venerdì 16 Ottobre, 2026
HomeParole di PietraIl “devoto Ghigo” pagò la ricostruzione del campanile
Parole di Pietra

Il “devoto Ghigo” pagò la ricostruzione del campanile

Avviata la raccolta fondi per restaurare l’iscrizione del 1266 che lo ricorda

La Cattedrale di Asti è la più grande chiesa gotica del Piemonte. Ha subìto varie ricostruzioni e trasformazioni. La chiesa attuale fu ultimata nel 1354 dal vescovo Baldracco Malabaila. Il predecessore mons. Guido Valperga ne pose la prima pietra il 10 giugno 1309, dopo che quella precedente (consacrata da Papa Urbano II il 7 luglio 1096, accompagnato da quello che divenne poi San Brunone d’Asti) stava ormai andando in rovina. L’attuale campanile fa da “trait d’union” tra le due chiese, perché apparteneva alla cattedrale precedente, ricostruito a metà ’200 dopo il quasi totale crollo. È un bel campanile, molto ammirato e fotografato; tanti turisti sono attratti dalla singolarità delle due meridiane poste alla sua base (una segna l’ora italica e l’altra l’ora di Francia), ma pochissimi pongono l’attenzione sulla lapide in arenaria, bassa e lunga, incastonata sotto la meridiana di destra. È una lapide posta dopo la ricostruzione del campanile stesso nel 1266.

Quella pietra ne testimonia la riedificazione grazie all’intervento di un non meglio identificato “devotus Ghigo”, forse un ricco mercante. Così l’epigrafe è riportata negli scritti di Giuseppe Stefano Incisa e di Garpare Bosio: “HOC OPUS EGREGIUM DEVOTUS GHIGO REFECIT / IUNIUS INTRABAT SEXTO QUO TEMPORE CEPIT / UNDECIES SENI CURREBANT MILLE DUCENTI / PRESULE CUNRADO CATHEDRA  TUNC ASTE SEDENTI” (Questa opera monumentale l’ha rifatta il devoto Ghigo. Era appena iniziato il mese di giugno quando si incominciò mentre correva l’anno 1266. Allorchè sedeva sulla cattedra di Asti il vescovo Corrado). L’ingiuria del tempo ha reso quasi illeggibile la lapide, che meriterebbe di essere restaurata. Così hanno pensato la Società di Studi Astesi e l’associazione culturale di volontariato Tempi di Fraternità, che hanno concretizzato l’iniziativa e hanno già iniziato a raccogliere fondi. Il costo del restauro è di 5000 euro, di cui 1500 già stanziati dalla Regione Piemonte. Occorre quindi mettere insieme 3500 euro (un po’ più di metà sono già stati raccolti) e le due associazioni fanno appello alla sensibilità dei cittadini che vogliono contribuire, anche con modeste somme. Il restauro affidato al laboratorio Nicola di Aramengo che invierà i suoi tecnici, sarà dedicato a studiosi astigiani scomparsi che hanno intrapreso, ciascuno secondo le proprie capacità e passioni, la via della ricerca storica: Elio Arleri, don Alfredo Bianco (a cinquant’anni dalla morte), Giovanni Boano (a vent’anni dalla morte), Renato Bordone, Italo Currado, Pietro Dacquino, Aris D’Anelli, Natale Ferro, Fabrizio Gagliardi, Franco Goria, Bruno Vergano, Lodovico Vergano (a cent’anni dalla nascita e a quaranta dalla morte).

 

Chi intende aderire alla sottoscrizione potrà farlo rivolgendosi direttamente a: Emanuele Bruzzone (338-9320875), Gian Monaca (0141-216642–346-859292), Pippo Sacco

(0141-599988–338-2054575) 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Pippo Sacco

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La Collina di Spoon River – dicembre 2021

Piero Ghia 10 settembre 1947-17 settembre 2021 Ingegnere, animatore culturale   C’è ancora chi crede che un ingegnere sia solo un tecnico? Se mi avesse conosciuto cambierebbe...

Lettera a un amico che non vedo da 10 anni

Caro Punti, ricordo bene quel sabato pomeriggio di dieci anni fa quando ci hai lasciati. Tra i tuoi amici qualcuno sapeva che la tua salute stava...

Fidia Gambetti giornalista, poeta e fascista anomalo

Se non fosse per la citazione che ne fa Davide Lajolo ne Il voltagabbana, di Fidia Gambetti ad Asti non sarebbe rimasta memoria. Nato nel...

Freschi di stampa

Il pane e il sangue di Ezio Fattiboni, edizione araba Fenice, 2a edizione 2021, 366 pp., 20 euro In questo romanzo storico ambientato in terre...

Un drappo celato nella Repubblica Astese

È una storia tutta astigiana, ambientata tra presente e passato della città di Asti, quella raccontata da Stefano Borgo, commissario della Polizia Municipale, al...

Fenoglio e Revelli, così non li conoscevamo

Scorrevole e di facile lettura, il volume raccoglie aspetti meno conosciuti della vita di autori vissuti tra Langhe e Monferrato, come Beppe Fenoglio (grazie...

Una macabra vacanza a Rocca d’Arazzo

Il romanzo nasce da esperienze e studi dell’autrice, astigiana, conditi con una buona dose di fantasia. Il Commissario Aurelio Baldanzi viene sconvolto dall’improvvisa scomparsa di...

La bicicletta e la lotta, vita di Ermete mezzadro

Fortunato Tuttobene – ovvero Franco Testore, medico astigiano appassionato di musica e scrittura - racconta la vita del mezzadro Ermete dall’infanzia alla vecchiaia, ambientandola...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE