sabato 24 Febbraio, 2024

Aria di Natale, aria di casa, aria di famiglia

di Piercarlo Grimaldi

Trascorre il tempo dell’Avvento che ci porta al Natale. Nel tempo precristiano il solstizio d’inverno segnava la solennità della luce che ritornava a
vincere sul buio. All’Epifania al passo di una formica, a san Sebastiano al passo di un cane, recita un proverbio di casa nostra che ci ricorda come il sole
ritorni, seppur lentamente, a illuminare la giornata e la campagna venga scossa dai primi brividi vitali che la invitano alla rinascita. Con la religione
cattolica la luce illumina di nuova luce la scena invernale, narrandoci di una natività universale che è all’origine del nostro tempo sacro di umane speranze.
Un tempo, quindi, di rinascita in cui ci riconosciamo perché ritroviamo in questo tornante calendariale gli affetti, le vicinanze, il senso di comunione con
l’altro da noi, che troppo affrettatamente dimentichiamo nell’affannata e talvolta egoistica quotidianità che scandisce l’usuale corso dell’anno.
Natale, un tempo protetto in cui ritroviamo anche il senso del gioco, il piacere di ritornare a far rivivere momenti di semplice felicità. Un sospeso istante di serenità che riscopre le tradizioni delle vissute esperienze infantili per rinnovarle alle giovani generazioni che attraverso questi poveri divertimenti apprendono anche il gioco della vita che sarà.
É a partire da queste considerazioni che Astigiani edita, in abbinamento ideale con il numero natalizio della rivista, la ricerca condotta da Pippo Sacco sui
giochi della tradizione: Tre Civette sul comò. Come si divertivano i ragazzi di un tempo. Un libro, arricchito dalle colorate e ironiche figurine disegnate
da Paolo Fresu, che riporta alla luce un sorprendente paesaggio di saperi ludici materiali e immateriali che pensavamo di aver dimenticato. Filastrocche,
formularità, semplici oggetti costruiti con sapienzialità famigliare, possono essere una risorsa non solo per ricordare il nostro collettivo passato, per rinnovare memorie perdute nell’oblio del tempo, ma un mezzo per cercare nuovi/vecchi indirizzi di senso in forme e pratiche di un divertimento che la multimedialità ha trasformato radicalmente, isolando il bambino in un solipsistico piacere digitale dove il confronto ludico avviene soprattutto con sé stesso e quindi anche pericolosamente fine a sé stesso. Aria di Natale, dunque, che è anche aria di casa e di famiglia. Un’aria che ci identifica, ci fa sentire tutti più prossimi al prossimo. Astigiani nell’augurare a tutti i lettori di vivere in serenità le feste che ci attendono spera di essere parte dell’aria che ingentilisce questo tempo, perché il nostro associativo intento primario è quello di contribuire al farsi del futuro di una memoria astigiana, partecipi di una comune aria di casa e di famiglia, cifra ultima di questa bella terra di comunità.

Gira la giostra del Bagna Cauda Day

di Sergio Miravalle

Eccoci al numero 26 di Astigiani, quello di dicembre che come accade da sei anni a questa parte, segue di un paio di settimane l’evento del Bagna Cauda Day. A questa festa intensa e profumata e ai suoi molti momenti dedichiamo l’Album di famiglia nelle pagine centrali della rivista, che mantiene per il resto la sua vocazione di racconto della storia e delle storie di questi nostri territori.
Merita però una riflessione ciò che accade prima durante e dopo il Bagna Cauda Day.
La festa non è stata pensata come semplice sagra della bagna cauda e fin da subito ha coinvolto decine di ristoratori e cantine. Anno dopo anno i numeri sono cresciuti e oggi definiamo il nostro Bcd come la più grande bagna cauda collettiva e in contemporanea al mondo.
Solo il lavoro intenso dei volontari dell’associazione Astigiani, che vanno ringraziati per l’eccezionale impegno, consente di far girare la complessa giostra
organizzativa.
E con l’allegria e lo stupore dei bambini in giostra migliaia di bagnacaudisti danno vita alla festa, appropriandosene e facendola diventare la loro festa. Sono tantissimi ormai coloro che invitano amici e parenti, anche lontani, a venire al Bagna Cauda Day. Il segreto del successo sta nel richiamo alla convivialità più genuina, con un pizzico di ironia, per non prendersi mai troppo sul serio.

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