venerdì 16 Ottobre, 2026
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Laura Calosso: “Scrivo romanzi come inchieste, amo la mia città, ma da astigiana trovo faticoso viverci”

Cento parole per raccontare il tuo libro.

È la storia di Elena, giornalista freelance che ha da sempre un rapporto difficile con il padre, arricchitosi negli Anni Sessanta estraendo sabbia da una cava e distruggendo le dune che proteggevano il litorale dalle mareggiate. La conflittualità di vedute con il genitore, coinvolto in attività anche illecite e indirettamente responsabile della morte del fratellino in circostanze misteriose, porta la protagonista a indagare sulle “mafie della sabbia” e sulle organizzazioni criminali che rubano senza rispetto per l’ambiente la preziosa materia prima per venderla dove è più richiesta, per esempio nella costruzione di nuove megalopoli.

 

Da cosa è nata l’idea di questo nuovo romanzo?

Sono sempre stata interessata alle tematiche ambientali. Ultimamente ho curato la traduzione di un saggio di ecologia scritto da Vince Beiser, Tutto in un granello. Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà, dove si porta all’attenzione qualcosa a cui la maggior parte di noi non pensa quasi mai e di cui, però, non si può fare a meno. Si tratta della sostanza solida più importante sulla Terra, letteralmente il fondamento della civiltà moderna: la sabbia, dopo l’acqua e l’aria è la risorsa naturale che utilizziamo maggiormente, persino più del petrolio. Ogni singolo palazzo, ogni strada asfaltata, ogni schermo, persino ogni microchip: tutti fatti di sabbia, cioè di silicio.

Laura Calosso

Come ti ispiri?

La prima cosa che faccio è documentarmi, raccolgo materiale e approfondisco. Mano a mano che entro nel focus dell’argomento mi accorgo che la storia comincia a prendere forma. Da lì mi concentro sulla base della narrazione, quindi stendo una traccia abbastanza precisa da seguire. È da quel momento che mi dedico totalmente alla scrittura, non assumo altri incarichi di lavoro e mi concentro sullo sviluppo della trama.

 

Si può vivere di scrittura in Italia?

Non succede spesso per gli scrittori in senso stretto. Il lavoro con le parole però può essere molto ampio e svilupparsi in più ambiti. Io scrivo romanzi, ma mi occupo anche di traduzione di saggi, scrivo articoli, lavoro nella comunicazione. Oggi il mio interesse è rivolto a inchieste che possono anche diventare il motore dei miei romanzi. Ho avuto la fortuna di girare il mondo e vedere cose che il processo di globalizzazione ha pian piano cancellato o stravolto. La costante necessità di reinventarmi mi ha portato a essere la persona che sono oggi.

Ma la sabbia non ritorna Laura Calosso SEM, pp.240, 17,10 euro

Da astigiana, come vivi il rapporto con la tua città?

Sono legata al luogo natìo, ma il mio lavoro mi ha portata a dirottare la mia quotidianità a Milano. Trovo abbastanza faticoso vivere ad Asti, la trovo una città con un altissimo potenziale che non credo si sia in grado di sfruttare appieno. C’è storia, cultura, arte, radici solide, ma una mentalità troppo chiusa che spinge molti giovani a cercare di realizzarsi altrove. Ho scritto un romanzo e ho realizzato qui il cortometraggio Veruska proprio per documentare quell’atteggiamento di passiva contemplazione tipico degli astigiani, spesso diffidenti verso il “nuovo”.

 

Di ciò, proprio perché amo questo posto, mi dispiaccio molto. Hai in programma un prossimo romanzo?

Sì. Quando si pubblica un libro, lo si è già lasciato andare da un pezzo. Sto lavorando alla documentazione della nuova storia da luglio e ora i tempi sono maturi per buttarmi nella fase creativa.

 

 

l'autrice dell'articolo

Manuela Caracciolo
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Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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