sabato 5 Settembre, 2026
HomeNumero 33All'osteria di Cisterna d’Asti era vietato rubare le canzoni
lo scaffale

All’osteria di Cisterna d’Asti era vietato rubare le canzoni

Pubblicato nella collana I saperi del fare. Uomini e luoghi nei paesaggi viticoli di Langhe-Roero e Monferrato che, come si legge nella quarta di copertina, «intende rendere omaggio ai personaggi, ai luoghi e ai saperi che, scrivendo pagine fondanti della cultura materiale di Langhe-Roero e Monferrato hanno contribuito al riconoscimento UNESCO», avvenuto nel giugno 2014.

Il volume è doviziosamente illustrato. Sono fotografie che, escluse le cinque di Bruno Murialdo, in parte provengono dall’archivio della famiglia Vaudano e, in parte, sono scatti dell’astigiano Sergio Ardissone. E presentano, a piena pagina, piatti che titillano l’appetito, fascinosi scorci ambientali d’antan e, da ultimo, ma non per ultimi, i protagonisti delle generazioni dei Vaudano che hanno fatto vivere il Garibaldi di Cisterna d’Asti.

Uomini e donne «fortemente legati alla civiltà contadina e alla storia del luogo» che hanno in Lino, patriarca verace, il loro nume munifico e tutelare. Poiché il volume è – chissà perché? – privo di un indice provvediamo a informare che il libro suscita, oltre al piacere immediato offerto dall’apparato fotografico, quello piú lento ma fecondo della parola scritta, che mira a portare tessere per quel grande mosaico dedicato al binomio inscindibile Garibaldi-famiglia Vaudano.

Lino e il ‘Garibaldi’ Una storia di osteria, Luciano Bertello (a c. di) Sorí Edizioni, pp. 113. 15 euro

Si comincia con Luciano Bertello, Lino e la canzone rubata, in cui si fa riferimento al fatto che, in osteria, quando c’erano «due gruppi a fronteggiarsi canoramente [avverbio ardito!], secondo tacita legge antica, non si ripropone una canzone eseguita dai rivali. Farlo è un furto. E rubare la canzone è una provocazione grave, che pretende rissa». E ciò accadeva, non sappiamo se sempre, ma spesso sì, al Garibaldi, come in ogni altra osteria, secondo un collaudato cerimoniale: mugugni, pugni sul tavolo e frasi concitate; ma quando si levava alto quel “Criste! Han pijane a canson”, difficilmente si evitava il vero e proprio scontro fisico.

Si passa poi a Giovanni Tesio, Il garibaldino del ‘Garibaldi’ che ci dà, da par suo, una lettura di Lino «concepito in piena guerra civile e partorito a guerra finita». Segue lo scritto di Piercarlo Grimaldi, Lino. Un uomo d’altri tempi che presenta l’altra grande passione e dedizione del nostro “garibaldino”, quella per la salvaguardia della memoria contadina. A cominciare dagli Anni Sessanta infatti egli «comincia a raccogliere le reliquie della cultura locale, frutto della fatica e della creatività degli antenati e a depositarle nel castello» che domina il paese di Cisterna. Inizia cosí, nel 1980, a prendere forma il Museo Arti e Mestieri di un tempo, per diventare oggi «la piú vasta e organizzata rassegna di oggetti del mondo popolare piemontese e forse della nazione».

Baldassare Molino, invece, in Lino Vaudano, soffermandosi sugli ambienti del Ristorante, in particolare sul salone da pranzo in cui con lo splendido soffitto di gesso, quadri e fotografie alle pareti, oggetti sapientemente distribuiti negli spazi, rende merito al “divin oste”, che grazie a tutto questo ci fa godere «una rustica intimità ottocentesca». Sottolineando, ancora una volta, com’egli non abbia lesinato tempo e denaro per «cercare di fermare la decadenza del castello». E, in oltre quarant’anni di amore e di lavoro, ci sia riuscito. È vero che molto – non moltissimo – resta da fare, ma l’impronta della sua passione è già oggi ben visibile e si offre, grazie ai volontari, ai curiosi e agli studiosi, che sempre piú numerosi visitano le stanze e i saloni del Castello di Cisterna d’Asti.

 

 

* Renato Gendre è nato e vive a Villafranca d’Asti. Gìà ordinario di Filologia germanica è stato membro del comitato vitivinicolo nazionale presso il Ministero dell’Agricoltura e direttore della rivista dellìONAV “L’assaggiatore”.

 

l'autore dell'articolo

Renato Gendre
Latest posts by Renato Gendre (see all)

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La collina di Spoon River – settembre 2021

Bruno Nattino  21 novembre 1931 - 14 giugno 2021 Calciatore e allenatore di calcio   La mia è stata una vita colorata dalle maglie da calciatore che...

La regina gentile della finanziera

Il mondo della ristorazione piemontese ha perso una delle cuoche più rappresentative e carismatiche: Maria Lovisolo del ristorante Violetta di Calamandrana. Era una donna gentile...

La collina incantata di Lele Luzzati

Becchi gialli e occhi roteanti, le variopinte creature alate di Lele Luzzati volteggiano libere su cieli siderali in sbiechi fendenti e curiose quadriglie: fantasia...

Sconosciuto “Gattopardo” astigiano

Il romanzo Gran mondo 1866, stampato a Varese nel 1967 dall’Istituto di Propaganda Libraria di Milano con il sottotitolo “vicenda piemontese dell’Ottocento”, è pressoché...

Freschi di stampa

Annibale Barca. Il Nemico, di Davide Del Popolo Riolo, edizioni Watson, 2021, pp. 136, 12 euro Annibale, condottiero delle guerre puniche, trasportato nel futuro, in...

Ritorno a Nietzsche, il filosofo che non ammette il definitivo

Claudio Cavalla, docente di filosofia allo Scientifico Vercelli di Asti, ha affrontato la figura difficile di Nietzsche. Complessa dal suo modo di scrivere, gli strani...

Il cardinale che passeggia tra alberi e animali a Vinchio

“Celebro in versi ciò che incornicia la nostra umile giornata, la natura, gli animali di casa e la mia amata Vinchio”. Giovanni Lajolo è...

I ricordi di chi è rinato attraverso la liberazione

Io c’ero, il titolo. Adelia Pastene Gerbi è una figura importante, per questo sulla copertina del libro c’è un bel viso, sorridente, con una...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE