giovedì 25 Aprile, 2024
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Da più un secolo Asti insegue il titolo di capitale del vino

Il 3 maggio 1891 viene inaugurata ad Asti la prima Esposizione di Vini Nazionali sotto la guida del conte Leonetto Ottolenghi.

Don Bosco è l’autore di un libretto scomparso sulla vite e il vino

Si rilancia la proposta per farlo nominare santo protettore dei viticoltori

Giacomo Bologna l’uomo che “inventò” la barbera

Tutto ha inizio con La Monella, una barbera allegra imbottigliata per ripicca contro i commercianti che non volevano pagare la qualità

Nel centro storico nascono ancora vermouth e chinati

Mauro Vergano produce settemila bottiglie nel “magico” e nascosto laboratorio di Via Brofferio.

Ugo Ravizza

L’ultimo testimone della stagione dei negusiant da vin. Si dividevano le aree di vendita con il patto delle cartoline

La Jucci e l’epopea del Falcon Vecchio

Giovanni Chiusano, papà di Jucci e grande “patron” del Falcon Vecchio in primo piano durante una cena sotto i portici di piazza San Secondo e nella sua osteria-ristorante
I piatti forti erano agnolotti, merluzzo e l’immancabile bollito.

In città decine di osterie dai nomi esotici e fantasiosi

Asti aveva decine di osterie fin dal Settecento. Servivano vino rigorosamente rosso e garantivano una cucina popolare rustica a prezzi modici. Occasioni di incontro e discussioni infinite tra i clienti

I signori del brindisi

L'evoluzione del marchio del Consorzio disegnato nel 1932 da Ottavio Baussano. Il San Secondo a cavallo è rimasto al centro pur nell'ammodernamento dell'interpretazione grafica fino ai giorni nostri
Non fu probabilmente mai scattata una fotografia della cerimonia del 17 dicembre 1932, giorno in cui venne ufficialmente costituito il “consorzio per la tutela dei vini tipici moscato d’asti e asti spumante”. Una trentina di esponenti del mondo enologico piemontese firmarono l’atto con cui nacque il consorzio che ora festaggia gli 80 anni. La prima uscita ufficiale fu a siena. Quel san secondo a cavallo ha continuato a galoppare. Sono cambiati presidenti e strategie per far conoscere in tutto il mondo il vino figlio del moscato, prodotto in 53 comuni, che porta il nome di asti nel mondo.

A Cerro Tanaro il tenore del Grignolino

Giorgio Carnevale, uno dei protagonisti del vino astigiano nel Dopoguerra