Il più recente libro di Domenico Quirico, astigiano, uno dei più grandi inviati di guerra del nostro giornalismo. Dalla quarta di copertina: “Scrivere di guerre, di migrazione di profughi, è un atto obbligatorio.
Contro il silenzio: opaco, atroce, inumano. Scrivere per disfarsi dei pregiudizi, dell’illusione di aver già compreso tutto, e della paura”.

Il volume affronta le straordinarie primavere arabe, “inventate” dai giovani e giovanissimi in Tunisia, Egitto, Libia, Siria. E poi l’ascesa dell’Isis e la guerra in Siria, attraverso le testimonianze delle persone incontrate dall’autore; e ancora il viaggio di 22 ore fatto nel 2011 in compagnia di migranti fuggiti dalla Tunisia su un barcone diretto a Lampedusa. Una narrazione che chiarisce eventi fondamentali per il nostro presente.