lunedì 28 Novembre, 2022
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La bella calligrafia l’ha fatta entrare nel mondo della moda

Marta Cortese disegna stoffe e gioca con le lettere

A Asti-Berlino-Macerata, via Venezia. Il destino professionale di Marta, architetto e disegnatrice,  è racchiuso nei 2000 chilometri di un viaggio di sola andata, dalla capitale europea più amata tra i giovani universitari, alla provincia marchigiana. Il passo è lungo e soprattutto la direzione di marcia si immaginerebbe più facilmente al rovescio. Invece… succede che una brillante neo laureata alla Technische Üniversität Berlin scopra che il mondo sognato non sia poi così tanto nelle sue corde e che un’arte antica come la calligrafia possa diventare lo strumento per nuovi sbocchi, inaspettati, professionali. Quelli che da tre anni portano Marta a Premiere Vision (Parigi), la più grande fiera internazionale dei tessuti, dove propone a clienti moda di tutto il mondo la sua creatività. Facciamo un passo indietro e torniamo a Marta, brava e motivata studente di architettura a Torino. Il quinto anno della specialistica vuole perfezionare il tedesco e chiede una borsa di studio a Erasmus per frequentare l’ultimo alla Technische Üniversität Berlin (TU-Berlin).  «L’esperienza Erasmus di per sé è stata la più bella e importante della mia vita – racconta Marta – se non fossi stata a Berlino oggi probabilmente sarei molto più timida, meno intraprendente, meno socievole. Il successivo approdo negli studi di architettura non è stato allo stesso modo stimolante e appassionante. Mi sono ritrovata a pulire le cucine e portare i gatti dal veterinario. In fretta ho capito che non era quello che volevo, essere architetto, che non mi ritrovavo nelle linee Cad né nella burocrazia».Marta ha una bella scrittura e fin da bambina le piace la calligrafia e inizia a studiare come autodidatta grafica, illustrazione, caratteri tipografici, composizione, uso dei colori. Nell’arco di un anno prepara un portfolio di illustrazioni per accedere al master Ars in Fabula, a Macerata, «un buon compromesso tra tempistiche e spesa per affrontare un percorso diverso e potermi presentare come illustratrice». 

 

 

Nel lungo viaggio da Berlino a Macerata, Marta fa tappa a Venezia per seguire un workshop di calligrafia sperimentale e scopre un mondo nuovo.  Impara ad utilizzare la scrittura come mezzo espressivo e a trasformarlo in uno strumento per dipingere, creare texture: «spariscono gli spazi tra le parole e tra le righe, si usano penne e pennini, inchiostri neri, colorati e così via. Le scritte perdono senso e diventano impulso visivo, per me una sorta di meditazione», confessa Marta. All’aria tutti i titoli faticosamente conquistati, Marta decide di continuare a studiare calligrafia sotto l’ala di esperti professionisti come Massimo Polello, Monica Dengo, Kitty Sabatier, Mari Emily Bohley, Birgit Naß. «La calligrafia ha iniziato a muovere cose intorno a me, ho scoperto i disegni erano ricercati dai galleristi», prosegue Marta. L’approdo nel mondo dei tessuti arriva grazie all’intuizione di una prozia, Luciana, una vita intera nell’ambito della moda. Con il supporto dell’amica Anna D’Andrea, Marta apre un piccolo studio di surface design  (letteralmente disegno stampato su superfici) e inizia a sviluppare le collezioni di disegni per tessuto che presenta alle fiere internazionali, in primis, Première Vision, Parigi e New York. Tra i clienti ci sono nomi prestigiosi del settore, da Ratti a Loro Piana, da Eastpak a Chiarico, da Natsu Yamamoto a Sno Skins (Usa), e molti altri. «Vedere il proprio disegno su un capo che sfila in passerella o che è già in vendita in un department store è una grande emozione – racconta Marta – dietro a quel risultato ci sono 12-18 mesi di lavoro di tutta la filiera. Quella del fashion è una macchina davvero complessa, tanto affascinante quanto imprevedibile e sfidante. E pensare che da piccola sognavo di dipingere i fondali dei teatri…».  Intanto, con l’amica e socia Anna, Marta sta registrando il primo marchio: “Nerodiseppia -creative studio”. Quali consigli per chi si laurea ora?  «A chi non si sente accolto in questo mondo in crisi e difficile, posso solo consigliare di sganciarsi dall’idea che la laurea sia la propria professione – risponde Marta. Il percorso di studi più che altro insegna metodo e approccio al lavoro. Per me studiare architettura è stato fondamentale: oggi non progetto piante e facciate di edifici, ma immagini, layout e grafica. Il concetto è lo stesso e gli elementi che uso per raggiugere gli obiettivi sono gli stessi». Nella cassetta degli attrezzi, tanta passione e antenne dritte per cogliere ogni spunto utile: «Rubare informazioni qua e là non è solo utile, è di vitale importanza – scherza Marta –  quindi, antenne sempre alzate e attenzione a tutti i suggerimenti, le critiche, i termini tecnici… Dobbiamo tentare di distinguersi in mezzo a una folla di professionisti che da anni fanno questo mestiere e che hanno una loro storia solida».  Marta ha scelto di vivere a Torino ma il legame con Asti non si è mai interrotto. «Qui ho radici affettive, qui ci sono le persone che ho più vicine – dice Marta – cammini per le strade e saluti ogni due passi qualcuno, ti senti a casa un po’ ovunque. Per scoprire il mondo però Asti è un po’ troppo stretta e consiglio a tutti i giovani un giro fuori. Andare via per ritornare carichi di esperienze e di nuove idee, credo sia fondamentale per inserirsi nel mondo, non solo lavorativo “. Uno spunto per rendere Asti più attraente?  «Sarebbe molto stimolante lavorare in coworking magari nel centro storico, unire le forze e le competenze e dare vita a reti di professionisti, giovani e con idee fresche e nuove».  Per saperne di più di Marta e della sua attività c’è anche un sito www.martacortese.com. 

Le Schede

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