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Parole di Pietra

Due lapidi ricordano il Collegio Militare in piazza Catena

Gli allievi ospitati in un ex convento dal 1857

 

Due lapidi, oggi un po’ nascoste, testimoniano la presenza in Asti del Collegio Militare. Furono collocate a fine Anni ’50 in fondo a largo Scapaccino (accanto alla ex Gil di via Natta), sotto al porticato che conduce a uffici comunali. Nel 1958 fu demolita l’imponente chiesa della SS. Annunziata (che con l’annesso monastero occupava l’intero isolato fino a via Giobert e via Testa) per la costruzione del palazzo di Giustizia, ora occupato dagli uffici comunali e dall’anagrafe. La chiesa fu sconsacrata nel 1857 e rimase per un secolo magazzino comunale fino alla demolizione del ‘58. Dopo la soppressione di molti conventi in età napoleonica, quello dell’Annunziata fu sede del Collegio Militare, che fu attivo dal dicembre del 1857 al 1866 e che ospitò allievi dai 13 ai 16 anni appartenenti a famiglie facoltose.

Le due lapidi sotto il porticato

Le due lapidi erano murate ai lati del portone d’ingresso: a sinistra quella dedicata all’apertura del Collegio e al suo primo comandante, il conte Luigi Buratti di Scagnello, mentre l’altra ricordava gli allievi che nelle guerre degli anni successivi «caddero gloriosamente sul campo dell’onore». In gran parte di quell’ex monastero trovarono poi sede tutti gli uffici giudiziari, che nel 1963 si trasferirono nel nuovo palazzo. Nel 2005 terminò la ristrutturazione del’ex Casermone di San Rocco, ora sede del Palazzo di Giustizia, mentre l’ex Tribunale è ora occupato da uffici comunali. Lo slargo antistante la chiesa era molto limitato poiché il resto dell’attuale piazza era occupato dal palazzo dei Catena. Anticamente piazza dell’Annunziata, nel 1873 si chiamò piazza degli Uffizi. Nel 1892 divenne piazza Vittorio Emanuele II, nel 1939 piazza Emanuele Filiberto e nel 1945 piazza Catena, proprio per ricordare la presenza per diversi secoli di quel nobile palazzo che fu demolito nel 1934, quando la piazza assunse la forma attuale, con i tigli e l’insediamento “rialzato” del mercato.

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Pippo Sacco

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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