo d’addio dei Gonella che nel 1975, in età di servizio militare, gareggeranno con le maglie delle Fiamme Gialle mantenendo però solidi legami con la Virtus. Giorgio e Maurizio Damilano, sempre sotto le attente cure del fratello Sandro (che proprio in quegli anni muove i primi passi di una sfolgorante carriera tecnica che lo porterà a essere prima il responsabile nazionale della marcia italiana e poi, oggi, di quella cinese) resteranno alla Virtus, nel frattempo, sponsorizzata Cocchi.

Osvaldo Fraquelli, più volte primatista italiano di salto con l’asta per le categorie giovanili

Saranno due anni ricchi di soddisfazioni: nel 1975 Giorgio, dopo aver vinto il Trofeo invernale a Canelli, su Livio Gonella e il fratello Maurizio, è campione italiano junior sui 10 km arrivando al traguardo insieme al gemello, cosa che si ripeterà al triangolare under 19 con Spagna e Francia e in molte altre occasioni. Dal canto suo Maurizio si imporrà ai campionati di società, sarà Fiaccola d’oro dei Veterani sportivi e migliorerà un’incredibile serie di primati italiani di categoria. Cosa che si ripeterà nel 1976 quando sarà primatista sui 3, 10 e 15 chilometri e sull’ora, unico italiano a vincere una gara nel quadrangolare con Francia, Svezia e Germania Est a Parigi e primo sui 10 km nell’incontro con la Gran Bretagna a Blackpool dove Giorgio finirà secondo. Furono gli ultimi fuochi astigiani di otto memorabili anni di vittorie e primati. 

 

Le Schede

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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