lunedì 28 Novembre, 2022
HomeCosi per sportDA TORINO AD ASTI E RITORNO A 15 CHILOMETRI ALL’ORA
COSI’ PER SPORT

DA TORINO AD ASTI E RITORNO A 15 CHILOMETRI ALL’ORA

LA PRIMA CORSA AUTOMOBILISTICA ITALIANA SI DISPUTO’ NEL MAGGIO 1895. VI PARTECIPARONO CINQUE “TEMERARI” CON TRE VEICOLI E DUE “BICICLETTI”.

La radio non ancora nata e la televisione sarebbe arrivata non prima di una sessantina d’anni, eppure le notizie si diffondevano – magari con il telegrafo che invece c’era da un po’ – con una velocità decisamente superiore a quella delle neonate automobili e dei “bicicletti”, le progenitrici delle motociclette. Fu dunque relativamente breve il tempo che impiegò ad arrivare a Torino la notizia che alla fine del Luglio 1894, era stata organizzata in Francia, da Parigi a Rouen (80 km.), quella che viene considerata la prima gara automobilistica al mondo.
Malgrado non esistessero ancora, in Italia, vere fabbriche di automobili (la Fiat sarebbe nata quattro anni dopo) e che al di là delle Alpi circolassero già oltre 200 vetture, contro le poche centinaia nel nostro Paese, a Torino già si agitavano i fermenti degli appassionati e dei futuri costruttori. Tra questi i fratelli Ceirano che realizzavano “bicicletti” marchiati con un nome di vago sapore esotico, i Welleyes.
Sembra dunque del tutto normale che proprio a Torino, in occasione dell’Esposizione internazionale “ciclistica e di veicoli automatici” del maggio 1895, un comitato cittadino presieduto dall’ing.Giovanni Sacheri, decidesse di organizzare un “esperimento di corsa per veicoli automotori” destinata a diventare la prima corsa automobilistica d’Italia e la seconda al mondo.
Il tracciato scelto, per quanto non facilissimo, fu quello della tradizionale via sabauda al mare che passava per Asti e tanto bastò perché la lunghezza totale (93 chilometri tra andata e ritorno) fu considerata già sufficientemente impegnativa. Considerazione confermata dal fatto che non furono poche le rinunce dell’ultimo momento degli aspiranti piloti del tempo. Alla fine, infatti, restarono in cinque i “temerari”, con due auto a vapore e tre a petrolio/benzina di cui due “bicicletti”.
Questi ultimi furono pilotati da Alois Wolfmuller con motore omonimo (o viceversa, il fatto non è certo) e da Giovanni Battista Ceirano con un Welleyes di sua produzione. Le vetture erano invece un Omnibus Daimler 4 posti a vapore (pilota l’ing. Simone Federmann), una Benz a petrolio guidata da Cleto Brena ed il Break “La Staffetta” a sei posti a vapore costruito dalle Officine di Savigliano, pilotato dall’ing. Sclaverani.
Il più noto dei cinque era Brena, che poche settimane prima aveva portato a termine un applaudito “giro d’Italia”, in compagnia del giornalista Rodolfo Bianchi. Dopo un paio di rinvii, la data fatidica fu il 28 maggio. Con partenze “singole”, distanziate cinque minuti l’una dall’altra, il via fu dato alle 7,30 in corso Moncalieri, presente uno sparuto gruppo di appassionati, tra cui il celebre costruttore tedesco Gottlieb Daimler, della cui marca l’ing. Federmann, primo a partire, era rappresentante in Italia. Federmann fu anche il primo ad arrivare – alle 10,30 – in piazza Alfieri ad Asti dove fu accolto da una piccola folla entusiasta, e dalla municipalità al completo (sindaco l’avvocato Carlo Garbiglia).
Verso mezzogiorno giunsero i “bicicletti” di Ceirano e Wolfmuller e due ore dopo la Benz di Cleto Brena. Il Break dell’ing. Sclaverani era andato in avaria prima di Villafranca ed aveva dovuto ritirarsi.
Le auto ripartirono alle 15, ma solo tre presero il via. Malgrado la faticosa esperienza del “giro d’Italia”, Cleto Brena era stremato e preferì abbandonare. Anche nella seconda semitappa la Daimler di Federmann fu la più veloce e tagliò il traguardo in corso Moncalieri alle 18, seguita dai bicicletti di Ceirano e Wolfmuller. Il tempo impiegato dal vincitore – calcolato con un orologio da taschino – fu di sei ore esatte, media 15.500 chilometri orari.
La sera della corsa una gran festa celebrò l’impresa di Federmann che ricevette una medaglia d’oro.
Era nato l’automobilismo agonistico italiano, ma la Torino-Asti-Torino non fu mai più disputata.

Le schede

L’AUTORE DELL’ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Sboccia il fidanzamento e le coppie “si parlano”

  Molti annunci ufficiali di fidanzamenti, soprattutto in campagna, un tempo avvenivano in primavera: erano il risultato delle veglie invernali nelle stalle. Terminato il servizio...

«Quella passeggiata a Viatosto non l’ho dimenticata»

Quegli anni fatati della vita. Rubo a Italo Calvino il titolo per sfogliare l’album dei ricordi dei cinque anni trascorsi sui banchi di legno...

Gli intensi anni astigiani di “Bicio”

I De André sfollano nel 1942 in una cascina di Revignano   Un uomo elegante esce dalla casa contadina. Lo chiamano Professore, incute soggezione, ma è...

Accadde nel terzo trimestre

10 anni 16 settembre 2007 Il drappo del Palio è firmato da Paolo Conte e conquistato dal rione San Secondo (rettore Marco Zappa) con Giovanni...

Voci astigiane tra le onde della guerra

Non ho mai conosciuto Giovanni Gotta da Viarigi, ben poco sapevo dell’incrociatore da battaglia della Regia Marina “Giovanni dalle Bande Nere” e ho fatto...

Quando le colline astigiane erano nel Golfo Padano

Il territorio punteggiato da importanti ritrovamenti fossili Una volta c’era il mare, lo sanno tutti. Ce ne ricordiamo quando negli anni si sono ritrovati scheletri...

Dai lampioni a gas alle lampade a led, storia della luce pubblica

Fino al 1910 ogni sera si accendevano 520 lanterne   Chi da generazioni è abituato ad accendere la luce premendo semplicemente il tasto di un interruttore,...

La rossa piemontese che piace al mondo Il Consorzio Barbera d’Asti fondato 70 anni...

Un vino popolare racconta la sua epopea La guerra è finita da un anno e mezzo e il 22 novembre 1946 nella sede della Camera...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE