Pubblicato nel 1948 e ristampato in questi giorni, è una raccolta di poesie scritte da un adolescente, Paolo De Benedetti.
«Cosa ci dicono oggi queste poesie di Paolo? – si domanda la sorella Maria nell’introduzione – La giovinezza che incontra morti atroci, il suo grido che chiede ricordo, che afferma il diritto di non sottomettersi».

La prefazione di allora e di oggi è di Sara Treves, insegnante di Lettere e prima docente donna in un Liceo italiano, che intuì da subito le qualità letterarie di De Benedetti a cui la natura ha fatto dono di un’eccezionale sensibilità che egli conforta, accresce, esalta collo studio e con un conscio e meditato amore dei classici […] Se gli sarà dato, se è vero che dall’alba si conosce il giorno […] Asti si glorierà di annoverarlo tra i suoi figli».
Le poesie sono accompagnate dalle illustrazioni originali di Francesco Santosuosso.











































