venerdì 4 Aprile, 2025
HomeArteA caccia di luce lungo il Borbore e a Isola Villa
Una Quadro una Storia

A caccia di luce lungo il Borbore e a Isola Villa

La pittura dal vero di Pio Pia

«Una leggera brezza muove appena le fronde degli alti pioppi sulla destra della tela e fa baluginare l’argento delle foglie; il fiume scorre placido, gorgogliando quando trova un piccolo intralcio al suo cammino; il cielo è di un azzurro intenso con solo qualche nuvoletta di ovatta candida che pare messa apposta per interrompere l’intensa luminosità di quello stesso cielo. Seduto al suo cavalletto “da campo”, papà sta fissando sulla tela persino quel leggero sospiro delle fronde; una bimba è seduta tranquilla alle sue spalle…»: è la figlia Enedina a ricordare un pomeriggio estivo, accanto al padre Pio Pia.

Poeta della natura, Pia affascina chi lo osserva dipingere dal vero, come i paesisti del Secondo Ottocento sapevano attrarre l’animo e lo sguardo. Coltiva il disegno nello studio di Giuseppe Manzone e frequenta l’Accademia Albertina di Torino (1918-1921), quindi dal 1923 al 1929 soggiorna a Parigi, per approfondire lo studio di paesaggio della cerchia post-impressionista e la qualità tonale del colore.

Dopo il matrimonio con l’insegnante Maria Brunetto, dal 1936 Pio Pia dipinge nel luminoso studio, allestito nell’abitazione in piazza Cattedrale, accogliendo, tra gli allievi, la giovanissima Amelia Platone, Garberoglio, Borello, Saracco.

Agli occhi della piccola Nene, ogni giorno si rinnova l’alchimia cromatica: «Ricordo, come fosse ieri, gli impasti di colore che papà faceva sulla tavolozza con la sua morbida spatola: ecco l’ocra, la terra rossa, il bruno… uscire dal tubo, passare all’impasto e… cinque minuti dopo, trasformarsi nella vegetazione dorata di un magico, caldo autunno delle nostre campagne». Nene accompagna spesso il padre nella tenuta San Marco, ospite dell’avvocato Vincenzo Adorni, per dipingere dal vero il vecchio salice, colpito dal fulmine, a ridosso del laghetto, popolato da pesci gatto.

Pio Pia (Isola Villa d’Asti 1900-1958), Vago profilo del paesello natìo, 1950, olio su tela, cm. 140 x 88, firmato. Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, esposto a Palazzo Mazzetti. Donazione della figlia Enedina Rovero Pia

 

Talvolta, costeggiano gli argini del Borbore, seguendo le lame di luce tra le fronde e salgono fino al Palucco, come avviene anche il pomeriggio precedente l’alluvione del 1948, quando il pittore, per trarre in salvo Nene, interrompe l’abbozzo dei frammenti visivi còlti tra natura e terra e, al repentino addensarsi delle nubi, si affretta a rincasare sotto il cielo minaccioso, prima dell’impeto distruttivo dell’acqua.

Il profondo legame con il paese natale accompagna l’esistenza del pittore: dall’esordio, con il dipinto Case di Isola Villa (Premio Arbarello,1936) fino ai primi anni Cinquanta, quando dedica alcune tele all’amato declivio di Isola Villa, come il prezioso Vago profilo del paesello natìo (1950), recentemente donato dagli Eredi alle Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, unitamente al ritratto della nonna Gina (1917).

Negli anni Quaranta, vedute montane di Champorcher, scorci di Asti, ritratti di famiglia, composizioni in interno, fiori recisi vengono esposti al Ridotto del Teatro Alfieri (1945), a Rapallo (1946), a Torino (1947) e Milano, in allestimenti itineranti organizzati dal Circolo CRA (1949-1952). Dopo la precoce scomparsa (1958), le mostre postume ordinate dal Comune di Asti (1969; Palazzo Mazzetti 1992; Battistero di San Pietro 2010) confermano la serena contemplazione del pittore della luce di Isola Villa, una personalità sensibile, rigorosa e metodica che, quotidianamente, annota nel diario Appunti d’arte: «Il giorno in cui si esce di buon mattino, sani e disposti coi pennelli lavati, la tavolozza carica di colore fresco, il cartone ben preparato, siete certi di portare a casa qualche buona cosa…» 

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Marida Faussone

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Accadde nel quarto trimestre 2009-2019

2009 24 ottobre - Muore all’età di 78 anni Elio Ruffa, figura storica del Borgo San Rocco, fondatore del Comitato Palio e Rettore, tra...

Sul calendario ottobre-novembre-dicembre 2019

7 ottobre Nella notte esplode una bomba carta all’esterno del Tribunale di Asti. L’esplosione, avvertita in gran parte del centro storico, non provoca feriti...

La collina di Spoon River

Felice Appiano 11 aprile 1924 – 7 settembre 2019 Veterinario I cavalli sono stati importanti nella mia vita. Nel 1935 ho sfilato al Palio a 9 anni...

Il vescovo “austriaco” sotto accusa, fu difeso da Silvio Pellico

Filippo Artico è nominato vescovo di Asti nel 1840. Siamo in pieno Risorgimento. Il prelato ha 43 anni ed è nato, nell’impero austro-ungarico, a...

Volume monumento celebra la conquista dell’Africa orientale

È un ponderoso e monumentale volume in-folio di 570 pagine che colpisce l’attenzione soprattutto per la particolare legatura: Italiani di Mussolini in A.O. (Africa...

Piano, da Asti all’argento di Rio

È un’opera scritta a quattro mani quella che il pallavolista astigiano Matteo Piano ha realizzato insieme a Cecilia Morini, la psicologa dello sport che...

Scrivere di guerra e migrazioni per dissolvere paura e pregiudizi

Il più recente libro di Domenico Quirico, astigiano, uno dei più grandi inviati di guerra del nostro giornalismo. Dalla quarta di copertina: “Scrivere di...

Tutte le parole che servono per raccontare la città ai turisti

Se ben scelte, le parole sono magiche: prendono il turista per mano, lo accompagnano alla scoperta di nuovi territori e lo immergono in vibranti...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE