giovedì 18 Giugno, 2026
HomeNumero 33Sette vite falciate nella primavera del ’45
parole di pietra

Sette vite falciate nella primavera del ’45

Si salvò solo un partigiano Quel volo alleato durante i funerali

Tra le tante lapidi dedicate ai caduti della lotta partigiana che, dal 1943 al 1945, contribuì a liberare l’Italia dal nazifascismo, ce n’è una particolare, posta al lato della ex statale 10 nella doppia curva in fondo al rettilineo dopo Quarto, dove la strada scollina per scendere poi a Castello di Annone.

Gli automobilisti di passaggio spesso neanche la notano. Quella lapide ricorda la morte nella primavera del 1945 di sette giovani partigiani. Era il 17 marzo, la guerra sarebbe f inita dopo poco più di un mese. Lungo la strada da Quarto a Castello d’Annone la lapide che ricorda la strage del 17 marzo 1945 e quella con i nomi di altri 37 caduti della Brigata autonoma di Rocca d’Arazzo È morto qualche anno fa. Dato l’allarme i partigiani, che avevano base a Mongardino, decisero di andare a recuperare i corpi dei loro compagni uccisi caricandoli su un carro agricolo.

Li portarono in paese, tra sconforto e rabbia. Arrivarono alla chiesa di San Rocco, dove il medico di Montegrosso, dottor Pia, redasse i certificati di morte e le salme furono composte. La notizia fece il giro della zona e venne comunicata via radio anche agli Alleati. Otto giovani “ribelli” – una pattuglia della Brigata autonoma Rocca d’Arazzo della II Divisione Langhe – in quella mattina di fine inverno stavano rientrando da una perlustrazione verso il Tanaro, spostandosi per i sentieri collinari.

Sul loro cammino incontrarono alcune donne che raccoglievano la prima insalata nei campi e uno di loro rallentò il passo per parlare con una ragazza. Dirà che la aiutò a cercare violette. Sono giovani, si sorridono, hanno voglia di vivere e veder finire la guerra, tornare liberi. Ma la guerra non è ancora finita e poco distante nell’aria echeggiano raffiche di mitra. Alcuni fascisti della “Muti”, camuffati da contadini al lavoro nelle vigne, colgono di sorpresa i partigiani in fila indiana e li falciano senza pietà. Poi si allontanano, temendo l’arrivo di altri partigiani.

Lungo la strada da Quarto a Castello d’Annone la lapide che ricorda la strage del 17 marzo 1945 e quella con i nomi di altri 37 caduti della Brigata autonoma di Rocca d’Arazzo

Fu proprio il giovane scampato per puro caso al massacro a portare la notizia agli altri compagni di lotta. Si chiamava Renzo Zuccaro, era di Repergo di Isola. Dopo la guerra, trovò lavoro nel Cuneese. Qualche giorno dopo, mentre il parroco don Alfredo Bianco celebrava i funerali, due caccia inglesi sorvolarono il paese a bassa quota. Fecero cadere dall’alto una coroncina di fiori: molti pensarono a un’incursione e la gente si spaventò temendo un mitragliamento.

Solo dopo fu chiarito che quel volo radente voleva essere un omaggio ai caduti. Poco dopo la fine della guerra, in quella gola tra Quarto e Castello di Annone – che la gente aveva cominciato a chiamare il “passo della morte” – accanto alla strada venne creata una rientranza nella collina dove una lapide ricorda i nomi di quei sette giovani partigiani volontari della libertà: Luigi Bottallo, Michele Brignone, Giuseppe Dal Forno, Luciano Massobrio, Dorino Parola, Sergio Prete e Giulio Torta. Sotto i loro nomi è poi stata apposta anche una lapide più grande con i nomi di altri 37 partigiani caduti durante la Resistenza, appartenuti alla stessa Brigata autonoma Rocca d’Arazzo, definiti “fratelli della giusta rivolta”.

 

l'autore dell'articolo

Pippo Sacco

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La collina di Spoon River – giugno 2021

Piero d’Adda 22 maggio 1929 - 21 marzo 2021 Insegnante, consigliere e assessore comunale Dicono che un tempo c’era chi usava la politica per campare, lasciando intendere...

Il vignaiolo filosofo che colorava le botti

Claudio nasce il 17 settembre 1964 a Scurzolengo, in una famiglia di contadini monferrini che da Cioccaro di Penango si erano trasferiti in regione...

Sogni urbani nel centenario di Guglielminetti

Riunirsi all’aperto, passeggiare sull’erba, riscoprire l’ambiente sono divenuti nell’ultimo anno esigenze vitali, come l’aspirazione ad immergere nel paesaggio progetti architettonici per funzionalità quotidiana e...

L’Astesanus de Ast dettò le penitenze tariffate

È un libretto dall’aspetto modesto, 15 pagine stampate con un fittissimo carattere gotico, difficile da leggere ma straordinariamente nitido, come se fosse appena uscito...

Freschi di stampa

I cugini, Gianfranco Monaca, Team Service, Asti, 2021, pp. 236 Monaca coniuga la storia con la fantasia. Il romanzo, ambientato nel Piemonte sabaudo, racconta l’immaginario...

Spagnoli, Savoia e peste, un secolo che pochi conoscono

Pubblicato nel 2017 e in origine destinato ai soci del Rotary Club, il volume oggi torna in una riedizione curata da Team Service. Come anticipato...

Il vescovo di Asti racconta la forza delle donne keniote

«Queste pagine sono principalmente storie di donne. Quelle che ho incontrato in Kenya sono innervate da una forza inarrestabile questa vitalità permette loro...

Le poesie di un adolescente chiamato Paolo De Benedetti

Pubblicato nel 1948 e ristampato in questi giorni, è una raccolta di poesie scritte da un adolescente, Paolo De Benedetti. «Cosa ci dicono oggi queste...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE