Della sua esistenza non c’è quasi più traccia, se non nella memoria dei vecchi del paese, ma la piscina di Monale, un impianto costruito a nord del paese verso Cortandone negli anni ’30 (vedi Astigiani n. 28, pag. 92), fu la prima del genere nell’Astigiano, frequentata soprattutto a scopi ludici e salutistici da centinaia di bambini mandati in “colonia” dalle organizzazioni del regime fascista.
Poi venne il Tanaro, che dall’inizio degli anni ‘40 fino a quelli immediatamente postbellici, fu teatro di belle imprese sportive. Protagonisti i “ragazzi del fiume” che si allenavano nuotando dalla draga di Variglie fino al ponte di corso Savona e dove, per gareggiare, legavano alcuni barconi nello specchio d’acqua prospiciente la Fava & Scarzella, creando le corsie e una parvenza di vasca regolamentare.
Tra i tanticapaci di affrontare i rischi delle infide acque del Tanaro, si segnalarono particolarmente Franco Marchini, finalista all’allora prestigiosissima Coppa Scarioni di Milano, Luigi Brignolo, terzo nella traversata dei Laghi di Avigliana, e Fernando Caredio, il barcaiolo diventato un vero eroe per aver salvato ben 24 persone da sicuro annegamento.


Dopo Monale e il Tanaro il Lago di Codana
Esaurita la parentesi del Tanaro, ai giovani astigiani non restò, vista la storica mancanza di una piscina vera e propria, che spostarsi verso gli impianti di Acqui Terme o Torino, senza mai però avventurarsi in ardue, per più di un motivo, avventure agonistiche.
Una situazione che si sbloccò soltanto nel 1965 – tenere a mente l’annata, un millesimo di assoluta qualità – quando tra i vari impianti sportivi di cui si era dotata, la struttura ludico-sportiva del Lago di Codana a Montiglio, contemplò anche l’apertura di una piscina, il primo impianto regolamentare della provincia di Asti.
Non a caso risale proprio a quegli anni, il 1967 per la precisione, la nascita del Centro Nuoto, la prima società astigiana della storia affiliata alla Federnuoto. Si era finalmente aperta anche nella nostra provincia la strada per la pratica natatoria agonistica che avrà però il suo vero e straordinario
sviluppo a partire dal 1970, anno in cui, dopo le innumerevoli e vane promesse pubbliche degli anni precedenti, fu inaugurata la piscina coperta (a cui seguirà poco dopo quella scoperta) di via Gerbi.
Il momento culminante della festosa cerimonia d’apertura fu l’esibizione dalla piattaforma del campione olimpico Klaus Dibiasi, oro a Messico ‘68, prima di ripetersi a Monaco ‘72 e Montréal ‘76. Il nuovo impianto fu l’elemento scatenante per l’insorgere di una vera “febbre da nuoto” che si tradusse, nel volgere di pochi mesi, nella nascita di numerose società (Dlf, Way Assauto, Csi, Cdc, Astense, non tutte destinate, va detto, a lunga vita).
Ne conseguì un’attività agonistica sempre più intensa e capace, sia pur tra non poche difficoltà logistiche, di dare vita alla prima epoca d’oro del nuoto astigiano anche quando i primattori, per un motivo o per l’altro, sarebbero poi stati costretti a emigrare verso società di maggior forza organizzativa.

I successi nazionali e internazionali del dorsista Santi
Già nel 1972 si hanno i primi risultati di rilievo con Pierpaolo Pezzoni e un
giovanissimo Andrea Santi che inizia una strepitosa “carriera” di dorsista destinata a consacrarlo come l’astigiano con il miglior palmarès della storia. Tra gli altri, quattro titoli italiani juniores, tre titoli italiani assoluti nei 100 e 200 dorso a metà degli anni ‘80, un paio di migliori prestazioni italiane giovanili sui 200 dorso, un sesto posto agli Europei ‘83 di Roma, un argento nello stesso anno ai Giochi del Mediterraneo di Casablanca, sempre sui
200 dorso, e un bronzo alla Coppa Latina di Lisbona sui 100. Il tutto completato da dieci presenze in nazionale A, quattro in B e 17 nella Giovanile.
Mentre emergono anche altri buoni talenti come Fabrizio Mercati, Mario Colombo, Claudio Varaldi e Anna Maria Marchini, anche sul fronte organizzativo il fermento è fortissimo con il clou rappresentato dal Trofeo Sette Colli organizzato nel 1974 nella piscina comunale scoperta a cui parteciparono grandissimi campioni come, tanto per citarne alcuni, Novella Calligaris, Roland Matthes e Kornelia Ender.
Intanto faceva la comparsa in piscina anche una giovane canellese, Elena Prato, nata – ricordate il richiamo al 1965 – proprio in quell’anno, così come Andrea Santi. Elena costituirà, insieme alla bravissima sorella minore Elisa, il top del nuoto femminile astigiano prima dell’era Alice Franco.
Dal 1980 al 1987 conquisterà numerose medaglie di vario pregio nello stile libero: otto finali consecutive ai campionati italiani assoluti, primatista italiana con la staffetta 4×100 della Nazionale, 12 presenze nella squadra azzurra gareggiando con ottimi risultati sui più diversi scenari internazionali.
Elisa emulerà almeno in parte la sorella con un titolo italiano nei campionati italiani primaverili del 1990 sugli 800 stile libero e un altro sui 200 stile libero negli assoluti del 1988, senza contare le diverse convocazioni in nazionale giovanile e gli ottimi risultati in prestigiosi meeting internazionali.
Anni d’oro e di grande fermento dunque dove, a fianco delle già citate “stelle”, si stavano mettendo in grande evidenza molti giovani di belle speranze come Fabrizio Caraffa, Oreste Brignolo, Franco Vercelli, Desirée Momentè e poco dopo Giuseppe e Raffaella Palumbo, Elena Grassi, Paolo Cerruti e il “clan” D’Agostino composto da Barbara, Sabrina e Gianluigi, tutti ragazzi che contribuirono a far crescere in modo esponenziale il valore complessivo del mondo natatorio astigiano, che nel frattempo si era arricchito a livello di strutture con l’impianto di Nizza Monferrato, inaugurato nel 1979.

Nuovi talenti e nascita dell’Asti Nuoto
Un mondo che si muoveva freneticamente anche in campo societario con la nascita, nel 1981, dell’Asti Nuoto, frutto della fusione tra Csi-Cdc e Dlf e otto anni dopo, grazie alla sapiente opera di mediazione di quel grande dirigente sportivo che fu Sergio Santi, l’appassionatissimo papà di Andrea, si giunse finalmente a riunire sotto una sola bandiera, quella dell’Asti Nuoto, tutti i
sodalizi del tempo, il Centro Nuoto, il Dlf e la Way Assauto.
Era finita la straordinaria stagione della tumultuosa crescita della disciplina e se ne apriva un’altra che avrebbe dato anch’essa, sia pur con diverse modalità ed entusiasmi, esiti molto interessanti. Sarà interessante indagarne
la vicenda in una prossima occasione.












































