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Cocchi: 130 anni da ripercorrere insieme

L’azienda cerca immagini, gadget, documenti

Ci sono gli archivi pubblici e quelli aziendali, ma ci sono anche i cassetti, i bauli e le memorie personali. Tutto può servire per ripercorrere i 130 anni di vita della Cocchi.

Oltre un secolo di storia. Sono tanti gli anni di vita dell’azienda “Giulio Cocchi”, nata in città nel 1891 grazie alla creatività visionaria di un giovanissimo pasticcere di origini toscane.

La leggenda vuole che la sosta ad Asti sia stata causata da una valigia persa durante il viaggio in treno. Il giovane Giulio cerca e trova lavoro in un bar di piazza Alfieri. E in quel bar trova anche l’amore di Giuseppina, adolescente sorella di Lina, la comproprietaria del locale. I due si sposeranno nel 1902: la coppia avrà sette figli, tre dei quali – Mario, Rino e soprattutto Federico – seguiranno le orme del padre e svilupperanno la distilleria e l’azienda di liquori e vermouth.

Un successo imprenditoriale che merita di essere raccontato, perché è anche parte della storia e della vita di Asti e degli astigiani.

Oggi il nome di Cocchi è conosciuto nel mondo grazie alla produzione di vini aromatizzati – in particolare il vermouth, il Barolo chinato, l’Americano – e agli spumanti. Ma già all’inizio del secolo scorso, Cocchi aveva stabilito diverse “filiali di degustazione” in tutta Italia e un solido tessuto di scambi con l’estero, dalle Americhe all’Africa coloniale, all’Australia.

Forniscono spunti interessanti i documenti ancora conservati che testimoniano dell’attività delle filiali in Eritrea e nel Dopoguerra in Venezuela.

Cocchi per Asti vuol dire anche il bar di piazza Alfieri che ne porta il nome: un luogo che è stato al centro della vita cittadina per decenni, dove si ritrovavano sportivi, viveur, studenti, uomini d’affari. Al bar e sotto quei portici che finivano all’“l’angolo dei fessi”, tra piazza Alfieri e Corso Dante,
scorreva e scorre la vita di una città di provincia con i suoi personaggi, gli aneddoti, le leggende che sarebbero piaciute a Fellini.

L’azienda Cocchi dal 1978 è stata acquisita e rilanciata dalla famiglia Bava di Cocconato con vigne in Monferrato e Langa. Piero Bava, e poi Roberto e i suoi fratelli Giulio e Paolo, si sono impegnati nel rilancio della produzione e del marchio che è oggi ai vertici nel mondo dei bartender che fanno tendenza.

Alcuni cocktail internazionali più famosi hanno tra gli ingredienti prodotti Cocchi.

Un risultato forse più conosciuto all’estero che da noi. Cocchi è anche tra i marchi che hanno maggiormente contribuito al rilancio dei vermouth. Per non accontentarsi dei successi dell’oggi è importante un lavoro di ricerca delle radici.

In questo 130esimo anniversario della fondazione dell’azienda “made in Asti”, è in atto un lavoro di ricerca e valorizzazione della storia della cantina e dei suoi legami con la città di Asti: si indaga l’uomo Giulio Cocchi, l’ideatore di ricette ancora oggi in uso nell’azienda che porta il suo nome, i vini spumanti e i vermouth.

Si ricorda l’attività della cantina, tra le ultime a continuare la produzione in
centro città prima nello stabilimento di piazza Primo Maggio poi in quello di
via Malta, cui seguì il trasferimento a Cocconato.

Per approfondire e riscoprire il rapporto della Cocchi con la città di Asti, si fa
appello agli astigiani: si vorrebbero raccogliere aneddoti e memorie legate
alla cantina e ai suoi prodotti, ma anche bottiglie, etichette, gadget storici,
fotografie e documenti che possano rappresentare contributi interessanti
per questa ricerca, con l’obiettivo di fotografarli e metterli agli atti in vista
della creazione di una monografia alla quale si sta lavorando in collaborazione
con Astigiani.

Chi fosse in possesso di materiali o volesse condividere una memoria, è pregato di mettersi in contatto con l’azienda per collaborare alla ricostruzione di questa grande storia astigiana: scrivere a cocchi@cocchi.com lasciando i propri contatti.

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

La Redazione di Astigiani
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Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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