lunedì 5 Ottobre, 2026
HomeNumero 36Profumo di Napoli e acqua di colonia
Insegne senza ruggine

Profumo di Napoli e acqua di colonia

Enzo il “Barber shop” di Isola d’Asti

Due cose sono sacre per lui: il lunedì e il Napoli calcio. «Guai a chi me li tocca!». Enzo Borrelli parla con un marcato accento partenopeo, che i tanti anni trascorsi nell’Astigiano non hanno scalfito.

È arrivato al Nord negli Anni 90 e ha aperto la sua bottega da barbiere, o meglio come dice il suo bigliettino da visita il suo “Barber Shop” a Isola
d’Asti, sulla strada che porta verso la Valle Belbo.

«Sono nato e cresciuto a Napoli. Mia mamma era casalinga, mio papà faceva l’autista di camion. A sette anni ho cominciato a fare il garzone in un negozio di barbiere nel quartiere San Giovanni: al mattino andavo a scuola, al pomeriggio a lavorare. Mi mandò mia mamma per tirare su qualche spicciolo. Ho aperto poi il mio negozio sempre nel quartiere e lì sono rimasto fino a 45 anni».

Enzo Borrelli seduto davanti alla sua bottega da barbiere a Isola d’Asti, a fianco: i suoi strumenti di lavoro
Enzo Borrelli seduto davanti alla sua bottega da barbiere a Isola d’Asti, a fianco: i suoi strumenti di lavoro

Enzo condivide la storia di tanti emigrati dal Sud: «Avevo tre figli da far studiare e da sistemare, e a Napoli che facivo?».

Così nel 1997 la famiglia Borrelli parte alla volta di Asti. Viaggio di sola andata. «Avevo una nipote ad Asti e mi sentivo rassicurato di avere un appoggio. Mi diceva: zio vieni qui che si sta bene! Quando sono arrivato ad Asti, ne conservo un ricordo come di una bomboniera».

Dopo un po’ si è sistemato a Isola.

Oggi Enzo ha 74 anni e continua a lavorare. I tre figli sono tutti sistemati: Sabino è carabiniere alla stazione di Canelli, Gianni fa l’informatico, Anna è impiegata all’Asp. «Il mio sogno era di sistemarli tutti e tre e così è stato. Per il resto ho sempre lavorato: cosa vuole che le racconti? Mia moglie Elisabetta è mancata a 68 anni. Oggi sono solo e questo negozio è la mia vita».

Al “Barber Shop Enzo” le pareti sono gialle. Una musica di sottofondo rimanda canzoni napoletane degli Anni 60 da un moderno iPad: «Ma fa tutto mio figlio, io sono duro di comprendonio. Schiaccio solo il pulsante che accende la musica». Come il personaggio della storiella: “On per oncominciato e off per offinito”

Due grandi sedie e una miriade di oggetti accolgono i clienti. Rasoi, spazzole, forbici, shampoo, acqua di colonia e altre mille cose. Una cyclette serve da appoggiare gli asciugamani e per tenere a bada i nipoti quando escono da scuola.

Ha sei nipoti, dagli 8 ai 18 anni: Davide, Elisa, Giulia, Sara, Nicola e Serena. Non mancano la foto di Papa Francesco, la Madonnina di Lourdes con l’acqua benedetta e le vecchie cartoline appese al muro mandate da clienti.

L’abitazione di Enzo è sopra il negozio: «Qui – indica con un dito il soffitto –
c’è la mia camera da letto». Non c’è bisogno di prenotazione: chi arriva, arriva. A Enzo piace scherzare con i clienti: «Non dire mai che hai i capelli
bianchi, sono biondo chiaro» rassicura un signore che abbozza un sorriso.

Tutt’intorno “la galleria d’arte” come la chiamano gli amici: ai muri sono appesi calendari quasi tutti di nudi femminili. «Sono tutte foto artistiche» si giustifica il barbiere quando l’occhio scorre nella stanza.

Ogni anno Enzo fa i calendari per i clienti, fino a pochi anni fa erano ancora quelli profumati da taschino. «L’acqua di colonia mi è sempre piaciuta, così come la lozione per i capelli. A Napoli, farsi fare la lozione dal barbiere è una cosa normale. Qui no, ma non lo scriva eh! All’inizio chiedevo: facciamo uno shampetto? Puntualmente mi rispondevano: no, me li lavo a casa. E io mi dicevo: boh! Poi ho capito che qui tagliarsi i capelli è un evento, a Napoli era routine. Tutte le settimane si va dal barbiere. Qui no, si va dal barbiere quando i capelli non sono più gestibili».

Ricorda anche alcuni episodi napoletani di quando «le sedie del barbiere servivano ai dentisti praticoni a togliere i denti» e «ogni giorno alle 11 ci fermavamo tutti: veniva un baracchino che vendeva la pizza e si faceva colazione. Bella vita, ma non si campava».

Il barbiere con il suo portafortuna partenopeo e l’angolo “artistico” della bottega
Il barbiere con il suo portafortuna partenopeo e l’angolo “artistico” della bottega

In tanti anni di lavoro, Enzo ha accolto nel suo “Barber Shop” di Isola tanti
clienti: «Ho tanti affezionati clienti che vengono anche da Asti e dai paesi
vicini, qualcuno anche dall’Albese». Si è seduto sulla poltrona del barbiere
anche un isolano illustre come il cardinale Angelo Sodano.

«Il Cardinal Sodano veniva qui a tagliarsi i capelli quando passava qualche giorno a Isola – ricorda Enzo – ma ho fatto anche dei servizi a casa sua. Abbiamo fatto lunghe chiacchierate. Una volta mi è scappata una cosa che non si può ripetere. Abbiamo scherzato. Alla fine, mi ha regalato un rosario».

È aperto anche la domenica mattina per i clienti che non hanno tempo di andare dal barbiere durante la settimana. Ma la domenica pomeriggio e il lunedì sono sacri: «Non rinuncio a guardare la partita: ho una grande passione per il calcio».

Mentre parla tiene un oggetto tra le dita e lo accarezza: è un uccello stilizzato, una specie di falcone. «È l’unica cosa che mi sono portato dietro da
Napoli, me lo mandò un amico di papà dall’Australia. L’ho tenuto con me come portafortuna». Alla sua Napoli Enzo tornava almeno quattro volte all’anno.

Adesso con il Covid si sono ridotti anche i viaggi e in più «la ripresa è stata lentissima: mancano i giovani e i clienti sono come me, stanno invecchiando».

Cosa gli è piaciuto di Isola d’Asti? «La tranquillità e dopo un po’ ci si conosce tutti». E cosa rifarebbe se tornasse indietro? «Sono del segno dell’Ariete, una capa tosta: se prendo una decisione, è quella. Non tornerei indietro. Rifarei tutto quello che ho fatto. Nel mio piccolo sono contento».

 

 

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Fiammetta Mussio

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La Collina di Spoon River – dicembre 2021

Piero Ghia 10 settembre 1947-17 settembre 2021 Ingegnere, animatore culturale   C’è ancora chi crede che un ingegnere sia solo un tecnico? Se mi avesse conosciuto cambierebbe...

Lettera a un amico che non vedo da 10 anni

Caro Punti, ricordo bene quel sabato pomeriggio di dieci anni fa quando ci hai lasciati. Tra i tuoi amici qualcuno sapeva che la tua salute stava...

Fidia Gambetti giornalista, poeta e fascista anomalo

Se non fosse per la citazione che ne fa Davide Lajolo ne Il voltagabbana, di Fidia Gambetti ad Asti non sarebbe rimasta memoria. Nato nel...

Freschi di stampa

Il pane e il sangue di Ezio Fattiboni, edizione araba Fenice, 2a edizione 2021, 366 pp., 20 euro In questo romanzo storico ambientato in terre...

Un drappo celato nella Repubblica Astese

È una storia tutta astigiana, ambientata tra presente e passato della città di Asti, quella raccontata da Stefano Borgo, commissario della Polizia Municipale, al...

Fenoglio e Revelli, così non li conoscevamo

Scorrevole e di facile lettura, il volume raccoglie aspetti meno conosciuti della vita di autori vissuti tra Langhe e Monferrato, come Beppe Fenoglio (grazie...

Una macabra vacanza a Rocca d’Arazzo

Il romanzo nasce da esperienze e studi dell’autrice, astigiana, conditi con una buona dose di fantasia. Il Commissario Aurelio Baldanzi viene sconvolto dall’improvvisa scomparsa di...

La bicicletta e la lotta, vita di Ermete mezzadro

Fortunato Tuttobene – ovvero Franco Testore, medico astigiano appassionato di musica e scrittura - racconta la vita del mezzadro Ermete dall’infanzia alla vecchiaia, ambientandola...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE