mercoledì 2 Settembre, 2026
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Nel Dopoguerra arriva il Flit, lo stermina insetti

La pompetta del DDT fu cantata anche in un motivetto d’epoca

Anche nelle campagne astigiane, dal secondo Dopoguerra, appare il “Flit”. Arrivò a sostituire metodi più tradizionali anti mosche e zanzare come la bottiglia lasciata con un dito di acqua e zucchero sul fondo o la più antica “muschera” in vetro (trasparente, dalla forma simile ad un decanter da vino e una campana rovesciata). Erano usate anche le più macabre strisce di carta adesiva moschicida, adatte soprattutto nelle stalle, dove si lasciava sempre una finestrella aperta per godere dell’alleanza delle rondini, grandi cacciatrici di insetti. Il Flit arrivò con i soldati americani che lo usavano per irrorare il DDT. Si mpose per una macchinetta a pompa irroratrice, antesignana delle bombolette spray. Era una specie di pompa da bicicletta di latta colorata, con impugnatura in legno e in cima un barattolo a far da serbatoio. Andava colmato di insetticida che pompando fuoriusciva spruzzato grazie all’azione dell’aria compressa. Nonna Olga, nei pomeriggi d’estate facevano buio in casa chiudendo le finestre ele persiane e annunciado ai bambini una sorta di dichiarazione di guerra agli insetti: “Masno’ anduma an tla curt, ca’ fuma fera el musche”.

Il Flit entrava in azione e dopo poco ecco le mosche a zampe all’aria: stecchite! Questa operazione si faceva anche per favorire d’estate il pisolino pomeridiano eliminando gli indisponenti insetti che lo avrebbero turbato. Il Flit diffuso in tutta Italia, viene citato anche da Francesco Guccini nel suo “Dizionario delle cose perdute”. Scrive il cantautore emiliano: “Il nome Flit sarebbe un acronimo di Fly-Tox, tossico per mosche, ma in inglese va unito al significativo del verbo to flit, cioè “andare, scivolare via velocemente”. Tutti conoscono il motivetto “Ammazza la vecchia col Flit”, al quale si aggiungeva “e se non muore, col gas”. La musica sarebbe di origini americane. “Un uso curioso del Flit mi è stato raccontato da anziani frequentatori delle case chiuse -aggiunge Guccini – Ogni tanto la maitresse cercava di convincere gli avventori che invece di cnsumare, se ne stavano bellamente seduti a “far flanella” nella sala d’aspetto. La signora prendeva la pompetta e irrorava gli oziosi gridando, spudorata: “Ragazzi in camera!”. A quei tempi non si badava all’inquinamento e non si conoscevano o non erano resi pubblici i rischi per la salute. Il DDT fu dichiarato anni dopo dopo pericolosissimo per la salute umana e messo al bando, almeno in Occidente Oggi si utilizza il piretro, elemento di origine vegetale, meno efficace, ma decisamente meno invasivo del vecchio Flit.

L’AUTORE DELL’ARTICOLO

Pier Ottavio Daniele
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