mercoledì 18 Febbraio, 2026
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Insegne senza ruggine

Da 4 generazioni la famiglia Tagini vende fantasia

Negozio di giocattoli e articoli regalo sotto i portici dei Cestai

Non c’è aria di Natale in città finché quel Babbo non sorride da sotto i portici dei Cestai, in piazza Statuto. Fermo nel gesto di una telefonata, invita i bambini a scrivere e imbucare una letterina a Gesù Bambino con l’elenco dei loro desideri. Ha la barba ingiallita e i segni del tempo, ma per molte generazioni di astigiani è un simbolo.

Da quasi mezzo secolo, a fine novembre, appare quella figura cordiale davanti alla porta di Tagini, storico negozio di giocattoli. «Lo comprammo molti anni fa, a Torino, io e mia mamma Ferdinanda: c’è anche quello sulla slitta ma lui ha avuto più successo: è il più fotografato e anche postato sui social!» dice Tiziana, la quarta generazione dei Tagini che portano avanti l’attività dalla fine dell’800.

Una storia di 137 anni, forse una delle più lunghe in Asti di ininterrotta attività di una famiglia: «Ci possiamo candidare a ricevere una medaglia alla resistenza commerciale!» sorride Tiziana. Restare aperti, nonostante le grandi catene e le vendite on line abbiano desertificato il panorama dei vecchi negozi di giocattoli è un’impresa che dimostra tenacia e perseveranza e sostanziale ottimismo.

Pietro Tagini, il fondatore del negozio astigiano

Nel 1882 Pietro Tagini aprì la sua bottega da ombrellaio

 

La storia dei Tagini inizia nel 1882 con il bisnonno Pietro. Arrivava dall’Alto Vergante, sulle sponde del Lago Maggiore, zona famosa per la produzione di ombrelli. Ad Asti, mastro Pietro apre la bottega da ombrellaio. «Il suo negozio assai frequentato viene soprattutto scelto dalle damigelle che trovano assortimento di ombrelli femminili grandi, ornati spesso di un bordo di nastro. Pietro Tagini cura in particolare la confezione di manici degli ombrelli, che secondo la moda sono di giada, d’onice, di porcellana, di corno o di cristallo» si legge in un libro sui mastri ombrellai.

L’eredità passa, poi, ai figli, nonno Cesare e zio Pietro: con loro, la ditta Tagini si trasforma nel primo grande magazzino della città. Una foto storica racconta i restauri che nonno
Cesare avvia nel 1926 per rinnovare e ingrandire il settore regali. Si vende un po’ di tutto, come ci racconta una réclame degli Anni 30: pelletteria, valigie, carrozzine per bambini,
cappelli per signora, chincaglierie, profumerie, guanti, cravatte, bretelle, calze, cinture, reggicalze, bastoni, borse per spesa, scuola, viaggiatori e legali, persino i libri da messa
e naturalmente un «grandioso assortimento in giocattoli nazionali ed esteri».

Zio Pietro lascia e, nel Primo Dopoguerra, l’emporio passa in gestione a Ferdinanda e Luigi, mamma e papà di Tiziana. Con loro, i locali si ampliano annettendo anche l’antico Bar Risorgimento. Viene costruito il “baracun”, la vetrina che dà sulla piazza dall’altro lato dei portici, che cambia tema a seconda del periodo: Natale, Carnevale, Halloween.

Lì, in quella bottega magica per i bambini, i due coniugi Tagini restano per oltre 60 anni, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di bambini, genitori e nonni
astigiani. Erano i tempi in cui la Camera di commercio di Asti organizzava ancora la Mostra del Giocattolo. Mamma Ferdinanda, scomparsa 5 anni fa, fino all’ultimo è restata dietro al bancone a intrattenere i suoi clienti.

Tiziana e papà Luigi Tagini nel 1954

«Il negozio, insieme ai suoi nipoti, era la sua vita: aveva una pazienza infinita» ricorda la figlia. «In questo negozio, ho dei ricordi meravigliosi – racconta Tiziana – i miei genitori mi hanno adorata, da bimba ero viziatissima e ho avuto tutti i giochi possibili e immaginabili: sotto l’albero di Natale, trovavo venti bambole!».

Un po’ alla volta, da emporio, Tagini è diventato un negozio di giocattoli ma ombrelli e bretelle si vendono ancora oggi: «Ho cominciato a fare l’Università: studiavo Giurisprudenza, ma a me piaceva stare in negozio. Le mie radici sono qui. Ho amato tantissimo questo lavoro, anche se il commercio è cambiato tanto».

Non tanto per la grande distribuzione, che ha giocattoli completamente diversi, ma per internet, dove basta un clic e si può acquistare tutto: «Ho cercato negli anni di fare una
scelta di qualità – continua Tiziana. Ad esempio, ci siamo specializzati sulle bambole di pregio. Il mio pubblico? Soprattutto gli stranieri ma anche nonne e nonni di Asti.

Arrivano con il cellulare in mano e mi mostrano le foto con le richieste dei nipoti». In bottega, tra il bancone e gli arredi originali di fine 800, Tiziana è affiancata dal marito Mario Valle: «D’estate, abbiamo molti clienti stranieri: apprezzano la qualità dei nostri giocattoli» spiega Mario.

Tiziana Tagini con la mascotte Goccia

I bambini sono accolti da Goccia una boxerina che gioca con loro

 

Circondata da cavalli a dondolo, bambole, orsi giganti, mega giraffe, casette in legno e mille altri giochi, scodinzola la boxerina Goccia. La chiamano “il comitato ricevimento”: lo sguardo sempre rivolto alla porta in attesa che entri qualche suo piccolo amico umano con cui poter giocare.

«Goccia ci aiuta nel nostro lavoro quotidiano. Alcune mamme ci lasciano i bimbi mentre
vanno a fare la spesa e Goccia non vede l’ora di poter giocare con loro!»

Di astigiani, da quella porta, ne sono passati tanti. Tra questi, Giorgio Faletti e Giorgio Conte, che cantò Tagini come negozio del cuore in una sua canzone. «Faletti veniva spesso soprattutto nel periodo in cui dipingeva quadri – ricorda Tiziana. Amava gli animaletti in bianco e nero: zebre, cani dalmata, mucche». E ci sono anche episodi divertenti: «Tanti
anni fa una nonna regalò un coccodrillo di stoffa a suo nipote: ancora oggi si chiama Tagini».

«Ci fu un incidente qui vicino: un’auto investì un bambino, per fortuna solo un grande spavento. Il dottor Moramarco ci raccontò che quando arrivò l’ambulanza, il bambino disse ai barellieri: “Portatemi da Tagini che guarisco subito!”».

E dopo Tiziana e Mario, chi prenderà posto dietro al bancone di Tagini? «Chissà, vedremo
– risponde Tiziana – i miei figli hanno preso strade diverse: Elena lavora come psicoterapeuta, Riccardo è un musicista».

Quando può Elena aiuta mamma e papà. Ha una vena artistica e personalizza i giocattoli con il suo estro: super richieste le culle di bambole con i suoi originali disegni. L’ultima
ha tante mongolfiere colorate che volano come nelle fiabe. E anche i personaggi fiabeschi, dai sette nani a Biancaneve al Mago Merlino, dipinti sulle pareti del negozio sono opera sua.
Vengono considerati un po’ i protettori dell’attività, sperando che loro, insieme alla famiglia Tagini, ancora per tanti anni accolgano gli astigiani con la loro bella e contagiosa allegria.

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Fiammetta Mussio

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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