giovedì 30 Maggio, 2024
HomeIl trovarobeQuando le zie imponevano i “patin”
Il Trovarobe

Quando le zie imponevano i “patin”

Venivano usati per non rigare i pavimenti incerati. Utili anche come “abbatti rumore” nei condomini

Il gioco di parole potrebbe anche far da titolo: “Cera una volta il patin”. Un buon esperimento per valutare il cambiamento delle abitudini tra le generazioni è chiedere ai giovani se hanno mai usato le “pattine”. Vi guarderanno incuriositi. Qualcuno penserà che stiate parlando di una pratica sportiva. Quando spiegherete loro che cosa sono e a che cosa servivano vi guarderanno stupiti visto che per i ragazzi, anche a casa d’altri, è molto più facile togliersi le scarpe e restare in calzettoni, cosa che un tempo era considerata assolutamente sconveniente per i timori “odorosi”e il rischio di qualche improvvido buco nei calzini. Chi è nato prima degli anni ’60 e ’70 invece avrà ben chiaro di che cosa parlate. Fino a qualche anno fa, negli ingressi delle abitazioni e non solo quelle abbienti erano immancabili le “pattine”, in piemontese “patìn”, disponibili in coppia e in serie, fino a poter ospitare almeno sei ospiti,ovvero una scorta di 12 pezzi. Di fatto erano oggetti di feltro o panno bordati con un nastro, su cui appoggiare le scarpe e avanzare scivolando con una tecnica simile allo sci da fondo. Generalmente servivano a raggiungere la meta della sala da pranzo o del salotto. Lo scopo era che i pavimenti in marmo o di graniglia venivano tirati a lucido con la cera e guai a lasciare righe. Il ricordo va immediatamente alle abitazioni delle zie, dove la cera rappresentava la buona cura di casa e più lucidi e profumati erano i pavimenti più erano soddisfatte del loro lavoro di casalinghe e padrone di casa. Mariti e figli venivano ossessionati dalle urla delle mamme che al sentir aprir l’uscio di casa intimavano loro l’uso delle pattine. Non si poteva avanzare lungo il corridoio senza queste “pianelle” mobili sotto le scarpe. Acquistate o prodotte in casa cucite a macchina, le pattine erano solitamente di feltro o panno, di forma rettangolare: andavano forti le righe o i quadrettoni di tipo scozzese. Alcune, più raffinate, avevano anche una fettuccia dove infilare la scarpa.

Oltre a non rigare la cera, i patìn servivano ad attutire il rumore dei passi a tutto vantaggio degli inquilini del piano di sotto. Erano quindi raccomandate anche per la buona pace nei condomini. L’uso delle pattine costringeva a movimenti insoliti e anche involontariamente comici: dalla pattinata di slancio alla perdita improvvisa di equilibrio; dalla difficoltà di gestire il passaggio in curva all’improvvisa e imbarazzante perdita della pattina che andava ad infilarsi inevitabilmente sotto poltrone, divani e mobilio vario. La pattina obbliga di fatto ad un andamento un po’ da pinguino. Con il tempo le pattine sono state dimenticate, seguendo il progressivo minore utilizzo del vecchio tipo di cera per pavimenti – particolarmente grassa e oleosa – oggi sostituita da prodotti di più facile utilizzo e pronta asciugatura. Gli ospiti, cui oggi a volte viene offerto di sostituire le proprie calzature con pantofole da casa, hanno così perduto il brivido della pattinata sul velo di cera. Il vero declino iniziò a metà degli Anni ’70 con l’estendersi della moquette che coprendo i vecchi pavimenti ha reso di fatto impossibile oltre non necessario l’uso del patin. Oggi sono oggetti introvabili nei mercatini del modernariato anche perché qualche esemplare è ancora in vendita nei negozi di casalinghi più riforniti e anche su Internet dove se ne propongono modelli adatti anche per fare esercizi di ginnastica in casa. Chissà che cosa ne penserebbero le vecchie zie.    

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Ciao Luciano

Astigiani pubblica nella pagine seguenti frasi, pensieri, poesie scelti tra i tanti messaggi che ci sono stati inviati o sono stati scritti nella nostra...

Sonetto al sacrestano dimenticato

Una pagina per sorridere su personaggi, vizi e virtù di un passato appena prossimo ancora vivo nella memoria di molti. Ricordi al profumo della...

Quei 10.000 km sulla Topolino verde oliva

Organizzare un viaggio in auto lungo migliaia di chilometri in paesi sconosciuti, il tutto senza l’ausilio di Internet. Oggi sembra un’impresa impossibile, nei primi...

Sul calendario Ottobre-novembre-dicembre 2018

21 ottobre In una Cattedrale gremita di fedeli, Monsignor Marco Prastaro è nominato vescovo di Asti dall’arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia. Concelebrano l’ex vescovo...
vb

Sul calendario Aprile-maggio-giugno 2018

20 marzo  Scompare a 92 anni don Matteo Scapino, nato nel 1925 a Cisterna. Ordinato dal vescovo Umberto Rossi nel giugno 1948, per quasi mezzo...

Sul calendario Luglio-agosto-settembre 2018

21 luglio Un forte temporale si abbatte su Asti nelle prime ore della mattina. In breve tempo un vero e proprio torrente allaga la parte...

La collina di Spoon River – Marzo 2017

Paolo De Benedetti 23 dicembre 1927 – 11 dicembre 2016 Teologo, docente universitario Ho trascorso la vita a studiare la natura di Dio. Ora lo vedrò in...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE