venerdì 1 Marzo, 2024
HomeParole di PietraIl “devoto Ghigo” pagò la ricostruzione del campanile
Parole di Pietra

Il “devoto Ghigo” pagò la ricostruzione del campanile

Avviata la raccolta fondi per restaurare l’iscrizione del 1266 che lo ricorda

La Cattedrale di Asti è la più grande chiesa gotica del Piemonte. Ha subìto varie ricostruzioni e trasformazioni. La chiesa attuale fu ultimata nel 1354 dal vescovo Baldracco Malabaila. Il predecessore mons. Guido Valperga ne pose la prima pietra il 10 giugno 1309, dopo che quella precedente (consacrata da Papa Urbano II il 7 luglio 1096, accompagnato da quello che divenne poi San Brunone d’Asti) stava ormai andando in rovina. L’attuale campanile fa da “trait d’union” tra le due chiese, perché apparteneva alla cattedrale precedente, ricostruito a metà ’200 dopo il quasi totale crollo. È un bel campanile, molto ammirato e fotografato; tanti turisti sono attratti dalla singolarità delle due meridiane poste alla sua base (una segna l’ora italica e l’altra l’ora di Francia), ma pochissimi pongono l’attenzione sulla lapide in arenaria, bassa e lunga, incastonata sotto la meridiana di destra. È una lapide posta dopo la ricostruzione del campanile stesso nel 1266.

Quella pietra ne testimonia la riedificazione grazie all’intervento di un non meglio identificato “devotus Ghigo”, forse un ricco mercante. Così l’epigrafe è riportata negli scritti di Giuseppe Stefano Incisa e di Garpare Bosio: “HOC OPUS EGREGIUM DEVOTUS GHIGO REFECIT / IUNIUS INTRABAT SEXTO QUO TEMPORE CEPIT / UNDECIES SENI CURREBANT MILLE DUCENTI / PRESULE CUNRADO CATHEDRA  TUNC ASTE SEDENTI” (Questa opera monumentale l’ha rifatta il devoto Ghigo. Era appena iniziato il mese di giugno quando si incominciò mentre correva l’anno 1266. Allorchè sedeva sulla cattedra di Asti il vescovo Corrado). L’ingiuria del tempo ha reso quasi illeggibile la lapide, che meriterebbe di essere restaurata. Così hanno pensato la Società di Studi Astesi e l’associazione culturale di volontariato Tempi di Fraternità, che hanno concretizzato l’iniziativa e hanno già iniziato a raccogliere fondi. Il costo del restauro è di 5000 euro, di cui 1500 già stanziati dalla Regione Piemonte. Occorre quindi mettere insieme 3500 euro (un po’ più di metà sono già stati raccolti) e le due associazioni fanno appello alla sensibilità dei cittadini che vogliono contribuire, anche con modeste somme. Il restauro affidato al laboratorio Nicola di Aramengo che invierà i suoi tecnici, sarà dedicato a studiosi astigiani scomparsi che hanno intrapreso, ciascuno secondo le proprie capacità e passioni, la via della ricerca storica: Elio Arleri, don Alfredo Bianco (a cinquant’anni dalla morte), Giovanni Boano (a vent’anni dalla morte), Renato Bordone, Italo Currado, Pietro Dacquino, Aris D’Anelli, Natale Ferro, Fabrizio Gagliardi, Franco Goria, Bruno Vergano, Lodovico Vergano (a cent’anni dalla nascita e a quaranta dalla morte).

 

Chi intende aderire alla sottoscrizione potrà farlo rivolgendosi direttamente a: Emanuele Bruzzone (338-9320875), Gian Monaca (0141-216642–346-859292), Pippo Sacco

(0141-599988–338-2054575) 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

I proverbi anticipano le previsioni del tempo

L’attesa della primavera nel folclore meteorologico monferrino¹   «Smenmi d’ Mars, smenmi d’Avrì, fin c’al fassa caod peus nen avn컲: Seminami di marzo, seminami di aprile,...

La collina di Spoon River – Giugno 2017

Vito Walter Sollazzo 22 agosto 1945-10 marzo 2017 Sindacalista e allenatore di calcio Ho sempre amato il gioco di squadra. L’ho praticato per tutta la vita, nella...

Secondo trimestre 2017

3 aprile Inaugurato a Nizza Monferrato l’hospice che accoglie i malati terminali del reparto di oncologia del Cardinal Massaia. A disposizione dei pazienti una...

La collina di Spoon River – Dicembre 2016

Angelo Franco 11 agosto 1929 - 16 settembre 2016 Autotrasportatore Ero uno dei Cugini Franco. Avevamo deciso di chiamarci così con mio cugino Giacomo quando aprimmo la...

Sul calendario

8 settembre L’ambasciata di Israele assegna il riconoscimento di Giusti fra le nazioni alla memoria di Eugenia e Pietro Gilardi. Coppia di contadini di...

Il monumento in bronzo dedicato alle 5 storiche divisioni

L’alpino di piazza Libertà, nell’aiuola di fronte la Mercato coperto, è da più di 40 anni muto testimone della vita della città. È stato...

La collina di Spoon River – Maggio 2016

Andreina Jodice Napoli, 27 dicembre 1935 - Asti, 2 gennaio 2016 Insegnante di Lettere Sono nata a Napoli, ma la mia famiglia, ed io al seguito, era...

Pino Morino, l’inventore del terzo tempo

Discobolo nazionale e “missionario” del pallone elastico

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE