giovedì 12 Marzo, 2026
HomeIl trovarobeTra porte-enfant culle, ciripà e borotalco
Il trovarobe

Tra porte-enfant culle, ciripà e borotalco

Per il benessere dei neonati e il sonno loro e dei genitori

Tra poco entreremo nei giorni della Natività e l’immagine classica dei presepi vede Gesù bambino adagiato sulla paglia tra Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello. Ci sono interpretazioni che aggiungono un lettino di legno, forse per ricordare che in famiglia c’era un falegname.

In ogni caso le esigenze dei neonati rimangono le stesse da che mondo è mondo: un nido confortevole e possibilmente dondolante. Lo strumento ideale per il sonno è da sempre rappresentato dalla culla. Secondo le ricerche archeologiche ogni civiltà ha sviluppato modi e usanze di accudire i piccoli. La Bibbia narra del mitico ritrovamento di Mosé sulle acque del Nilo adagiato in una cesta di giunchi galleggianti. Anche i greci costruivano culle a forma di piccole barche che appendevano ai rami o alle travi delle case e si deve ai romani l’uso delle prime culle trasportabili, antesignane delle moderne carrozzine.

Il trasporto dei bimbi varia da civiltà a civiltà. Ancora oggi in Asia, Africa e Sud America ci sono popolazioni che mantengono forme di imbragatura dei neonati sulla schiena delle madri che consentono alle donne di avere le mani libere.

Nelle civiltà rurali delle nostre colline, fin dai tempi più antichi la culla era costruita con materiali come il legno e il vimini: le ceste, usate un paio di anni venivano poi passate alle nuove nascite. Ancora oggi ci può capitare di scorgerne su qualche mercatino dell’antiquariato.

Quando i bambini crescevano i lettini avevano le pajasse imbottite di crini di cavallo, paglia o foglie morbide recuperate dopo la sfogliatura del granoturco.

Oggi per le culle e ancora più per carrozzine e passeggini domina la tecnologia e i genitori si trovano di fronte a decine di soluzioni. È stato rielaborato anche un oggetto che era sempre presente nelle case dei neonati.

Il porte-enfant, in francese «porta-bambino».

Ecco la definizione della Treccani: “Una specie di sacchetto, di tela, picché, seta ecc., con la parte posteriore leggermente imbottita in funzione di materassino e quella anteriore più corta, spesso decorato con ricami e guarnizioni, usato per introdurvi il neonato e portarlo agevolmente fuori, oggi sostituito dalla carrozzina o dalla culla da viaggio, ma ancora in uso nella cerimonia del battesimo”.

L’uso del porte-enfant era strettamente collegato alla fasciatura piuttosto stretta che fino agli Anni Trenta e oltre veniva consigliata e spesso imposta alle mamme per – si diceva – il benessere e la futura crescita dei nascituri.

Le fasce erano di lino o cotone e di fatto avvolgevano il neonato o la neonata come una piccola mummia con le sole braccine libere. A contatto della pelle andava una pezza di cotone detta ciripà nome che deriva da un perizoma usato da una tribù indios. Naturalmente andavano lavati e si vedevano stesi ai fili del bucato delle case dove c’era stata una nascita. Poi sono arrivati i pannolini usa e getta e anche le fasce e i ciripà sono stari abbandonati.

È rimasto di quei tempi e di quella ritualità un altro prodotto: il boro-talco, una polvere brevettata da un farmacista di Firenze di origine inglese: mister Roberts.

Il prodotto agli inizi del Novecento era considerato un lusso non solo per neonati. Sulla scatola guarda caso c’era l’immagine di una  austera  bambinaia in divisa impegnata a “spolverare” un infante allegro e pasciuto.

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Pier Ottavio Daniele

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La tormentata storia del Centro Studi Alfieriani

La nascita nel 1937 del Centro Nazionale di Studi Alfieriani in contemporanea con quelli dedicati a Leopardi e Manzoni L’astigiano Bruno Gambarotta, con la consueta...

Stemmi Comunali

La corona e lo scudo sono in tutti gli stemmi   Lo stemma come elemento di identità che affonda le sue origini nella storia o viene...
Andamento popolazione residente

Persi in un anno duemila residenti

Culle vuote e troppe bare Un allarme sociale   Immaginatevi un paese intero, come Incisa Scapaccino, che svanisce. Oltre duemila abitanti persi nella voragine di questo “inverno demografico”...

Sul calendario giugno-luglio-agosto-settembre 2020

22 giugno Salvi per il rotto della cuffia i 210 posti di lavoro alla BCube che erano a rischio per lo scadere del contratto...

Accadde nel secondo e terzo trimestre 2010-1920

2010 9 aprile – viene inaugurato in via Natta lo Spazio San Giovanni, prima tranche del Museo Diocesano 19 settembre – Tanaro Trincere Torrazzo vince...

La collina di Spoon River – settembre 2020

Renza Rosso 18 maggio 1926 - 1 luglio 2020 Insegnante di inglese Mi definiscono cittadina del mondo, ma sento forte il legame con mia sorella...

Il ghiacciolo omaggio di Nilva

Non ricordo più se fossero Motta oppure Algida o Eldorado o Tanara oppure di qualche marca locale. So però che li vendevano Nilva e...

Un catalogo botanico al tempo della “Bolla dei Tulipani”

Il Florilegium amplissumum et selectissimum di Emanuel Sweerts, prezioso esemplare a stampa pubblicato ad Amsterdam nel 1631, nasce in realtà quale sontuoso catalogo pubblicitario...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE