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40 anni fa nasceva il Paliotto. Volti e colori dei protagonisti

Sfogliando il frutto di un pluriennale lavoro di ricerca, ci si imbatte in un dettagliato excursus sui quarant’anni di una delle più importanti e sentite manifestazioni legate alla corsa astigiana: il Palio degli Sbandieratori. Le immagini e le numerose schede permettono di individuare volti o scoprire nomi di chi mai si sarebbe immaginato potesse aver tenuto in mano una bandiera o la bacchetta di un tamburo. Oltre al ricordo degli ideatori e delle figure più importanti nella storia della gara, è importante la ricostruzione di ciò che nel 1977, undicesimo anno di Palio, avevano intanto realizzato i primi sbandieratori, artefici di una vera e propria scuola di bandiera, e di quanto accaduto negli anni successivi.

“Il Palio degli Sbandieratori”, Massimo Mazzetto ed Efrem Zanchettin, Omnia Editrice, Asti, 2017, pp. 224, 17 euro

 

A ciascuno dei ventun Rioni, Borghi o Comuni del Palio è dedicata un’ampia e dettagliata nota storica, arricchita da fotografie e da statistiche sulle partecipazioni (solo Canelli non vi ha mai preso parte). La parte del libro più curiosa è l’annuario che riporta i fatti di ciascuna delle 40 edizioni, oltre ai nomi dei componenti di ciascun gruppo. Si può scoprire, per esempio, che alla prima edizione del 1977 in piazza Alfieri, ideata dal gruppo di Santa Maria Nuova, parteciparono sette gruppi. Nel 1980, solo in quell’anno, la gara si è svolta in piazza San Secondo e vi è poi ritornata a partire dal 1983, dove si svolge tuttora. Fin dalla prima edizione, al gruppo vincitore è andato in premio il “Paliotto”. Di questi drappi sono riportate, in chiusura del libro, le immagini e le schede di tutti gli artisti che li hanno realizzati. 

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Alessandro Sacco
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