mercoledì 24 Aprile, 2024
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La villa Liberty diventata un’oasi di natura protetta

A Villa Paolina la scuola di biodiversità e il centro estivo per i più piccoli
Quella di Villa Paolina è una storia di luci e di ombre, di salite e di discese. Una storia che l’ha portata a essere quella che è ora: una realtà ben consolidata, legata al territorio e alle bellezze caratteristiche del suo passato, riemerse dalle sue stesse ceneri.

Villa Paolina è un luogo familiare a tutti gli astigiani, ma anche ai molti visitatori da fuori provincia che hanno scoperto la bellezza di quest’oasi immersa nella natura di Valmanera, alle porte della città. Ma la struttura che conosciamo esiste nella sua forma attuale dal 2002. La sua storia precedente racconta una vicenda di bellezza e decadenza.

Le prime notizie che si hanno su Villa Paolina risalgono al XIX secolo, quando, sulle mappe, era indicata come Cascina Bussa, dal nome della famiglia proprietaria nativa di Casale Monferrato ma residente a Torino. Per la famiglia Bussa si trattava di una semplice casa di campagna, che conobbe a cavallo tra il XIX e il XX secolo il suo periodo di massimo splendore, assumendo tutti i tratti tipici del Liberty. Il nome attuale fu dato dall’ultimo proprietario, il pittore Giovanni Bussa, che dedicò l’intera struttura a sua madre, Paolina, prima di morire in un tragico incidente d’auto nel 1955, a 84 anni. L’artista donò l’intera struttura − compresi i terreni limitrofi − all’Istituto Carlo Alberto di Torino, che la destinò a casa vacanze per suore.

 

L’ultimo proprietario fu un pittore che dedicò la struttura alla madre

 

Un’immagine della villa prima dei lavori di recupero.

 

A metà degli anni Ottanta il complesso fu chiuso e lasciato a se stesso. «Fu necessario un vero e proprio salvataggio, portato avanti con grande sofferenza, per evitare il degrado irreversibile. È un fenomeno molto diffuso che edifici così belli vengano lasciati andare, complici il disinteresse pubblico e anche una cattiva amministrazione», dichiara oggi Giorgio Baldizzone, fondatore dell’Oasi. Nel 1986 Baldizzone, grazie all’iniziativa del WWF di Asti, iniziò una lunga battaglia per ripristinare quell’antica bellezza, all’epoca oggetto di sciacallaggi, furti e atti vandalici. I nodi burocratici non erano semplici da sciogliere: la proprietà era passata dall’Istituto Carlo Alberto al comune di Torino, quindi nel 1992 Villa Paolina divenne patrimonio del Comune di Asti. Tre anni più tardi il WWF Italia stipulò con l’amministrazione Bianchino una convenzione di 25 anni, poi estesa a 35. Ma le fatiche erano solo all’inizio. C’era infatti da porre rimedio al degrado in cui versava l’intero complesso. Fu così che una vera e propria task force di volontari si rimboccò le maniche e iniziò a lavorare per dare una nuova vita a quella bellezza sepolta dal tempo e dal degrado.

«Occorrevano fondi, ma soprattutto materiali, possibilmente da ottenere in donazione o scontati, per iniziare le opere di restauro. Una ditta di Pistoia ci regalò il sughero per coibentare il tetto; un’altra azienda i doppi vetri. Lo sponsor principale del restauro fu la Cassa di Risparmio di Asti, che finanziò economicamente la maggior parte dei lavori», continua Baldizzone.

La villa prima dei lavori di recupero

I lavori di recupero grazie ai volontari e alla CR Asti

 

Il 28 settembre 2002 fu inaugurata ufficialmente la nuova vita del Centro di Educazione Ambientale Villa Paolina. I CEA del WWF sono strutture che svolgono attività educative rivolte soprattutto a ragazzi delle scuole elementari, medie inferiori e superiori. Per molte famiglie, l’Oasi immersa nei boschi di Valmanera è oggi la sede del Centro estivo dove bambini e ragazzi trascorrono l’estate. Da due anni la gestione della struttura è affidata alla società Quercus, composta da trentenni astigiani, che coordinano tutte le attività. La manutenzione del parco, invece, è a cura dei volontari del WWF locale. Da anni il sabato pomeriggio è il loro momento abituale di ritrovo, un impegno che trova soddisfazione nel vedere di anno in anno l’evoluzione degli ambienti intorno alla Villa. Dal punto di vista architettonico, il complesso oggi è molto più di una casa di campagna restaurata. L’edificio principale, con sale per riunioni e un piccolo museo naturalistico, dove è stata installata anche una originalissima quercia didattica; l’ostello, originariamente stalla e fienile, ora una struttura a due piani con 25 posti letto adibita a bed & breakfast; il pozzo-lavatoio, una torre a due piani dalla quale si attingeva l’acqua. Ora, la parte alta è adibita a osservatorio per gli uccelli, mentre la parte più bassa è di supporto all’apiario didattico, presente dal 1993. Completano la struttura una casetta dei nidi, dalle funzioni originarie ignote, ora adibita a magazzino, e l’ampio portico, all’epoca ricovero di macchine agricole, ora sala convegni dalla capienza massima di 100 persone. Dal 2011 Villa Paolina è sede della Scuola di Biodiversità, nata dalla volontà del Polo Universitario di Asti, il WWF e il CEA. Lo scopo di questa realtà è svolgere lavori di ricerca sulla biodiversità e attività di formazione professionale post-laurea, in collaborazione con Università italiane ed estere. Il WWF di Asti nel 2012 fu coinvolto suo malgrado nella vicenda del crossodromo di Valmanera, che, nello stesso anno, si concluse con la sua chiusura.

L’edificio come appare oggi

 

«Io da ragazzo andavo in bici nei boschi di Valmanera. Nel 1972, tornato dal servizio militare, trovai la pista di motocross e il degrado. Così il WWF Piemonte fece ricorso al Tar e questo venne accolto», racconta Baldizzone. Come si legge nella relazione del WWF Piemonte datata 19 dicembre 2011: “La posizione del WWF circa il campo di motocross di Valmanera INSIEME è di totale contrarietà, per ragioni sia generali circa la protezione dell’ambiente sia più dirette vista la presenza dell’Oasi naturalistica”. Insomma, quella di Villa Paolina è una storia di luci e di ombre, di salite e di discese. Una storia che l’ha portata a essere quella che è ora: una realtà ben consolidata, legata al territorio e alle bellezze caratteristiche del suo passato, riemerse dalle sue stesse ceneri. Una specie di paradiso, per i bambini. Ogni anno infatti Villa Paolina presenta le diverse proposte educative del suo centro estivo, che raccolgono sempre un’adesione significativa.

 

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