domenica 26 Aprile, 2026

Astigiani 34 – marzo 2021

La primavera i vaccini e i bliblanamenti

di Piercarlo Grimaldi

Di stagioni è ancora fatto il nostro tempo. La primavera è il momento della speranza. Dopo il sonno invernale la terra si risveglia e la vita torna a rifiorire. Questo numero di Astigiani vede la luce nei primi giorni di primavera anche se, ancora confinati al mondo, volgiamo la nostra speranza ad un tempo prossimo che ci allontani dal troppo lungo inverno sospeso della pandemia.
All’intelligenza del presente abbiamo affidato le nostre speranze di rinascita e la scienza è stata più onesta e sincera della politica. Nel giro di qualche stagione il vaccino comincia a dare frutti puri, e le riposte speranze ritornano a farci sognare un futuro che tende alla normalità.
La politica ha invece dimostrato nei fatti la sua opportunistica incapacità di governare il tragico teatro della vita di questo anno buio che non smette di essere tale. La distribuzione del vaccino procede a rilento e tra blimblananti indecise decisioni. Come verranno distribuiti i vaccini tra le umanità metterà alla prova tutte le coscienze del mondo perché ogni dose che in modo astuto, egoistico togliamo ad un altro rappresenta un dramma non facilmente superabile. Se poi pensiamo che il mondo occidentale, quello della modernità, si sta accaparrando dosi che non arriveranno nei continenti poveri, abbandonati da dio e dai santi, che non possono competere contro le nostre economie frutto di coloniali rapine perpetuate sotto altre specie anche al presente, la nostra coscienza individuale e collettiva viene ancor più messa a dura prova.
Una commedia tragica che non pensavamo mai più di vivere e che ci fa comprendere come tutti noi siamo figli di uno stesso cielo.
Ma le viole ritornano comunque a rifiorire e Astigiani, dopo la sofferta pausa invernale, vuole essere parte condivisa, caro amico-lettore, di un comune tempo, di affine riflessioni, un pensiero logico e nel contempo affettivo che ripaghi dell’attesa imprevista e ci faccia sentire tutti parte del mondo delle colline che condividiamo.
Le pagine che state sfogliando fra i tanti e plurali temi che tratta, affronta e analizza con solidi dati statistici la crisi dei piccoli paesi che sono la celeste costellazione delle nostre colline. E vi si incontra anche il nostro concittadino che più rappresenta e interpreta la cifra ultima dell’astigianità: Paolo Conte si è lasciato “confessare” da Astigiani. Parole che ci fanno capire quanto solide siano le radici che la nostra terra ospita e nutre fra le mammellose colline che il mare di altre ere ha spiaggiato dalle nostre parti.

Questo Astigiani è speciale per molti motivi

di Sergio Miravalle

Dove eravamo rimasti? A metà settembre nel grande parco del Basinetto a presentare il 33°numero di Astigiani eravamo in tanti e c’era un bel sole d’autunno. Mascherine, controllo della temperatura e distanziamento, ma in cuor nostro e di tutti la speranza che stavamo uscendo dall’incubo Covid.
Invece l’autunno e l’inverno del 2020 che ci hanno spinto nuovamente tra ansie e dolori. Anche la redazione di Astigiani ha dovuto arrendersi ed è stata obbligata ad una pausa forzata. Siamo riusciti ad organizzare un coraggioso Bagna Cauda Day in versione solidale Sporta a ca’, ma la rivista di dicembre è saltata.
Ecco perché questo 34° numero, che sboccia in primavera, ha un valore particolare che vogliamo condividere con i lettori. Una rivista realizzata in gran parte “a distanza” con lo scambio di migliaia di mail e documenti, frutto del lavoro intenso della redazione, dei collaboratori, dei grafici e della tipografia, che è cambiata.
Questo Astigiani è stampato ad Asti, dopo anni di positiva migrazione a Torino. Ci presentiamo con l’orgoglio dell’ intervista all’astigiano più famoso per la serie del “Confesso che ho vissuto”. La primavera porta i colori. Per lui il pomeriggio è troppo azzurro, la Topolino amaranto, il tinello maron e il sole un lampo giallo. Paolo Conte ci racconta la sua astigianità intensa e preziosa. E troverete nelle 120 pagine di questo Astigiani anche il consueto lavoro di ricerca, tra rubriche affermate e novità. Segnalo la raccolta dei dati anagrafici di tutti i 118 Comuni di Asti e provincia. Numeri che dovrebbero preoccupare chi guarda al futuro delle nostre terre. Infine ci è arrivata una lettera dall’Australia di un astigiano di 90 anni. Leggete la sua storia di emigrante e non perdetevi l’aggiornamento sul progetto del Bosco degli Astigiani. Il nostro sogno sta mettendo radici.


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