lunedì 22 Giugno, 2026
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Il Trovarobe

Il bicchiere a cannocchiale delle nostre gite

Prima dell’usa e getta oggetto cult dei pranzi al sacco

Prima dell’avvento dei bicchieri di plastica usa e getta il bicchiere telescopico ha rappresentato per decenni un immancabile oggetto presente in borse e zaini nelle gite che prevedevano la sosta e il “pranzo al sacco”. Era un classico, come le cartoline da spedire prima della ripartenza e il plaid per la pennichella. Quando il turismo era rappresentato dai viaggi in pullman anche di un solo giorno, con la parrocchia o il dopolavoro, questo oggetto era un “maipiùsenza” spesso abbinato al thermos, che pur aveva nel tappo il suo contenitore per bere. Leggero e poco ingombrante, costruito in varie fogge, ma sostanzialmente realizzato con tre o cinque anelli in metallo o plastica colorata o trasparente. Gli anelli sono concentrici e incastrabili uno sull’altro in modo da formare un vasetto dove contenere il liquido. Il bicchiere estensibile detto anche a “cannocchiale” costituiva lo strumento più efficace per farsi una bevuta in compagnia in qualsiasi luogo e tipo di viaggio. Da chiuso, aveva le sembianze di un disco spesso pochi centimetri, compatto e colorato, veniva spesso utilizzato anche come contenitore di pillole da chi per viaggiare aveva bisogno della pastiglietta di “Valuntan”, un nome una garanzia. Era anche tenuto dai papà nel cruscotto dell’auto, pronto per una sosta a una fontanella di acqua fresca. Era anche un gioco soprattutto per i bimbi dell’asilo e durante le gite scolastiche. Una volta levato il tappo, bastava un secco colpo di mano per far comparire dal nulla un bicchiere di medie dimensioni. Peccato che con l’usura e le calde temperature i dischetti si deformassero e, a volte proprio quando era pieno, il bicchiere di colpo si richiudesse e ci si rovesciasse addosso tutto il contenuto. Un motivo in più di allegria. Negli Anni ’80 il bicchiere telescopico fu utilizzato anche come gadget pubblicitario da alcune ditte italiane, poi è andato lentamente disuso.  Durante la seconda guerra mondiale l’esercito fu dotato di un bicchiere telescopico in alluminio che, aperto, raggiungeva l’altezza di circa sei centimetri. Spesso sui mercatini se ne trovano ancora. 

C’era anche una versione militare in metallo

Oggi, in commercio si può ancora trovare soprattutto nei negozi di caccia e pesca, magari nella versione di alluminio o acciaio, più resistente e adatta anche a contenere caffè e bevande calde. Un modello francese racchiude la “tasse extensile” in acciaio da 15 cl e 6,5 centimetri di altezza, in una custodia in pelle definita ideale da chi ama la natura e l’avventura. Ad Asti il bicchiere cannocchiale è stato dato tra i gadget durante le feste delle Canzoni da pullman che si sono svolte al Diavolo Rosso negli anni scorsi. Un modello in plastica gialla con portapastiglia trovato su un mercatino e acquistato dagli organizzatori in duecento pezzi, ovviamente made in China.    

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Pier Ottavio Daniele

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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