Becchi gialli e occhi roteanti, le variopinte creature alate di Lele Luzzati volteggiano libere su cieli siderali in sbiechi fendenti e curiose quadriglie: fantasia e ironia accompagnano la creatività dell’amato artista e scenografo,
nato il 3 giugno 1921 e scomparso il 27 gennaio 2007.
In occasione del centenario della nascita, sono state ordinate esposizioni a Genova da Palazzo Ducale al Porto Antico. Il ricordo è rimbalzato dal Museo Ebraico di Casale Monferrato agli incontri astigiani di “Passepartout”, quando Ottavio Coffano e Salvatore Leto hanno rievocato i legami affettivi con la nostra città, dove aveva abitato la nonna Rachele Sacerdote, e in provincia, a Calosso, dove era sfollata la famiglia durante il periodo delle leggi razziali antisemite. Luzzati, compiuti gli studi all’Accademia di Belle Arti di Losanna, negli Anni Cinquanta collaborò con Alessandro Fersen e la Compagnia del Teatro Ebraico, quindi avviò l’intensa attività professionale con numerosi registi, tra cui Franco Enriquez e Aldo Trionfo.
Nel decennio Sessanta istituì a Genova la Scuola di Scenografia del Teatro della Tosse, consolidando la fortunata collaborazione con il regista Tonino
Conte e formando generazioni di artisti e operatori teatrali. Terra, aria, acqua, fuoco ispirano l’ideazione dell’assemblaggio monumentale “Madre Natura” (2014), che accoglie i visitatori nella visita all’Art Park La Court tra le vigne dell’azienda di Michele Chiarlo a Castelnuovo Calcea.
Un suggestivo itinerario tra la voliera “Sito dell’Aria”, le installazioni “Sito del
Fuoco”, con l’irradiante Sole nell’Astrolabio, e “Sito dell’Acqua” con la simbolica sirena in terracotta.
Paesaggio e natura sollecitano la limpida sensibilità di Luzzati, artefice di un universo figurativo straniante e giocoso, ricco di citazioni tra mitologia e storia, iconografia occidentale e cultura ebraica, archetipi teatrali e memorie letterarie, commedia dell’arte e tradizione popolare, su cui s’innestano l’artigiana manualità della ceramica, la modellazione delle maschere, l’abilità decorativa.

Di Luzzati si ricordano le divertenti creazioni per il cinema d’animazione con Giulio Gianini (I paladini di Francia, 1960, Castello di carte, 1962, La gazza ladra, 1964, Alì Baba, Turandot, Pulcinella..) sul vorticoso ritmo musicale di Mozart e Rossini fino agli spettacoli di ombre; l’illustrazione per l’editoria offre suggestive tavole per le fiabe dei fratelli Grimm, Candide di Voltaire, Pinocchio di Collodi, Il Milione di Marco Polo, per testi di Italo Calvino, per le filastrocche di Rodari, per i Canti della Divina Commedia.
Chine colorate, pastelli, materiali poveri delineano luoghi scenografici e personaggi immaginari per spettacoli di prosa e opera lirica nella pluridecennale frequentazione dei palcoscenici internazionali.
Ad Asti donò il logo del Palio e i drappi per le edizioni 1983 e 2005. Il pubblico astigiano ricorda con affettuosa ammirazione le illustrazioni esposte alla Sala d’arte comunale a Palazzo Mazzetti nel maggio 1985 e la mostra del settembre 2005 al Centro Giraudi (ora Spazio Kor) in piazza San Giuseppe, dove anche i più piccini furono guidati, dal sorriso del Maestro, alla fantasiosa scoperta di un traballante regno dei balocchi dai colori smaglianti.












































