Astigiani 30 – dicembre 2019
Guardare avanti nel tempo e nello spazio
di Piercarlo Grimaldi
La nostra rivista Astigiani giunge al trentesimo numero. Una piccola vertigine editoriale. Anche per chi in quel luglio 2012, alla costituzione dell’Associazione Astigiani, sicuramente in cuor suo non pensava di raggiungere questo importante traguardo culturale
e associativo. Conosciamo i problemi dell’editoria, del mondo della carta stampata, le difficoltà che la provincia ha di far sentire una voce, riflessiva, autonoma che ricerca radici di memorie per offrire un contributo alla costruzione di futuro che tanto sembra mancarci.
Trenta è un multiplo che rinvia al tre, numero perfetto a fondamento della trinitaria religione di casa, simbolo magico.
A questo numero ambivamo anche se non avevamo il coraggio di pronunciarlo perché rappresenta un tornante arduo e impegnativo che ci rammenta che sono oramai otto anni che ad ogni trascorrere di stagione la rivista raggiunge puntuale i suoi fedeli lettori che nel tempo sono cresciuti e dimostrano un’attenzione, un amore verso Astigiani che ogni volta ci commuove e ci sprona a fare meglio.
Sono soprattutto le classi d’età adulte che si ritrovano nella proposta editoriale, che cercano e trovano nel trimestrale lavoro
anche le loro memorie, i ricordi, i gesti e le parole di un territorio, quello della città, delle colline che lo definiscono, che si
rinnova avendo a cuore le eredità materiali e immateriali che i nostri genitori ci hanno, con amore e cura di futuro, trasmesso.
Nel tempo la rivista si è anche avvicinata ai giovani, alle generazioni digitali che sembrano non conoscere più la carta stampata. Alle nuove generazioni vogliamo dedicare più tempo, l’ascolto dovuto ad un mondo che si trasforma con una rapidità che più non ci appartiene. Eppure siamo convinti che un rapporto armonioso e ancorché conflittuale vada cercato tra chi guarda con più interesse al passato e chi
volge le legittime speranze ai tempi che verranno. Certo è che le due traiettorie di vita sono armonizzabili solo se rendiamo dialoganti e creativamente produttivi questi due mondi, e Astigiani vuole fare la sua piccola parte in questa intrapresa cruciale.
La crisi che attanaglia l’Astigiano, inteso come territorio, è anche il frutto del mancato dialogo e Astigiani, per quanto possibile,
vuole contribuire a costruire un ideale ponte tra visioni generazionali. Il trentesimo numero è anche il momento in cui la rivista
guarda avanti nel tempo e nello spazio.
Vogliamo continuare a dialogare con logiche affettive vecchi e nuovi compagni di viaggio. Vogliamo cercare di riportare alla luce le memorie globali e locali, delle piccole patrie elettive che sono i nostri paesi, che costituiscono la complessiva comunità di destino. Per tale scopo vogliamo che le informazioni non siano solo informazione, ma rappresentino un quadro cognitivo, interpretativo della casa comune.
Sicuramente vi siete già accorti che la rivista ambisce ad ampliare il suo territorio d’indagine e di conoscenza alle più vaste terre che definiscono le colline del Piemonte meridionale. Un paesaggio che non conosce confini. Ce l’hanno narrato i grandi scrittori del Novecento che in questi luoghi di grandi bellezze sono nati, e hanno cantato le Langhe, il Monferrato e il Roero. A questo numero siamo
giunti grazie a tutti gli amici che hanno aderito nel tempo e che partecipano con altruistico impegno e generosità associativa alla realizzazione della rivista e al Bagna Cauda Day appena terminato.
Un grazie ancora ai lettori ai quali auguro un sereno Natale di pace e di speranza.
Abbiamo fatto 30 faremo anche 31
Una sorpresa sotto l’albero
di Sergio Miravalle
Abbiamo fatto 30, faremo anche 31. Anzi proprio dal prossimo numero di primavera Astigiani lancerà una iniziativa destinata a coinvolgere i lettori, scuole, istituzioni. È un progetto destinato a durare, che per attecchire e crescere ha bisogno di alleati. Prima di tutto voi.
Appena tutto sarà pronto lanceremo la nuova campagna di abbonamenti per il 2020 che, vi anticipiamo, vuole migliorare il nostro ambiente e contribuire a ridurre i cambiamenti climatici. Una rivista di carta può fare comunque la sua parte, legando il proprio nome e quello dei suoi soci sostenitori ai grandi alleati della vita sulla terra che sono gli alberi.
E a proposito di alberi eccovi il nostro albero di Natale che abbiamo voluto addobbare per celebrare il trentesimo numero con le 29
precedenti copertine. Astigiani continua il suo viaggio straordinario, intenso ed impegnativo ma anche molto gratificante che ci ha fatto scoprire nuovi amici, trovare memorie e storie, raccontare una terra che merita passione.
Visualizza le foto della presentazione di Astigiani n. 30