venerdì 16 Gennaio, 2026
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Utea: l’Università dove il sapere non ha età

L'associazione è attiva dal 1982. Oltre 2.800 tesserati tra docenti e corsisti

Si può rinascere fino al penultimo giorno di vita: lo spirito dell’Utea, Università della Terza Età, è racchiuso in una manciata di parole firmate da don Antonio Mazzi. La storia dell’Utea è lunga trent’anni e come i suoi corsisti, “over” solo all’anagrafe e giovane per intraprendenza, impegno, volontà. Per celebrare il traguardo, l’Utea ha scelto di raccontarsi in “Corsi e percorsi”, un volume di testimonianze stampato in 3 mila copie, curato da Elena Berta, Piergiorgio Bricchi, Alessandro Cerrato, Aldo Gamba, Antonio Guarene, Ferruccio Zanchetti. Il libro vive di racconti e ricordi. Il primo anno accademico risale al 1982. Per la sua nascita fu determinante l’intervento dell’allora presidente della Provincia Guglielmo Tovo. All’inizio l’associazione fu retta da un Comitato provvisorio. L’11 novembre 1983 si riunirono nello studio del notaio Bruno Marchetti coloro che sono diventati i fondatori dell’associazione: Guglielmo Tovo, Rita Airale, Mario Bozzola, Osvaldo Campassi, Cesare Conti, Antonia Cravero in Panizza, Remo Fornaca, Giacinto Grassi, Carlo Oddone, Luigi Pelissero. Fu stipulato l’atto costitutivo dell’Utea e registrano lo Statuto. A questi astigiani il merito di aver creduto nella “scuola per adulti” e “nel diritto allo studio in tutte le età”. Ora che la vita si prolunga e “over” non è certo sinonimo di vecchio tali principi hanno assunto nuovi valori di socializzazione, studio, cultura. L’Utea nacque con caratteristiche ben precise, e Tovo ne difese sempre con forza la struttura “così com’era stata progettata”, senza colori politici ma “indipendente, autonoma, volontaristica, tesa soltanto a promuovere socializzazione e cultura”. Elementi che tuttora caratterizzano l’Utea, arrivata al nuovo millennio più moderna e informatizzata senza rinunciare a storia e tradizioni.

Il gruppo dirigente dell'UTEA con i docenti che in questo anno accademico tengono oltre 140 corsi
Il gruppo dirigente dell’UTEA con i docenti che in questo anno accademico tengono oltre 140 corsi

I protagonisti di questi trent’anni sono tanti, a partire dai Consigli direttivi che hanno lavorato con passione e senza gettoni, volontari a tutti gli effetti. Vanno ricordati i presidenti Remo Fornaca, Mario Bozzola, Giovanni Maccagno, Loredana Tuzii e i direttori dei corsi Carlo Berruti, Franco Zago, Sergio Cavagnero (anche presidente), Adriana Marchia, Giovanna Banchieri, Francesca Ragusa. Con loro l’Utea è cresciuta per numero di proposte formative, sedi, corsisti. L’offerta dei corsi è vastissima. Oggi si studia di tutto, dall’arabo alle “vie dell’esoterismo”, dalla storia del Piemonte all’ortofrutticoltura, dal restauro alla toponomastica di Asti, senza dimenticare la ginnastica dolce e l’informatica. E poi si viaggia e si va teatro. Attività per tutti, apprezzate anche dagli studenti più “agé” come Cesira Della Torre classe 1920, Giuseppina Nebbia classe 1921. Astigiani che non smettono di aver voglia di imparare. I dati sono la conferma tangibile della crescita di Utea: nel primo anno si proposero 20 corsi, 42 docenti, 300 corsisti (230 donne, 70 uomini), 183 avevano tra i 30 e 50 anni, 117 fra i 51 e gli 80. Nel 31° anno accademico, 2011/2012 i corsi sono diventati 143 corsi con 146 docenti, 2713 corsisti (2.091 donne, 622 uomini), con età media 61 anni. E la crescita continua con l’offerta di nuovi corsi. Non da meno la diffusione sul territorio: Utea oltre che ad Asti tiene corsi a Castagnole Lanze, Castello d’Annone, Costigliole, Grazzano, Monale, Monastero Bormida, Moncalvo, Mongardino, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Rocchetta, San Damiano, San Martino Alfieri, Viarigi, Villafranca e Santo Stefano Belbo.

L’Utea ha sede in c.so alla Vittoria 119. Tel. 0141/437247 – fax 0141/437805; www.provincia.asti.it/enti/utea; utea@provincia.asti.it

 

Le schede

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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