Quei pionieri delle tv made in Asti Una stagione irripetibile ha acceso il piccolo schermo

Lo studio di Rete 9 Tai durante la trasmissione “Il Palio è servito” condotta da Maurizio Ferrari e Alberto Duval

Dal 1977 Tele Radio Asti trasmette da corso Savona sul canale della tv svizzera

 

Alla nascita delle prime radio libere (vedi Astigiani n. 16 del maggio 2016), segue e in qualche caso si sovrappone l’avvio delle trasmissioni sperimentali delle tv private. Le sentenze della Corte Costituzionale che hanno permesso alle radio di trasmettere, abolendo di fatto il monopolio della Rai, hanno consentito alle tv private di accendere le telecamere spesso in maniera avventurosa. Siamo agli inizi degli Anni Settanta. Nel 1972 l’ex regista Rai Peppo Sacchi ha dato vita a TeleBiella, considerata la prima televisione privata italiana: trasmetteva via cavo con un sistema già adottato negli Stati Uniti. La notizia dell’esperienza biellese arriva fino ad Asti: un gruppo di professionisti e imprenditori tenta di dar vita a una televisione simile, che si sarebbe dovuta chiamare TeleAsti. Franco Musso, radioamatore, diventato poi artefice di Radio Asti, e il giornalista Primo Maioglio, all’epoca direttore del settimanale La Nuova Provincia, furono incaricati di valutare la fattibilità del progetto. “Siamo andati a Biella per capire come fosse organizzata quell’emittente – ricorda Franco Musso, ma ci siamo subito resi conto che l’impresa era troppo complessa perché era necessario portare i cavi nelle abitazioni. Per me non era difficile tecnicamente, ma richiedeva risorse e così si è lasciato perdere. Abbandonato quel tentativo, mi sono dedicato alla radio che ha segnato la mia vita”. Con la stessa Radio Asti, nata nel 1975, Musso ha successivamente fatto esperimenti di trasmissioni televisive diffondendo sul canale 21 immagini degli studi radiofonici di Viatosto, accompagnate dallo stesso segnale audio della radio, come succede oggi con i più grandi network radiofonici, che trasmettono anche in tv. La prima emittente televisiva astigiana si deve a Ugo Dezzani, patron di quella che si sarebbe poi chiamata Radio Asti Doc. Separandosi da Franco Musso, ha deciso di ampliare la sua attività dando vita a Tele Radio Asti. Le prime trasmissioni di Tele Radio Asti (TRA) vanno in onda in forma sperimentale con la presentazione del Palio del 1976: presente in studio il sindaco Gianpiero Vigna. La data di nascita ufficiale delle trasmissioni è il 15 gennaio 1977. Gli studi sono al terzo piano dello stabile di corso Savona 289, lo stesso che ospitava, nelle mansarde, la radio di Dezzani. Proprio con quell’emittente radiofonica sono iniziate le attività di Livio Musso che della nuova realtà televisiva astigiana è stato il primo coordinatore e regista. Le trasmissioni astigiane venivano diffuse dalle 13 alle 15,30 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, e in seconda serata (in genere dopo le 23,30) tutti i giorni, utilizzando il canale 40, lo stesso della televisione svizzera. Sul Cittadino del 30 ottobre 1975, si annuncia la nascita della televisione e Livio Musso commenta: “Il motivo principale è lo stesso che sta alla base delle radio libere: decentrare l’informazione, rompere il monopolio, dare spazio alle questioni cittadine e ai risvolti locali dei grandi problemi. La televisione, basandosi logicamente sull’esperienza della radio libera, può fornire alla comunità un servizio più completo e migliore di quello radiofonico”. Tra i primi collaboratori dell’emittente Beppe Margarino da Portacomaro (voce storica della Rai), Ennio Magnetti (sport), Elena Barisone (conduceva la trasmissione “Cicibum” per i bambini), Carlo Franco (al martedì sera commentava le partite dell’Asti Calcio), Gemma Zo, Rita Cerquetelli, Melania Bravetti, Alessandra Appiano (oggi giornalista e scrittrice), Paola Bobba e Tiziana Canobbio. Tra le trasmissioni nel palinsesto, una era dedicata al Palio ed era intitolata “Il Canapo”, condotta da Livio Musso. C’erano poi i giochi di “Trallallero” e “Le ore piccole” al venerdì sera. I telegiornali erano in diretta, prima in bianco e nero e poi a colori. La parte tecnica dell’emittente era affidata a Vito Salvatore che è oggi direttore della fotografia del centro di produzione Rai di Torino, dopo essere stato operatore televisivo in Rai per oltre un trentennio. “In uno stesso gruppo si erano ritrovati giovani con passioni diverse che, in una situazione irripetibile, hanno dato vita a una realtà nuova per l’epoca – ricorda Salvatore –. L’esperienza di Tele Radio Asti mi ha indubbiamente aiutato per il lavoro in Rai. Ricordo che avevamo recuperato le apparecchiature di Tele Torino che aveva chiuso: nel 1976 siamo andati io e Claudio Fantino a ritirarle. Trasmettevamo da corso Savona al ripetitore che era a Bricco Gianotti. Quando si bloccava bisognava andare sul posto, anche di notte e se aveva nevicato. Per le trasferte utilizzavamo una Fiat 124 azzurra con il logo TRA”. Altri tecnici al lavoro con Vito Salvatore sono Dino Faletti ed Eugenio Bogliacini (entrambi entrati poi in Rai, il primo come operatore e il secondo da montatore), Roberto Fogliati e Paolo De Giovannini. Livio Musso ricorda: “Il successo della nostra emittente fu enorme e coinvolgeva, con loro grande soddisfazione, gli antennisti astigiani. Molte famiglie e molti condomini per vedere i nostri programmi si facevano cambiare l’antenna sui tetti perché non tutti ricevevano la tv svizzera”. All’inizio del 1978 gli studi di Tele Radio Asti si spostano a Quarto Superiore, dove era stato collocato un nuovo ripetitore. L’avventura televisiva di TRA durerà fino maggio 1981.

 

Appare anche AFG tv con l’appoggio di Gianni Goria

 

Nel gennaio 1976 aveva intanto iniziato a trasmettere da una mansarda di via Monterainero l’emittente AFG tv, acronimo di Accomasso Francesco e Guido, padre e figlio, elettricisti e antennisti che si erano anch’essi ispirati agli esperimenti di TeleBiella. L’iniziativa è sostenuta da Gianni Goria e Carlo Cerrato. Il giovane esponente Dc punta su nuovi mezzi di comunicazione. “È stato un esperimento che non è mai del tutto decollato, mi sono cimentato in qualche trasmissione, prima che la gestione fosse lasciata solo agli Accomasso – commenta il giornalista Carlo Cerrato, in Rai nel 1980, dove è poi diventato direttore delle redazioni regionali di Valle d’Aosta, Liguria e Piemonte”. Allora non avrei mai pensato di lavorare in televisione: poco dopo iniziai infatti con la Gazzetta del Popolo”. Guido Accomasso, oggi addetto alla sicurezza del tribunale di Asti, si occupava della regia di AFG, che trasmetteva sul canale 25 grazie a un ripetitore installato a San Marzanotto, nei pressi di Villa Badoglio. “Avevamo pochi mezzi a nostra disposizione. Eravamo dei pionieri – ricorda – e la tecnologia allora era ben diversa da oggi”. Tra i collaboratori di Afg Tv c’erano Roberto Giannino, che si occupava di una rubrica di enogastronomia, e Silvana Ferraris, impegnata con la lettura del telegiornale in onda alle 19, in replica in tarda serata. Altri tecnici dell’emittente erano Piero Damiano e Luigi Nebiolo.

 

Nell’82 nasce Tai 44, trasmette dalla collina di Quarto

 

Nella radio di corso Savona, gestita da Ugo Dezzani, muoveva i primi passi anche Cono Marmo che nel 1982 fa nascere Tele Asti International, nota come Tai 44 dal numero del canale (il canale 40 era stato intanto occupato dal segnale piemontese di Rai Tre). “Era tutto da inventare e mi sono dato da fare – ricorda Marmo che divenne anche regista e reporter –. Mia sorella Sara si occupava del telegiornale, io organizzavo il palinsesto, dal mattino alla sera, creando le trasmissioni e inventandomi il lavoro di operatore e di commentatore. Abbiamo realizzato una delle prime tribune elettorali, mentre la trasmissione “A carte scoperte” è stata l’antesignana dei talk show venuti negli anni a seguire”. La diffusione dell’emittente – che aveva gli studi a Quarto sulla collina di proprietà dello stesso Marmo e che nel 1983 ha ottenuto la concessione governativa – era estesa a tutta la provincia di Asti e, grazie a ripetitori in Val di Susa, ad altre aree del Piemonte. “Siamo arrivati a coprire fino a 18 ore al giorno. Nel 1983 abbiamo trasmesso per provocazione un film di tre minuti vietato ai minori di 14 anni – ricorda Cono Marmo –. Per questo fui anche rinviato a giudizio e poi assolto, ma l’emittente ha avuto molta notorietà e fu citata anche da Tv Sorrisi e Canzoni”.

 

Arrivano i capitali di Nosenzo e nasce Rete 9 Tai

 

Caratteristica di Tai 44 era l’assenza di cronaca nera nei telegiornali. La sua programmazione era dedicata principalmente a eventi e manifestazioni del territorio. Tra le prime trasmissioni “Storie dei paesi del Monferrato”. L’emittente ha come logo un gallo. Nel 1984, due anni dopo la sua nascita, Tai 44 entra nell’orbita delle proprietà di Giuseppe Nosenzo (vedi Astigiani n. 9, pag. 70), industriale e patron del Torretta calcio. Cono Marmo rimase socio di Nosenzo fino al 1987. Cambia il nome e diventa Rete 9 Tai (Tai 9) per richiamare “l’utilizzo del nono pulsante” del telecomando. Arrivano in tv i personaggi dell”associazione J’Amis d’la Pera (di cui Nosenzo era presidente): Carlo Curato, Piero Fassio ed Emanuele Pastrone, attore dialettale celebre per aver interpretato per anni la maschera di Falamoca. Gli studi sono stati trasferiti da Quarto a Palazzo Zoya di via Carducci, dove aveva sede anche la Camera di Commercio Italo-Bulgara, realtà presieduta dallo stesso Nosenzo. Nosenzo, sulle orme di Berlusconi, crede nello sviluppo televisivo e investe creando un palinsesto dalle 9 del mattino a notte inoltrata. Il telegiornale locale era trasmesso in diretta alle 20,30 e in replica alle 23. La primissima lettrice dei tg è stata Silvana Gavello mentre cresceva la redazione giornalistica con giovani come Piero Mora, Alberto Duval, Maurizio Ferrari, Maurizio Dania, Daniela Silvestrin, Enzo Sfregola, Claudia Cacciatori. Negli anni c’è stata una sinergia con la redazione del settimanale Gazzettino&Corriere Nuovo, testata di proprietà di Nosenzo, mentre per la cronaca giudiziaria ci si avvaleva della collaborazione dello storico cronista Luigi Garrone. Nosenzo ha sempre garantito i fondi per mantenere in vita le attività dell’emittente, anche quando le inserzioni pubblicitarie non erano sufficienti – commenta Maurizio Ferrari, oggi responsabile della redazione economica dell’Eco di Bergamo –. Con noi ha avuto un atteggiamento paternalistico e ci ha dato carta bianca per il lavoro giornalistico, credendo in noi e nelle nostre potenzialità”. “Nel 1988 ho seguito la visita del Papa al Colle Don Bosco. Avevo 22 anni ed è stato gratificante trovarsi lì con altri giornalisti ben più esperti di me” ricorda Piero Mora, attualmente impiegato all’ufficio stampa della Giunta Regionale del Piemonte. Nel 1991 Rete 9 Tai si è trasferita in località Rilate, in studi allestiti con nuove attrezzature. Nel 1992 i rilevamenti segnalano più di 50 mila ascoltatori nell’Astigiano, ma il segnale arriva anche ad Alba, Saluzzo, in parte dell’Alessandrino e del Torinese. Tra le trasmissioni più seguite: “Obiettivo Sport” condotta da Beppe Giannini e Feliciano Gaggioli, “Il Palio è servito” presentata da Alberto Duval e Maurizio Ferrari, “Punti di vista” con Ottavio Coffano, “Diagnosi” condotta da Giorgio Calabrese, mentre Piero Mora si occupava di “Linea diretta con il sindaco”, ospitando una volta la settimana Giorgio Galvagno. Spazio anche a don Pietro Mignatta, allora parroco di San Secondo, con la rubrica “Parliamone insieme”.

 

In tv arrivano i commenti in astigiano di Pastrone

 

Emanuele Pastrone, insieme a Carlo Castelazzo, Anna Roero e altri attori delle compagnie Brofferio e J’Amis d’la Pera, conducevano al pomeriggio una trasmissione in cui si interpretava la maschera astigiana Falamoca, commentando i fatti della vita locale con ironia e allegria. Tra gli altri conduttori anche Gabriella Forno, esperienze da attrice con la compagnia di Dario Fo e Franca Rame. Sua la voce delle prime dirette della sfilata del Palio. L’emittente era dotata anche di una regia mobile attiva non solo per il Palio, ma anche per la visita del Papa del settembre 1993 e in vari concerti. Direttori di Tai 9, dopo Piero Fassio ai tempi della gestione J’Amis d’la Pera, sono stati Riccardo Cariola (dal 1988 al 1991), Beppe Giannini, Arduino Franceschi e Ivano Patitucci, che era stato responsabile tecnico. Tra i numerosi dipendenti e collaboratori, hanno lavorato per Rete 9 Tai anche i registi Claudio Brombin e Mauro Triani e gli operatori Diego Zavattaro, Franco Messelli (poi a Sky), Paolo Cagno, Maurizio Dogliotti, Maurizio Bologna, Franco Desogus e Romano Ferrero. Per molti anni segretaria di produzione è stata Susy Sciortino con Luciana Morra. Graziella Martinengo, moglie di Nosenzo, seguiva la gestione amministrativa. Nel 1992 Rete 9 Tai è andata in gestione a una società alessandrina. Nosenzo nel 1994 si è candidato a sindaco di Asti per il centrodestra, battuto al ballottaggio da Alberto Bianchino. Dopo l’alluvione del 1994 la tv ha trasmesso ancora per qualche settimana, ma la spinta propulsiva ed economica si è fermata e si è arrivati alla chiusura degli studi. Il ricco archivio video dell’emittente è stato donato da pochi anni al Comune di Asti ed è attualmente conservato all’archivio storico.

 

Da Viatosto trasmette Primantenna

 

Nel periodo in cui Tai 9 si stava affermando, ha iniziato a trasmettere in via sperimentale ad Asti una seconda emittente che era inserita nel circuito regionale Super Six. Dal 1987 ai primi mesi del 1993 dagli studi di Viatosto, nello stesso edificio in cui c’erano quelli di Radio Asti, venivano diffuse le trasmissioni della sede astigiana di Primantenna. Responsabile dell’emittente è stato inizialmente Livio Musso, ma nel 1988 gli è subentrata Patrizia Sandri. Da Rete 9 Tai è poi approdato Riccardo Cariola con il ruolo di direttore marketing e pubbliche relazioni. Tra i giornalisti che si occupavano delle due edizioni giornaliere del Tg, Walter Remondino, Laura Nosenzo, Laura Calosso, Monica Chiattone e Gabriella Cinus, con l’inserimento nel 1989 di Anna Gagliardi ed Ercole Zuccaro. Anche Primantenna ha trasmesso la diretta del Palio (curata da Carlo Franco) e nel periodo estivo ha mandato in onda una trasmissione realizzata all’aperto in piazza Astesano con l’utilizzo di una regia mobile. “La piazzetta” era il titolo del programma curato da Anna Gagliardi: si parlava di Palio nei giorni precedenti la corsa e di altri temi di attualità. Tecnici di Primantenna sono stati, tra gli altri, Antonello Castelli (ora alla Rai), Ferruccio Bruno e Maurizio Bologna (che ora realizza servizi televisivi in ambito calcistico).

Poletto nel 1995 punta sulla tv e lancia Telesubalpina

 

Negli studi di Rete 9 Tai di Località Rilate, nei primi mesi del 1995 sono iniziate le trasmissioni di Telesubalpina, emittente della Diocesi di Torino che aveva acquisito le frequenze da Nosenzo per aprire una sede ad Asti, per iniziativa dell’allora vescovo Severino Poletto, molto sensibile all’immagine e alla comunicazione. A giugno di quell’anno ha assunto l’incarico di responsabile Ercole Zuccaro, già vicedirettore della Gazzetta d’Asti e direttore dell’ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, rimasto a Telesubalpina fino al dicembre 1999. “Era un lavoro che dava la possibilità di seguire le vicende della città, non solo politiche – commenta Zuccaro, oggi direttore di Confagricoltura Torino –. Ricordo la gente incontrata per strada che dimostrava interesse per ciò che si faceva, in un momento in cui non si parlava ancora del web, allora agli albori”. Arrivano a Telesubalpina anche Anna Gagliardi, Antonella Laurenti e Piero Mora. Nel 1996 gli studi sono stati trasferiti in via Carducci (in un alloggio nel palazzo del Centro Culturale San Secondo) quando sono arrivati i nuovi “volti” di Valentina Fassio (conduceva il tg e la trasmissione “La buona notizia”), Gianfranco Mogliotti (“Scusi lei che ne pensa” con interviste agli astigiani incontrati in città), Rita Balistreri, Enzo Armando (“Obiettivo Sport”) e Alberto Bazzano (“Menestrello musica” e poi “Viaggio al termine della sera”). Successivamente si è aggregata alla redazione anche la giornalista Chiara Iannaccone. La filiale di Asti trasmetteva in alcuni momenti della giornata, lasciandone altri al palinsesto regionale gestito dalla sede di Torino. Telesubalpina ha curato dirette roventi come “La clessidra elettorale”, ideata dalla redazione di Asti de La Stampa, per le campagne elettorali di varie elezioni astigiane e ha trasmesso dal Teatro Alfieri la presentazione del libro “Io uccido” di Giorgio Faletti (da cui è stata tratto il dvd “Non è l’ultimo applauso”, allegato ad Astigiani n. 9, settembre 2014). L’emittente ha anche trasmesso in diffusione regionale la sfilata del Festival delle Sagre e, in diretta, corteo e corsa del Palio. A occuparsi tutto l’anno di Palio è stata Rita Balistreri. Arrivata a Telesubalpina da Quartarete con “Aspettando il Palio” e la diretta di “Vincitori e vinti”, in onda il giorno successivo la corsa. 

 

Quartarete, Telecupole e Grp aprono studi locali

 

Gli operatori delle sede astigiana di Telesubalpina sono stati Paolo Degiovanni e Riccardo Gaffoglio (ora a Sky), poi sostituito dall’argentino Sergio Vena. “Realizzavamo una trasmissione al giorno e due telegiornali, uno alle 14 e l’altro alle 20, in replica in tarda serata – ricorda Anna Gagliardi, oggi responsabile della comunicazione di Confagricoltura Torino, che nel gennaio 2000 era subentrata a Zuccaro come responsabile della redazione e ha anche collaborato con Sky tra il 2003 e il 2005. “Avevamo una certa popolarità come ci dimostrava la gente incontrata per strada. Il rammarico è di aver finito l’ultima trasmissione senza poter annunciare la chiusura”. Nel luglio 2006 Telesubalpina ha infatti interrotto la programmazione da Asti. L’emittente, acquisita dalle Edizioni San Paolo, ha continuato a diffondere il segnale dagli studi di Torino, in cui si sono trasferiti Anna Gagliardi e i due tecnici. Nello stesso periodo in cui era attiva ad Asti Telesubalpina, anche Quartarete ha avuto una sua filiale che per pochi mesi, tra il 1997 e il 1998: ha trasmesso tg all’interno del palinsesto regionale. Gli studi erano in via Lessona: vi collaboravano Piero Mora e il cameraman Diego Zavattaro, con la direzione di Riccardo Cariola. Tra il 2010 e il 2012 Telecupole ha avuto una sede locale con un tg e vari servizi realizzati da Stefano Zunino della Coldiretti e Chiara Iannaccone. L’ultima realtà televisiva che ha trasmesso da Asti è stata Grp, attiva dall’ottobre 2009 all’agosto 2014. L’emittente, che aveva vinto un bando voluto dall’allora sindaco Giorgio Galvagno, ha trasmesso dai locali di piazza Leonardo Da Vinci già sede del comando dei vigili.  Oltre al tg diffuso anche a Torino, Alessandria e Cuneo, Grp si è occupata di programmi di approfondimento su politica, cultura e costume e non sono mancate dirette del Palio. A curare il notiziario e gli approfondimenti, Jacopo Bianchi (dal 2011 Manuela Macario), Lucia Pignari e Flavio Duretto, direttore de La Nuova Provincia, con Davide Chicarella a occuparsi di sport. Il passaggio al digitale terrestre, i costi di gestione, la crisi della raccolta pubblicitaria hanno di fatto spento gli schermi delle piccole tv locali, ad Asti e nel resto della provincia, dove pur ci sono stati alcuni esempi pionieristici.

 

Da Calosso TeleAltoMonferrato trasmette la teletombola e corsi per i viticoltori

 

Va ricordata l’esperienza nata in seno alla parrocchia di Calosso, fortemente voluta e sostenuta dall’allora parroco don Pierino Monticone, poi direttore del seminario e vicario generale della Diocesi di Asti. Tam era la sigla di TeleAltoMonferrato. Dopo un periodo sperimentale, nel 1973 e nel 1974, agli inizi del 1977 le prime trasmissioni effettive. Gli studi nei locali dell’oratorio e il primo trasmettitore issato sul campanile con un elicottero del verderame. Primo programma “Semiserio ore 12”, un contenitore della domenica sul modello Rai di “Domenica in”. L’emittente era basata esclusivamente sul volontariato. Trasmissioni serali dal lunedì al sabato, sul canale 21. “Eravamo pionieri, giovani senza problemi che andavano in onda tutte le sere, grazie alla genialità di don Pierino, in un paese di 1300 anime – ricorda Angelo Grasso, oggi titolare del centro di produzioni televisive Antares di Canelli che lavora anche per la Rai –. Non avrei mai sognato che dall’esperienza di TeleAltoMonferrato sarebbe nato un lavoro vero”. Tra i programmi l’emittente di Calosso trasmetteva “Teletombola” (si vendevano le cartelle nei negozi del paese la settimana precedente e arrivavano in diretta le telefonate di chi vinceva), “Liscio non ti lascio” (condotta da Franco “Denny” Campopiano, tra i fondatori e oggi ancora protagonista di Radio Canelli). 

 

A San Damiano e Calliano vanno in onda le tv parrocchiali

 

Il programma “Con voi sulla terra” in onda al lunedì sera era abbinato a un corso professionale per gli agricoltori. In onda anche un corso di marketing del vino, gestito dal Comune di Calosso in collaborazione con la Regione Piemonte, coordinato da Vito Pedretti e Giancarlo Montaldo, oggi direttore di Barolo&Co. Con don Pierino Monticone, oltre ad Angelo Grasso, erano impegnati Giuliano Ferro, Mauro Ferro, il tecnico Gianfranco Gambino, il regista Franco Serra, Renato Ferro, Renzo Grasso e i gemelli Gianni e Tonino Capozzolo. Nel 1993 la chiusura con le frequenze cedute all’emittente Video Music. In ambito parrocchiale è nata anche TeleRadioSanDamiano (TRSD), dopo le precedenti esperienze di Radio San Damiano. Sostenuta anch’essa dal parroco don Secondo Borio, ha trasmesso dagli studi ospitati in parrocchia, con trasmettitore installato sul campanile della chiesa per il canale 32. TRSD copriva tutto il sandamianese, ma il segnale arrivava anche a Canale e raggiungeva Asti, in seguito ad accordi con Tai 44 per l’utilizzo del ripetitore di Quarto. Tra i tecnici hanno collaborato Giovanni Gambino e Giovanni Montrucchio. In studio Angelo Viganò, Luciano Merlino, Paolo Gallo, Claudio Ramello, Maurizio Buriasco, Giuseppe Bussolino e Oreste Tartaglino, cui si aggiunsero Carlo Oddenino e Gian Franco Bussolino. Gli aspetti redazionali erano affidati a Domenico Cerrato, Alberto Marinetto (diventato poi sindaco di San Damiano) e Giovanni Monticone. L’avvio ufficiale di TRSD è del 6 settembre 1986: alle 19, furono lette le notizie da La Nuova Provincia e il bollettino parrocchiale “Il Dialogo”. L’emittente mandava in onda anche la messa domenicale. Il palinsesto copriva sei ore e mezza a settimana.“Nelle nostre zone eravamo molto seguiti, creavamo un po’ di informazione e cultura – ricorda il sandamianese Oreste Tartaglino –. La trasmissione clou è stata un quiz, con risposte telefoniche del pubblico”. TeleRadioSanDamiano è durata fino al 1990. Anche la parocchia di Calliano lanciò un’emittente televisiva. Voluta dall’allora parroco don Luigi Venesia, nel 1984 ecco Comunità Tele Calliano, CTC, attiva fino al 1990. Ospitata nell’oratorio, trasmetteva il martedì, sabato e domenica dalle 20 alle 24 sulle frequenze di Telesubalpina. I telegiornali, curati da Filippo Barrera tra il 1985 e il 1989, riguardavano i paesi della zona di Calliano. Don Luigi Venesia presentava la trasmissione religiosa “Il tempo dello spirito”. In onda anche il “Coretto di Calliano”, gruppo di giovani tra i quali c’era la futura cantante Andrea Mirò. Tra i collaboratori dell’emittente callianese, Cesarino Ilengo, Luisa Accornero e i cameraman Maurizio Marzola e Giancarlo Stroppiana.

 

 Negli Anni ’90 tv anche a Nizza e Canelli

 

In Valle Belbo anche Nizza Monferrato e Canelli furono culla di esperienze televisive. A Nizza nel 1978 TeleSpazioLibero (abbrevata in TSL). All’inizio negli studi di Palazzo Crova c’era una sola telecamera fissa. “Da quell’esperimento è nata l’idea di dare vita a una televisione e Rodolfo Mastrazzo ha messo insieme le apparecchiature – ricorda Piercarlo Cravera, cameraman e presentatore di TSL –. Dopo abbiamo cercato una sede più grande e ci siamo trasferiti in una palestra dismessa e allestito gli studi. La gente di Nizza si era appassionata: abbiamo organizzato sfide tra i bar e gare tra le scuole”. Ricorda Rodolfo Mastrazzo, oggi titolare a Nizza di un negozio di elettronica: “Per il nome, abbiamo pensato a Tele Nizza, visto che c’era già Radio Nizza, ma volevano spaziare di più e allora ecco TeleSpazioLibero”. Le trasmissioni, inizialmente in bianco e nero, acquistarono poi i colori grazie alle telecamere rilevate da TeleSanGuido di Acqui Terme. Il segnale di TSL arrivava fino a Torino e a Piacenza per merito di un ripetitore a Mombaruzzo. Gli studi si sono poi trasferiti in piazza Garibaldi, al posto dello Skating Ball, dove attualmente c’è un supermercato. Tra gli spazi televisivi cronache della “Giostra delle Borgate”, una volta la settimana incontro con la giunta comunale e diretta dei Consigli comunali. Il notiziario si limitava a leggere articoli dei giornali. Sulla frequenza di TSL andavano in onda i programmi di Quartarete. Tra i collaboratori Venerina Mutton, Nicoletta Risso e Sisi Cavalleris, i presentatori Beppe Pero e Giorgio Gaffoglio, il pubblicitario Giovanni Ratti, oltre a Giampiero Gallo, Angioletta Leone, Emilio Enzo Cravera e Carlo Quaglia. La fine di TeleSpazioLibero è datata 1989.  Le frequenze furono cedute all’emittente toscana Elefante Tv. Tele Canelli, nata nel 1990 nel negozio di elettronica “Radio Franco” di via Alfieri. Franco Murittu, il titolare, insieme a Franco Denny e altri amici, aveva realizzato su un soppalco una regia e un piccolo studio. Il segnale veniva diffuso nel canellese sul canale 51, per mezzo di un ripetitore installato sulla Torre dei Contini. Tra le trasmissioni più seguite “Gente in prima pagina”, con Beppe Brunetto che commentava le principali notizie del settimanale L’Ancora. Quell’esperienza è durata solo fino al 1992. Tra i gli astigiani più legati alle tv locali meritano la citazione Meo Cavallero e Piero Montanaro. Il primo sindaco di Quaranti, il secondo affermato cantautore diventa uno dei volti più noti delle trasmissioni di Telecupole che trasmette da Cavalermaggiore. Astigiano di origine è anche Claudio Rosmino che trasmette da Lione per Euronews di cui è caposervizio. Oggi l’ultima frontiera sono le tv via web. Qualche esperienza è in rete, ma la stagione delle tv “made in Asti” appare per ora tramontata.   

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