martedì 10 Marzo, 2026
HomeTopo di bibliotecaQuel manuale del guerrigliero firmato dal Che
Topo di biblioteca

Quel manuale del guerrigliero firmato dal Che

E’ curioso scoprire che tra i libri custoditi dalla Biblioteca Astense “Giorgio Faletti” c’è anche un volumetto con dedica firmato da Che Guevara.

Il volume è arrivato ad Asti grazie ai buoni auspici di Alberto Sinigaglia, direttore artistico della rassegna Passepartout, che nel 2015 fece pervenire in dono alla Biblioteca di Asti una cospicua parte della biblioteca del giornalista Igor Man (1922-2009).

Sinigaglia lo aveva conosciuto nei lunghi anni durante i quali Man era stato una delle firme più prestigiose del quotidiano La Stampa. Di origine siciliana, Igor Man, pseudonimo di Igor Manlio Manzella, amava definirsi negli ultimi anni un “vecchio cronista”.

Testimone dei principali avvenimenti mondiali degli ultimi cinquant’anni, studioso delle religioni e delle società, Man aveva una spiccata sensibilità e competenza per i temi riguardanti il mondo arabo e islamico. Nella sua carriera di giornalista ha avuto modo di intervistare i grandi personaggi del suo tempo, da John Fitzgerald Kennedy a Nikita Khrušov, da Salvatore Giuliano a Gheddafi, da Khomeini a Yasser Arafat a Shimon Peres.

Nel fondo giunto alla nostra biblioteca, che conta oltre 1500 volumi, si rispecchiano sia la vita professionale di Man sia i suoi personali interessi: sono prevalenti i volumi di storia e storia politica del ‘900, quelli relativi ai tanti conflitti del “secolo breve”, sui principali personaggi del tempo. Ma c’è anche letteratura, da Dante a Baudelaire, a Buzzati a Hemingway, da Kipling a Kafka.

E non manca neppure un pizzico di astigianità, con Il Voltagabbana di Davide Lajolo e il Vittorio Alfieri di Gian Monaca.

La copertina del quaderno scritto da Che Guevara e la dedica autografa al giornalista Igor Man con foto durante la loro intervista.

Ma il “pezzo” più importante del fondo è un libretto di aspetto modesto, delle dimensioni di un tascabile, non rilegato, ma tenuto insieme con punti metallici, con la copertina in cartoncino floscio su cui compare la fotografia sfuocata di un guerriero armato a cavallo: La guerra de guerrillas fu scritto da Che Guevara subito dopo la rivoluzione cubana e pubblicato nel 1961.

Presto, grazie alla fama che il Che si era guadagnato come figura rivoluzionaria, questo libro divenne la guida di migliaia di combattenti in vari paesi del mondo.

L’edizione conservata in Biblioteca è quella originale del 1961, stampata, come si legge nell’explicit, “en la imprenta del I.N.R.A (Instituto Nacional de Reforma Agraria) en papel cubano”.

La dedica scritta in spagnolo dal Che recita: “Qualcosa che non è la tecnica di un colpo di stato ma una guida alla ribellione degli oppressi (contadini e operai del mondo coloniale e semicoloniale) con saluti sinceri dal Che”.

Ma ciò che rende particolarmente prezioso questo volume è la dedica autografa sul frontespizio, di non facile decifrazione perché la grafia del Che conferma la diffusa convinzione che i medici scrivano in modo poco comprensibile: «Al periodista Igor Man algo que non es la técnica de un golpe de estado sino que guía en la técnica de la rebelión de los moros (de los campesinos oprimidos de los obreros del mundo colonial y semicolonial) con saludos sinceros de Che. 14-1-’61» .

Nel libro è conservata una fotografia a colori nella quale si vede un giovane Igor Man mentre intervista il Che, che appare rilassato, con l’aspetto curato dell’uomo politico e non del barbudo rivoluzionario. La didascalia fa capire che la foto fu pubblicata da un periodico: “Il nostro inviato a Cuba Igor Man (a destra) a colloquio con Guevara”. Man, che in quegli anni lavorava ancora a Il Tempo di Roma, doveva ascrivere una particolare importanza a quell’incontro, se si fece stampare e conservò nel libro avuto in dono dal Che proprio questa foto, l’unica che abbiamo reperito nel fondo.

Fa sorridere oggi la didascalia che ritiene necessario precisare chi siano i personaggi: ma rimanda a un tempo in cui Che Guevara non era ancora assurto alla dimensione di mito, anche se Alberto Korda il 6 marzo 1960 già lo aveva ritratto nella foto destinata a diventare una delle immagini più famose del XX secolo. Testimone di un’epoca, opera di un uomo divenuto un mito, il libretto sgualcito e modesto conservato in Biblioteca si sfoglia con rispetto e delicatezza, suscita emozioni e risveglia ricordi.

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Donatella Gnetti

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La tormentata storia del Centro Studi Alfieriani

La nascita nel 1937 del Centro Nazionale di Studi Alfieriani in contemporanea con quelli dedicati a Leopardi e Manzoni L’astigiano Bruno Gambarotta, con la consueta...

Stemmi Comunali

La corona e lo scudo sono in tutti gli stemmi   Lo stemma come elemento di identità che affonda le sue origini nella storia o viene...
Andamento popolazione residente

Persi in un anno duemila residenti

Culle vuote e troppe bare Un allarme sociale   Immaginatevi un paese intero, come Incisa Scapaccino, che svanisce. Oltre duemila abitanti persi nella voragine di questo “inverno demografico”...

Sul calendario giugno-luglio-agosto-settembre 2020

22 giugno Salvi per il rotto della cuffia i 210 posti di lavoro alla BCube che erano a rischio per lo scadere del contratto...

Accadde nel secondo e terzo trimestre 2010-1920

2010 9 aprile – viene inaugurato in via Natta lo Spazio San Giovanni, prima tranche del Museo Diocesano 19 settembre – Tanaro Trincere Torrazzo vince...

La collina di Spoon River – settembre 2020

Renza Rosso 18 maggio 1926 - 1 luglio 2020 Insegnante di inglese Mi definiscono cittadina del mondo, ma sento forte il legame con mia sorella...

Il ghiacciolo omaggio di Nilva

Non ricordo più se fossero Motta oppure Algida o Eldorado o Tanara oppure di qualche marca locale. So però che li vendevano Nilva e...

Un catalogo botanico al tempo della “Bolla dei Tulipani”

Il Florilegium amplissumum et selectissimum di Emanuel Sweerts, prezioso esemplare a stampa pubblicato ad Amsterdam nel 1631, nasce in realtà quale sontuoso catalogo pubblicitario...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE