mercoledì 7 Ottobre, 2026
HomePersonaggiLe estati di Lella a Costigliole, la tipografia della nonna e gli...
Tracce di…

Le estati di Lella a Costigliole, la tipografia della nonna e gli agnolotti di Lidia

L’attrice milanese ha trascorso gran parte dell’infanzia nell’Astigiano e non dimentica quel profumo d’inchiostro

]Sono sì nata, e tuttora residente, a Milano, ma la mia famiglia di origine, in realtà, era, ed è, piemontese. Mia mamma è nata a Costigliole d’Asti, da piccola giocava con una bambina di nome Lidia che da grande ha poi sposato un tal Guido, che di cognome faceva Alciati, e scusate se è poco.» Queste parole, scritte da Lella Costa, attrice e scrittice (è da poco in libreria il suo ultimo libro Come una specie di sorriso), personaggio della televisione e del cinema, nell’edizione 2010 di Osterie d’Italia di Slow Food, quando firmò l’introduzione alla Lombardia, bastano e avanzano a dimostrare che, quando parliamo di Lella nell’Astigiano, non tanto di tracce si tratta, ma proprio di radici, profonde e consapevoli. Sua  mamma, Elisena, sposata a Milano a Renato Costa, era una Nigrotti, famiglia ben nota in paese dove arrivò, da Crema, il capostipite Clemente, violinista e tipografo. Morì presto, nel 1936, ma la vedova, Fiorentina, era una donna forte e non si perse d’animo.

A sinistra Lella Costa bambina a Costigliole con il cugino Fiorenzo. Sullo sfondo la cartoleria-tipografia della nonna
A sinistra Lella Costa bambina a Costigliole con il cugino Fiorenzo. Sullo sfondo la cartoleria-tipografia della nonna

Tirò su i sei figli, tre maschi e tre femmine, e non abbandonò l’attività del marito, cui abbinò un negozio di cartoleria. Nel dopoguerra, due dei maschi, Aldo e Franco (detto Enzo), rilevarono la tipografia. Poi il primo andrà a Milano, a lavorare al Corriere della sera, il secondo e la sua famiglia continueranno l’attività fino agli anni Ottanta. La memoria della tipografia-cartoleria di Costigliole è rimasta impressa nell’immaginario di Lella. In uno dei suoi spettacoli, Mal sottile mezzo gaudio, dove si riflette e ragiona sulla memoria (sulle note, peraltro, di Blue Tangos di Paolo Conte) racconta: «È questo, è questo che mi sconvolge e mi rapisce, questa straordinaria capacità, intensità, potere che ha la memoria di inchiodarti improvvisamente con delle suggestioni, o degli odori… ci sono degli odori che … A me è capitato di ritrovarmi a piangere, come una bambina – alle tre del mattino, per strada, a Milano – perché avevo improvvisamente sentito questo odore forte di giornali appena stampati, l’odore della carta stampata, e io che piangevo, e solo molto dopo mi sono ricordata della tipografia della mia nonna, e ho capito il perché». Una madeleine al profumo d’inchiostro. Solo uno dei sentori che hanno profumato un’infanzia «scandita da sapori di Langa e collina: gli agnolotti inarrivabili della nonna, ma anche un suo riso e coratella poverissimo e buonissimo che io apprezzavo, pare, molto più degli altri cugini (siamo in quattordici, quindi è un buon piazzamento).»

L’attrice e scrittrice Lella Costa
L’attrice e scrittrice Lella Costa

Piatti speciali da Lidia e Guido per “farmi fare latte”

Lella ricorda bene i suoi anni da bambina a Costigliole, sotto le ali protettrici di nonna Fiorentina, i giochi con i coetanei, le corse in bicicletta, il pentolino di alluminio con cui era mandata a comprare il latte direttamente in una cascina. Più tardi «quando allattavo la mia prima figlia (Arianna, poi verranno Viola e Mina ndr) capitava che zia Teresita, che all’epoca era temporaneamente tornata a vivere a Costigliole, mi portasse a Milano delle prelibatezze inaudite che, a detta di Lidia e Guido, erano indispensabili “per fare buono il latte”.» Erano gli anni Ottanta e Lella, per far respirare aria buona alla piccola Arianna, si concedeva qualche settimana tra le colline dell’Astigiano. Poi, l’attività professionale si è fatta sempre più intensa. Adlib, il suo primo spettacolo, è del 1987 e molti altri ne sono seguite, testi recitati con una bravura che spesso gioca con il virtuosismo in cui ripercorre con intelligenza, leggerezza e ironia le avventure di una generazione, la condizione femminile, una contemporaneità riletta con gli occhi dei classici. La passione per il mare, che condivide con il marito Andrea, la induce a trascorrere vacanze fra le onde e il Piemonte è diventato in questi ultimi anni meno frequente, ma i legami delle origini, i ricordi (non la nostalgia, che non ama) sono presenze costanti nella sua vita (e anche nei suoi spettacoli, come abbiamo visto). Non a caso, ai periodici incontri che di quando in quando si organizzano per riannodare i fili di una famiglia quasi sterminata, non vuole mai mancare.

Al teatro di Costigliole è tornata a recitare nel 2012.

Una serata speciale al profumo d’inchiostro appena stampato.

I due cugini con le madri
I due cugini con le madri
Le schede

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La Collina di Spoon River – dicembre 2021

Piero Ghia 10 settembre 1947-17 settembre 2021 Ingegnere, animatore culturale   C’è ancora chi crede che un ingegnere sia solo un tecnico? Se mi avesse conosciuto cambierebbe...

Lettera a un amico che non vedo da 10 anni

Caro Punti, ricordo bene quel sabato pomeriggio di dieci anni fa quando ci hai lasciati. Tra i tuoi amici qualcuno sapeva che la tua salute stava...

Fidia Gambetti giornalista, poeta e fascista anomalo

Se non fosse per la citazione che ne fa Davide Lajolo ne Il voltagabbana, di Fidia Gambetti ad Asti non sarebbe rimasta memoria. Nato nel...

Freschi di stampa

Il pane e il sangue di Ezio Fattiboni, edizione araba Fenice, 2a edizione 2021, 366 pp., 20 euro In questo romanzo storico ambientato in terre...

Un drappo celato nella Repubblica Astese

È una storia tutta astigiana, ambientata tra presente e passato della città di Asti, quella raccontata da Stefano Borgo, commissario della Polizia Municipale, al...

Fenoglio e Revelli, così non li conoscevamo

Scorrevole e di facile lettura, il volume raccoglie aspetti meno conosciuti della vita di autori vissuti tra Langhe e Monferrato, come Beppe Fenoglio (grazie...

Una macabra vacanza a Rocca d’Arazzo

Il romanzo nasce da esperienze e studi dell’autrice, astigiana, conditi con una buona dose di fantasia. Il Commissario Aurelio Baldanzi viene sconvolto dall’improvvisa scomparsa di...

La bicicletta e la lotta, vita di Ermete mezzadro

Fortunato Tuttobene – ovvero Franco Testore, medico astigiano appassionato di musica e scrittura - racconta la vita del mezzadro Ermete dall’infanzia alla vecchiaia, ambientandola...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE