sabato 3 Dicembre, 2022
HomeCosi per sportSebastiano Torchio il sogno a due ruote spezzato dalla guerra
COSÌ PER LO SPORT

Sebastiano Torchio il sogno a due ruote spezzato dalla guerra

Il velocista di Trincere fu l’erede mancato del Diavolo Rosso

Trincere o, nell’abituale vulgata astigiana, “le Trincere”, è la piccola borgata d’Oltretanaro famosa un tempo per le lavandaie, il Circolo Rinascimento, sede di una storica osteria, depositaria di alcune tra le ricette più “vere” della cucina astigiana, e i tanti sportivi di vaglia (giocatori di bocce, pugili, ciclisti) a cui ha dato i natali.  Qui è nato nel 1885 Giovanni Gerbi, l’indimenticabile “Diavolo rosso” dei tempi eroici del cicismo, qui è nato nel 1902 Amulio Viarengo (professionista dal 1928 al 1933, ha partecipato a tre Giri di Francia, arrivando terzo in una tappa del 1928, e ha ottenuto il terzo posto al Giro del Piemonte del 1928 e il terzo alla Parigi – Tours del 1932) e qui è venuto al mondo nel 1918 Sebastiano Torchio, detto Tunin, che avrebbe potuto essere il vero emulo di Piciot Gerbi se non fosse intervenuta la guerra a spezzarne sogno e carriera.

 

Sebastiano Torchio con la sua bicicletta

Il bel Tunin si esibiva senza mani in corso Savona

“Bello come il sole” si diceva fosse da giovanissimo e le sue foto di gioventù ne sono una testimonianza. Agile, atletico, dotato di buone doti di resistenza, andava in bicicletta con rara eleganza e con un’altrettanto rara capacità di dominare il mezzo meccanico. Mitiche erano le sue apparizioni “senza mani” lungo il non ancora asfaltato corso Savona, che percorreva da cima a fondo, non senza un tocco di vanità, tra due ali di gente che applaudiva e si dava la voce «ij pasa Tunin, ij pasa Tunin». Gli Anni ’30 si erano rivelati particolarmente fecondi per il ciclismo astigiano che – Gerbi ancora molto attivo, sia pure come “veterano” – poteva contare su personaggi di assoluto valore come i fratelli Marco e Battista Giuntelli, Natalino Arata e su quel Luigi Marchisio, nato a Castelnuovo Don Bosco, che aveva vinto il Giro d’Italia nel 1930, vestendo anche la maglia rosa (istituita proprio quell’anno) per altre tre tappe nel 1931. 

Sebastiano Torchio ritratto nella sua “figurina”

1938: un pedale spezzato gli impedì l’impresa in Olanda

 

Non fu dunque difficile a Sebastiano, in una città che aveva particolare sensibilità e passione per lo sport delle due ruote e in una famiglia che sapeva di sport (il padre Luigi era un tenace maratoneta), farsi notare e cominciare a correre non più per divertimento, ma per vincere o almeno provarci.

Al quarto anno da dilettante, con numerose vittorie all’attivo (tra cui la Coppa del Re che all’epoca era la prova unica del campionato italiano) ebbe la sua grande occasione nel 1938 sul pianeggiante circuito olandese di Valkenburg, dove si disputavano i campionati mondiali di categoria. Viarengo era tra i favoriti. Passista di notevoli doti, con uno spunto bruciante in volata, Tunin sembrava l’atleta adatto per la grande impresa iridata, ma la sorte decise diversamente.

La corsa lo vide subito in fuga con un giro di vantaggio sugli immediati inseguitori, insieme agli svizzeri Josef Wagner e Hans Knecht, che avrebbe poi vinto la gara. Viarengo era in gran forma, ma fu frenato da un grave incidente meccanico. Forse fu per la foga o forse per semplice fatalità, ma a un certo punto si ritrovò con un pedale staccato dalla pedivella.

Allora non c’erano le ammiraglie al seguito, pronte a intervenire all’istante: Sebastiano fu costretto a fermarsi e a cambiare il mezzo meccanico, accumulando, nonostante la rimonta, un ritardo che alla fine fu di 7 minuti. Arrivò al traguardo dodicesimo, primo comunque degli italiani.

L’eco in città per la sua convocazione ai Mondiali era stata vasta al punto che il giorno della corsa, il 3 settembre, il parroco di Tanaro aveva sistemato un apparecchio radio sulla finestra che affacciava sul cortile dell’oratorio affinché tutti i borghigiani – e furono tantissimi – potessero seguire la cronaca della corsa. Si possono immaginare il loro tifo e la loro delusione.

L’anno successivo, il 1939, poco più che ventenne, passò tra i professionisti, prima come indipendente alla Legnano, dove c’era l’astro nascente di Fausto Coppi, e nel 1940 alla Gerbi, con cui vinse la Coppa Boero, fu terzo al Giro di Toscana, decimo alla Milano-Sanremo e ancora terzo in una tappa del giro d’Italia dove finì trentunesimo in classifica generale. La sua popolarità era in quei due anni tanto cresciuta da farne comparire l’immagine in una delle più fortunate raccolte di figurine sportive dell’epoca. La sua carriera stava però per concludersi anzitempo.

La seconda guerra mondiale e la chiamata alle armi spezzarono la voglia e la possibilità di correre. Alla fine del conflitto erano ben altre le priorità: il lavoro prima di tutto e la famiglia. Continuò comunque per un po’ di tempo a occuparsi di ciclismo come dirigente del Pedale Astigiano (ai tempi in cui brillavano le stelle, fra gli altri, di Lazzarato e Sbroggiò) e coltivò le amicizie di gioventù con i grandi corridori italiani del tempo come Coppi, Magni e Bartali, conosciuti in gara. Stimato non solo per le imprese sportive ma anche per una personalità ricca di disponibilità, cordialità, gentilezza e modestia, fu fino alla fine il testimone privilegiato della storia ciclistica astigiana nei suoi tempi d’oro. 

 

1938: Sebastiano Torchio vince in volata la Coppa Podestà di Asti organizzata dal Pedale Astigiano con arrivo sull’attuale Campo del Palio.
La Scheda

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Sboccia il fidanzamento e le coppie “si parlano”

  Molti annunci ufficiali di fidanzamenti, soprattutto in campagna, un tempo avvenivano in primavera: erano il risultato delle veglie invernali nelle stalle. Terminato il servizio...

«Quella passeggiata a Viatosto non l’ho dimenticata»

Quegli anni fatati della vita. Rubo a Italo Calvino il titolo per sfogliare l’album dei ricordi dei cinque anni trascorsi sui banchi di legno...

Gli intensi anni astigiani di “Bicio”

I De André sfollano nel 1942 in una cascina di Revignano   Un uomo elegante esce dalla casa contadina. Lo chiamano Professore, incute soggezione, ma è...

Accadde nel terzo trimestre

10 anni 16 settembre 2007 Il drappo del Palio è firmato da Paolo Conte e conquistato dal rione San Secondo (rettore Marco Zappa) con Giovanni...

Voci astigiane tra le onde della guerra

Non ho mai conosciuto Giovanni Gotta da Viarigi, ben poco sapevo dell’incrociatore da battaglia della Regia Marina “Giovanni dalle Bande Nere” e ho fatto...

Quando le colline astigiane erano nel Golfo Padano

Il territorio punteggiato da importanti ritrovamenti fossili Una volta c’era il mare, lo sanno tutti. Ce ne ricordiamo quando negli anni si sono ritrovati scheletri...

Dai lampioni a gas alle lampade a led, storia della luce pubblica

Fino al 1910 ogni sera si accendevano 520 lanterne   Chi da generazioni è abituato ad accendere la luce premendo semplicemente il tasto di un interruttore,...

La rossa piemontese che piace al mondo Il Consorzio Barbera d’Asti fondato 70 anni...

Un vino popolare racconta la sua epopea La guerra è finita da un anno e mezzo e il 22 novembre 1946 nella sede della Camera...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE