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Folli e colpevoli, ma pur sempre da rieducare

Michele Miravalle, astigiano, avvocato e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, è anche coordinatore nazionale dell’Osservatorio sulle condizioni detentive dell’associazione Antigone. Il titolo, soltanto all’apparenza colloquiale, della sua monografia svela un universo complesso: quello degli ospedali psichiatrici giudiziari (chiusi per legge dal 31 marzo di quest’anno) e dei “folli-rei” che li hanno abitati. La storia degli ospedali psichiatrici giudiziari è ricostruita in modo estremamente analitico, che ben evidenzia il loro carattere di istituzione totale e segregante, difficilmente compatibile con le esigenze di una piena tutela della salute e della personalità individuale (come rilevato dalla Corte costituzionale già nel 2003).

“Roba da matti. Il difficile superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”, Michele Miravalle, Edizioni Gruppo Abele, 2015, Torino, pag. 206, 16 euro

 

Di particolare interesse è il Capitolo III, dedicato alle prospettive ordinamentali che si delineano dopo la chiusura degli Opg, sollecitata anche dalle accorate denunce pubbliche della Commissione Marino (2010-2011) e anticipata dalla costituzione, su base regionale, di REMS (Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza). La problematica dei folli-rei è analizzata nel suo essere «un microcosmo, perso nel macrocosmo delle istituzioni penitenziarie». La reputazione di un’intera società deriva anche dal grado di consapevole elaborazione delle esigenze rieducative e di cura ineliminabili anche in situazioni-limite che se richiedono istituzioni in qualche misura segreganti, allo stesso tempo rifiutano il loro trasformarsi in istituzioni violente e disumane.

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Lucilla Conte

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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