Chi non ha, sul fondo dell’armadio, una scatola con i personaggi del presepe? E nel cuore il ricordo di un pomeriggio di dicembre di tanti anni fa in cui, insieme a nonni e fratellini, si scartavano le statuette dei personaggi, si stendeva un pezzo di carta stagnola per farne un laghetto tra colline di muschio e si appendeva un fondo blu al muro per farne una volta stellata.
Ancora oggi il rito antico del presepe ci riporta a quelle memorie, e forse anche per questa ragione resta contagioso: non si smette mai di esserne coinvolti e affascinati. Senza dimenticare che il Monferrato può vantare una presenza mitica nel presepe: è il pastore Gelindo, che porta attorno al collo un agnellino ed è davanti alla capanna con lo sguardo rivolto alle sue spalle per assicurarsi di essere arrivato per primo.
La bella favola di Gelindo affonda le sue radici nel Medioevo ed è tra le più diffuse rappresentazioni teatrali in Piemonte. Il testo scritto da Luciano Nattino e portato in scena per decenni dalla compagnia “Brofferio” ne è la testimonianza.
Forte di questa tradizione, l’Astigiano offre più spunti in tema di presepi. Oltre ai paesi dove si organizzano i presepi viventi, ci sono mostre, concorsi, allestimenti, associazioni che
rispondono a questa innata, diffusa “voglia di presepe”. È il caso del neonato Lions Club “Storici, Artisti e Presepisti d’Asti”, sodalizio che ha assorbito la preesistente organizzazione di volontariato astigiana “Storici, Artisti e Presepisti Astesi” operante dal 2004 e i cui 29 soci fondatori sono uniti dalla passione per le arti, la storia e la tradizione presepiale.
Nel 2018 è nata “Oro incenso mirra – Presepi nel Monferrato”, associazione che riunisce i comuni di Albugnano, Aramengo, Camerano Cascasco, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Cocconato, Grana, Monale, Montegrosso d’Asti e la frazione Schierano di Passerano Marmorito per promuovere un ideale percorso tra i paesi alla scoperta di oltre 1200 diverse versioni di rappresentazioni della Natività. Ma il presepe non ha solo un’anima religiosa: ad Asti la Fondazione Eugenio Guglielminetti organizza una mostra dei presepi dell’artista (dal 29 novembre al 19 gennaio il venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 18, in corso Alfieri 375), dove lo spirito laico si confronta con il tema sacro.
Sempre ad Asti il cestaio Varenni di via Aliberti propone ogni anno decine di presepi provenienti da tutti i continenti e possiede un numero imprecisato di statuine di fogge e
dimensioni diverse in grado di arricchire le rappresentazioni casalinghe dei tanti appassionati.
Da citare anche il collezionista cocconatese Achille Maria Giachino: 250 presepi da ogni parte del mondo e realizzati con i materiali più disparati, dall’argento e foglia d’oro (oreficeria di Valenza) alla madreperla (Filippine), dal legno (Polonia) alla carta stagnola (Cracovia), dal gesso (Bergamo) alla terracotta (Assisi), dalla porcellana (Capodimonte) alla lana (Mongolia), dalla maiolica (Giappone) all’alabastro (Messico), dalla cera (Germania) alla ceramica (Guatemala), dal vetro (monti Tatra) alla pasta di sale (Nicaragua).
Ecco una carrellata di presepi che sono visitabili in queste feste.

Asti: Museo Diocesano
Il sindaco di Asti Maurizio Rasero accanto a Sofia Loren, il capitano del Palio e il presidente del Consorzio dell’Asti ma anche una signora argentina che offre le empanadas: sono oltre 400 i personaggi del grande presepe popolare che il collezionista Mauro Imbrenda (I Presepi di San Martino) allestirà per il secondo anno consecutivo al Museo Diocesano di Asti.
Non mancheranno i prodotti tipici del territorio portati dalle statuette che Imbrenda ha fatto
realizzare appositamente dagli artigiani partenopei di San Gregorio Armeno. Imbrenda possiede oltre 500 presepi provenienti da tutto il mondo e da 16 edizioni è anche promotore del presepe vivente cittadino ad Asti.
* Dal 14 dicembre al 6 febbraio; il venerdì dalle 15 alle 18; sabato e domenica: dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.


Albugnano: Abbazia Di Vezzolano
All’Abbazia di Vezzolano, la restauratrice Anna Rosa Nicola reinterpreta di anno in anno il suo magnifico presepe miniaturizzato arricchendolo di nuove scene e nuovi particolari.
È un presepe senza epoca e senza stagioni precise, con atmosfere poetiche che raccontano storie ed emozioni attraverso gli atteggiamenti e le espressioni dei personaggi, uno diverso dall’altro, realizzati di getto, utilizzando pasta da modellare o cera, legno, filo di ferro, ritagli di stoffa e altri materiali poveri.
Particolarmente curate nei dettagli e realistiche sono le botteghe artigiane e le bancarelle. Continui sono i richiami ai ricordi legati alla vita e al lavoro dell’autrice. Quest’anno sarà dedicata al papà di Anna Rosa, Guido Nicola, un’installazione che celebra le origini del celebre laboratorio di restauri di Aramengo: al primo piano la bottega da barbiere, dove il giovane Guido lavorava di giorno per mantenere la famiglia, nel piano centrale la casa, dove sua moglie Maria Rosa allevava i bambini, e nella soffitta il laboratorio dove Guido e Maria Rosa, alla sera, dopo il lavoro, avviavano l’attività che li avrebbe resi famosi.
ll presepe sarà visitabile sabato, domenica e giorni festivi dalle 10 alle 17 fino a domenica 2 febbraio. Apertura straordinaria tutti i giorni dal 25 dicembre al 1° gennaio; 25 Dicembre: orario 10-12,30, 15-17. Visite per gruppi, su prenotazione, negli altri giorni della settimana (escluso il lunedì).
info@lacabalesta.it 011.9872463 / 349.5772932
Aramengo, 18 scene per meravigliare
Ad Aramengo, nel Salone delle Associazioni, organizzata dal Comune insieme ad Anna Rosa Nicola con l’artista Giorgio Franco e il Centro Culturale Francescano Rosetum, la mostra “Presepe… che meraviglia”. In 18 scene si esploreranno i significati del presepe nei suoi elementi ricorrenti: dall’acqua ai re magi, dai giocatori di carte al pastore delle meraviglie.
* Dall’8 dicembre al 6 gennaio, aperto festivi e prefestivi (escluso Natale e Capodanno) dalle 14.30 alle 18. Per gruppi e visite fuori orario di apertura solo su appuntamento: 0141-909129

Camerano Casasco chiama la Calabria
Sotto i voltoni in tufo delle cantine del castello di Camerano, vicino all’antico forno comunale del Settecento, si può visitare il presepe meccanico degli antichi mestieri costruito dallo scultore Gennaro Cosentino.
Avviato nel 1972, il presepe di Cosentino viene visitato ogni anno da oltre 10mila persone provenienti da tutto il mondo. Circa 70 movimenti, un centinaio di statue in legno animate dal meccanismo di decine e decine di motori elettrici che lo stesso Cosentino ha progettato: dalle tegole delle case agli abiti dei personaggi tutto è opera dello scultore originario della Calabria e residente a Camerano con la sua famiglia da ormai 25 anni.
Proprio a Camerano oltre che al suo paese d’origine – Roggiano Gravina, provincia di Cosenza – si ispira la scena del presepe.
* Aperto tutti i giorni festivi e prefestivi dalle 15 alle 17.30. Visite private o in gruppo, durante tutto l’anno contattando il numero 338 807 21 49.

Cocconato sorprende con l’uncinetto
Adriana Gandini, classe 1931, è un’insegnante in pensione che ha realizzato all’uncinetto un presepe unico nel suo genere. Il progetto nacque nel 2014, in seguito alla richiesta di una Natività fuori dai soliti schemi da esporre a Cocconato nella prima edizione della manifestazione “Il borgo e i suoi presepi”.
Negli anni successivi Adriana ha incrementato la quantità e la tipologia dei personaggi: al nucleo originale si sono aggiunti piante, alberi, fiori, animali, pesci, edifici (come il palazzo di Erode, costruito con oltre 200 mattoncini fatti tutti all’uncinetto, l’osteria con gli avventori, il mulino, i pozzi, il faro, le fontane, il ponte, il pollaio,
il porticciolo con le barche e così via).
Questo piccolo mondo fatto di cotone colorato si inserisce mirabilmente in un singolare
adattamento scenografico nel luminoso ambiente del Salone Comunale di via Rosignano.
* Dall’8 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni festivi e prefestivi dalle 14 alle 18.30. L’8 dicembre, il 26 dicembre e il 6 gennaio anche al mattino dalle 11 alle 12.30.

Monale: figura in legno a dimensione d’uomo
Remo Marangon vive a Monale dal 1981, ma è originario di Torino.
Al suo grande presepe di legno posizionato in piazza Umberto I lavora dal 2009, quando decise di ricambiare l’ospitalità ricevuta creando qualcosa che, come dice lui, “rimanesse e fosse bello”. Eccolo allora all’opera per creare i personaggi più significativi del paese: la guardia Luciano Veiluva, la vecchia maestra Emma, il presidente della Proloco Franco Benivegna, se stesso.
Ci vogliono tre giorni di lavoro per ogni personaggio: Marangon li fotografa, li disegna rispettando le proporzioni.

A Montegrosso il presepe meccanico
Il grande presepe meccanico interamente costruito a mano da Maurizio Nanni, presepista per passione e commerciante di professione, e curato nei particolari con personaggi in movimento e la scena scandita dalle diverse fasi del giorno e della notte, sarà esposto fino al 26 gennaio nell’edificio “Scalo Ferroviario” adiacente alla stazione.
* Martedì dalle 10 alle 12, giovedì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle18. Su prenotazione: 3891369000.

Grana mette in scena 330 personaggi
Il prezioso presepe realizzato da Nino Di Muzio, scomparso pochi mesi fa, oggi è gestito dal figlio Cristiano ed è esposto nei locali sottostanti la Chiesa di Grana in piazzetta Maria Ausiliatrice.
Alla collezione e alla composizione del suo presepe Di Muzio ha dedicato tempo e sacrifici. La tecnica è artigianale: alcune statue sono costruite a mano, con resina e stoffa. Il presepe occupa circa 90 metri quadri in tre diversi locali. Conta circa 330 personaggi e due sinagoghe in legno, oltre a un castello, il palazzo di Erode, varie abitazioni.
Davanti al presepe, la rievocazione dell’Annunciazione, dei profeti e un piccolo villaggio con il vecchio mulino ad acqua. Suggestivi giochi di luce scandiscono i momenti dell’alba, del giorno, del tramonto e della notte.
* Dall’8 dicembre al 6 gennaio aperto nei giorni festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 16; il sabato dalle 15 alle 16. Per visite di gruppo prenotare contattando il numero 342 5857024.
La ricca collezione di Villa Vidua a Conzano
Ogni anno, a Conzano, pochi chilometri da Casale Monferrato, Villa Vidua, la casa del grande viaggiatore Carlo Vidua ospita la mostra “Natività d’autore e il Divin Bambino”: una collezione che di anno in anno integra nuovi pezzi.
Imperdibile il grande presepe provenzale che si estende per circa 30 metri quadri con 500 figure, i “santons” in terracotta policroma provenienti da Aubagne e firmati da Escoffier. Tra i presepi d’autore più importanti della collezione opere di Enrico Colombotto Rosso, Renzo Igne, Riccardo Biavati, Eugenio Guglielminetti, Emanuele Luzzati, Natale Panaro, affiancate da opere nuove, realizzate per questa edizione.
Promuove il tutto il sindaco di Conzano Enrico Demaria che possiede un migliaio di presepi di ogni dimensione.
* Dall’8 dicembre al 26 gennaio aperto la domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30.
A Monastero Bormida si illuminano le vecchie botteghe
Tra le tante presenze dei presepi in Langa, segnaliamo che a Monastero Bormida le vetrine delle antiche botteghe, spesso ormai chiuse, tornano ad accendersi per popolarsi di presepi
creati dai giovani dell’oratorio della parrocchia Santa Giulia e dagli abitanti del borgo.









