La storia documentata della Banda musicale “Città di Asti”, intitolata dal 1995 al maestro Cotti, ha avvio da metà Ottocento: mancano infatti notizie certe relative alla prima metà del secolo, quando esistevano forse solo fanfare, cioè complessi di ispirazione militare.
Quando, nel 1848, fu istituita la Guardia Nazionale a difesa della monarchia e dello Statuto, fu questa a chiedere un contributo al Comune per poter “stabilire” un corpo musicale, ottenendo, nel ‘49, un versamento di 2.000 lire. Quell’anno si era aperto ad Asti con i festeggiamenti per il primo centenario della nascita di Vittorio Alfieri: il 17 gennaio l’omaggio al poeta era partito dal palazzo natale, con un corteo e l’esecuzione dell’Inno musicato da Giuseppe Cotti, mentre nel teatro cittadino, ricavato nel 1812 dalla trasformazione della chiesa di San Bernardino, nell’attuale piazza Roma, veniva rappresentata una delle tragedie alfieriane meno note, il Don Garzia.
Tuttavia, solo nel 1854 si tenne il primo concerto ufficiale, diretto, per incarico del Comune, dal ventiseienne maestro Giovanni Cima (Cerro Tanaro,1828-Asti1855). Cima era un valente violinista, allievo dell’astigiano Giuseppe Bianchi (1786- 1854, primo violino in teatro e insegnante della Scuola di Musica, fondata nel 1825), a sua volta padre del più celebre Francesco, anch’egli violinista.
Asti vantava personalità di notevole valore artistico in campo musicale, come Giacinto Calderara, direttore della Cappella dei Putti della Cattedrale, e i virtuosi del violino Giovan Battista Polledro e Francesco Bianchi, appunto. Nel 1844 la Cattedrale aveva accolto un nuovo organo della prestigiosa officina organaria Serassi di Bergamo; dopo un travagliato periodo, il vecchio Teatro Civico, il San Bernardino, era stato sostituito dal Teatro Alfieri, con l’inaugurazione solenne del 6 ottobre 1860, in coincidenza con l’anniversario della morte del poeta.
Nel 1856 fu avanzata la proposta di fondere la Banda musicale con la Scuola di Musica e proprio dal 1860 la Banda iniziò a essere considerata “Corpo musicale cittadino”, non più, quindi, un corpo militare, ma una formazione civile. Da quel momento, spettò al Comune la nomina del direttore, incaricato sia per la banda che per la Scuola di Musica.
Lo stretto rapporto giovò alla banda, perché ne infoltì l’organico, grazie agli studenti della Scuola, i quali entravano a farvi parte. Al luglio 1860 risale il primo Regolamento, stampato dalla Tipografia dei Fratelli Paglieri, articolato in trentanove articoli. Erano prescritte prove frequenti; un’esibizione tutte le domeniche da aprile a novembre e tutti i giorni festivi, con unica eccezione dalla seconda settimana di settembre a metà ottobre.
Altri Regolamenti, con articoli integrativi (come quello che, nel 1863, prescriveva alla Banda l’obbligo di partecipare agli spettacoli teatrali), si susseguirono nel corso del secolo, fino a quello del 1894, innovativo rispetto ai precedenti, con i suoi quaranta articoli, attenti anche all’uso del diapason. Gli anni centrali dell’Ottocento furono segnati dalle personalità di grandi direttori.
Nel 1855, a due mesi dalla morte di Giovanni Cima, Giuseppe Cotti (Asti, 1822-1892) gli subentrò e nel ’60 divenne direttore. Dopo aver studiato canto e cembalo, nominato nel 1842 organista in San Secondo, fu direttore della Scuola di Musica e del coro dopo le dimissioni di Domenico Perosi, nonché pianista all’Accademia Filarmonica, fondata nel 1835.

Dal 1860 banda e scuola di musica si fondono Direttori prestigiosi: Giuseppe Cotti e Gaetano Foschini
Cotti si dimise nel 1874, anno in cui la Scuola di Musica fu sfrattata dal San Bernardino e si sciolse, per poi ricostituirsi con un nuovo regolamento e con il nome di Istituto di Musica. Per oltre diciannove anni alla direzione della Banda, è raffigurato in un busto realizzato nel 1893 dallo scultore Eligio Mairano, esposto presso l’Istituto di Musica di Asti, in occasione del centesimo anniversario della sua nascita.
Il primo novembre 1875 Gaetano Foschini (Polesella, Rovigo 1836-Torino, 1908) assunse il ruolo che era stato di Cotti: direttore dell’Istituto di Musica, dell’orchestra del teatro e, dal 1878, della Banda cittadina, affiancato dal maceratese Vincenzo D’Aloe (1839- ?), vicedirettore dal ’75 all’‘82. A soli quattordici anni, Foschini era diventato organista della Cattedrale di Cologno Veneto, si era poi formato studiando a Milano e all’estero.
Abile oratore, definito – cito da Fabio Poggi – l’“ultimo vero Maestro di Cappella della città”, si trattenne ad Asti fino al 1890, quando, vinto il concorso per l’insegnamento di composizione, si trasferì a Torino, dove, nel 1873, aveva già diretto una Norma al Teatro Regio.

Alla fine dell’Ottocento una scissione fa nascere due formazioni diverse
Seguirono anni complessi, segnati da alterne fortune: la nascita di una compagine autonoma, denominata “Banda Sociale Astese”, a seguito di una scissione; i contrasti interni; il susseguirsi di direttori diversi (Donnino Del Frate, Francesco Corsi).
Dall’ottobre 1893 la direzione fu assegnata a Francesco Porzio (Palermo,1862-Torino, 1935), già noto per aver vinto un concorso internazionale di bande militari a Grenoble. Porzio ricoprì il suo ruolo per dieci anni e, quando si dimise, si trasferì in Sicilia, dove assunse l’incarico di direttore della Scuola di Musica di Vittoria (Ragusa).
A lui succedette Antonio Molteni (Torino, 1874-Asti, 1946), musicista colto e direttore dinamico, che operò tenendo strettamente uniti Banda, Istituto di Musica e Teatro Alfieri. Tuttavia, a seguito di gravi contrasti, nel 1912 rassegnò le dimissioni e lasciò la città.
Nel frattempo, si affermò la Banda del Michelerio, diretta da Don Moccagatta, classificatasi prima, nel ’13, a una gara a Perugia. Nel successivo concorso, vennero divisi i ruoli di direttore della Banda cittadina e dell’Istituto e l’incarico venne assegnato a Ezio Baroncini (Imola, 1872-Asti, 1954), formatosi in clarinetto a Parma e in composizione a Palermo, già attivo a Milano presso la casa editrice Ricordi.
Eppure, altre nubi all’orizzonte causarono la sospensione dell’attività. Nel 1916, in pieno conflitto mondiale, la convenzione con la Banda non venne rinnovata e, nel ‘23, la Banda si sciolse, per dare vita all’Unione Filarmonica Astese.
Dal 1924 al 1950 la direzione di Ezio Baroncini
Solo nell’aprile del ’24, per acclamazione Ezio Baroncini, fu riconfermato direttore, carica che ricoprì fino al 1950, benché dal ’41 e negli anni della guerra, con la presenza di molti
strumentisti al fronte, carenza di risorse e di spazi, la Banda si fosse sciolta. Ricostituita nel 1948, riprese la sua piena attività solo dal ’56.
La direzione (nonostante la disponibilità di Mario Quaglia), venne assunta da Giovanni Bosi (San Giorgio di Ferrara, 1896-Asti, 1983), vicedirettore dal 1914, trombone solista e insegnante in Istituto, ottimo arrangiatore e compositore, per un breve periodo direttore anche della Mandolinistica Paniati.
A lui va il merito di aver riportato la Banda ad alti livelli, mantenuti dai direttori successivi, a partire, nel 1964, da Giacomo Zoppi (Rocchetta Tanaro, Asti, 1934-1992), con il quale la Banda risultò vincitrice a un concorso a Frassineto Po, seguito da Gianfranco Bottino, Giovanni Paolucci, Carmelo Barbera, Gino Ferraris.

Dal 1995 è associazione culturale con il maestro Satanassi
Nel dicembre 1995 la Banda si costituì Associazione Culturale; l’anno successivo assunse la denominazione di Banda Musicale “G. Cotti”-Città di Asti, diretta, dal ’96, dal maestro Andrea Cupia. Dal 2009 è direttore il maestro Sandro Satanassi, nato a Montevarchi (Arezzo) nel 1965, avviato 84 giovanissimo allo studio del pianoforte, formatosi presso i Conservatori “L. Cherubini” di Firenze e “J. Tomasini” di Udine e perfezionatosi con illustri maestri in Composizione, Strumentazione per banda, Musica corale, Direzione di Coro
e Didattica della Musica.
Docente dal 2002 al 2011 di Strumentazione per Banda (Conservatorio “G. Verdi” di Torino)
e dal 2011 di Strumentazione e Composizione per orchestra di fiati (Conservatorio “G. Verdi” di Milano). Dirige il Corpo Musicale “G. Puccini” di Montevarchi dal 1999.
La Banda “Cotti-Città di Asti” ha al suo attivo un vasto repertorio, frutto di tanto impegno: ricerca, esercizio, passione.
Torna l’inno a Vittorio Alfieri
In occasione del 170° anniversario, è stato bandito un Concorso internazionale di strumentazione per Banda, in collaborazione con il Comune di Asti, l’Istituto di Musica “Giuseppe Verdi” di Asti, la Fondazione “Centro di Studi Alfieriani”, la casa editrice “Boario” e con il patrocinio di “ANBIMA Piemonte”, «per favorire l’interesse alla tradizione musicale bandistica» e per «recuperare, valorizzare e divulgare pagine inedite della letteratura musicale conservate nell’archivio storico della Banda».
Il brano scelto è l’Inno a Vittorio Alfieri, su testo di Giuseppe Regaldi, con musiche di Giuseppe Cotti, eseguito per la prima volta il 16 gennaio 1849. Il concerto di premiazione si terrà domenica 26 gennaio 2020 al Teatro Alfieri, ore 21. Ingresso libero.
Per saperne di più
cfr. F. Poggi, All’ombra dell’Alfieri, Provincia di Asti – Tipografia Astese, Asti 1998; Id., Marcia trionfale.
Cenni storici sulla banda Cittadina di Asti oggi Banda Musicale “G. Cotti” – Città di Asti, Comune di Asti – Ed. Il Tipografo, Chieri 1999





