sabato 3 Dicembre, 2022
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PAROLE DI PIETRA

LO SCIENZIATO RUSSO NATO PER CASO AD ASTI

UNA LAPIDE, UN CARTELLO, UN SEGNO DIPINTO, RACCONTA SPESSO PIÙ DI QUANTO APPARE A PRIMA VISTA. L’ASTIGIANO È PUNTEGGIATO DA “PAROLE DI PIETRA” CHE CUSTODISCONO PICCOLE STORIE NELLA GRANDE STORIA. QUESTA RUBRICA VUOLE OFFRIRE OCCASIONI DI CONOSCENZA E SODDISFARE LA CURIOSITÀ DI CHI VUOLE ANDARE OLTRE LA SUPERFICIE.

Nella primavera del 1872 un diplomatico russo stava viaggiando, probabilmente in treno,  che ormai aveva pressoché sostituito le carrozze, quando alla stazione di Asti dovette scendere perché la moglie, ormai al termine della gravidanza, fu colta dalle doglie. La coppia trasportata dalla carrozza dell’Albergo Centrale Reale di piazza Alfieri che abitualmente faceva la spola con la stazione ferroviaria, si sistemò in hotel, dove di lì a poco, l’elegante signora partorì un figlio. Era il 14 maggio 1872 e pochi giorni dopo, prima di ripartire, il padre lo “denunciò” all’anagrafe di Asti con il nome di Michele de Zevett, o meglio Michail Semenovic Tswett. Quel neonato, astigiano per caso, diventò poi l’illustre scienziato russo che inventò la cromatografia. Nel 1906 riuscì a separare la clorofilla da un estratto vegetale. Ponendo alcune foglie verdi in una colonna di vetro riempita con argilla e facendo poi colare dell’etere di petrolio, vide che l’etere trascinava con sé il campione, il quale si separava in bande di diverso colore (da qui il nome “cromatografia”), ciascuna delle quali procedeva verso il fondo della colonna con diversa velocità. Con tale esperimento Tswett mise in evidenza la possibilità di impiegare questo sistema di frazionamento, creando le basi della moderna cromatografia. Lo scienziato
nato ad Asti per caso morì in Russia, a Voronesh, il 26 giugno 1919. Nel centenario della nascita una piccola lapide fu murata sotto i portici Pogliani di piazza Alfieri. Quella testimonianza, fu sostituita lo scorso anno, il 2 ottobre 2011, in concomitanza con un convegno internazionale di chimica e tecnologia delle ciclodestrine, per iniziativa di Agostino Oddone, titolare dell’Albergo Reale, con una nuova lapide è stata murata a sinistra dell’ingresso dell’hotel dove nacque “per fato”uno dei padri dei moderni studi di fisica, botanica e chimica.

L’AUTORE DELL’ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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