Io c’ero, il titolo. Adelia Pastene Gerbi è una figura importante, per questo sulla copertina del libro c’è un bel viso, sorridente, con una fotografia in mano.
Sono rimasta confusa di fronte alla bellezza di una signora già avanti nell’età con un viso… felice. Cinquantuno sono le storie dal Fascismo alla Liberazione, persone che hanno voluto partecipare, con le proprie parole, alla verità delle cose. Mi pare un libro deciso a chiedere, alle persone conosciute e no, il loro bisogno di “raccontare” e questo è stato fatto.

Ci sono tutte le fotografie di uomini e donne che vogliono liberarsi dai ricordi, rinascere. C’è una grande presenza di persone oltre la Liberazione, che condividono la lontananza dalla famiglia, le difficoltà, la paura: cose necessarie per liberare l’Italia.
All’inizio del libro così trasparente c’è la prefazione di Marco Neirotti con una brevissima conclusione. “Io c’ero.” Leggendo, vien da rispondere: “Lo so. Ti ho conosciuto.”












































