giovedì 15 Gennaio, 2026
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Barbutun

I tigli in Corso Dante e le scimmie scandalose

“Barbutun” sarà un viaggio nel mondo delle lettere e dei commenti inviati ai direttori dei giornali dai lettori astigiani. Uno spaccato di vita vissuta, vista dalla parte dei cittadini che da sempre protestano, s’indignano, stigmatizzano, propongono. È una forma di dialogo che ha avuto propugnatori illustri come l’astigiano Giulio De Benedetti, direttore de la stampa dal 1948 al 1968 e “inventore” della rubrica “Specchio dei tempi”, pubblicata ancora oggi. “Astigiani” ripubblica le lettere così come sono apparse sui giornali dell’epoca.

Ill.mo Signor Direttore, corre insistente la voce che l’Amministrazione comunale di Asti si appresti a far abbattere i magnifici tigli di Corso Dante.
Con ciò scomparirebbe una delle ultime alberate della nostra città. Sarebbe, questa, una voce da non prendere sul serio tanto essa appare assurda, se fatti del genere di quello temuto non fossero già avvenuti in questi ultimi anni. Chi non ricorda i platani ed i tigli di diversi viali malamente capitozzati tutti gli anni, si da non dar nemmeno un poco d’ombra nelle infuocate giornate estive? E l’abbattimento degli alberi di viale dei Partigiani, sostituiti poi con quelle insignificanti pianticelle che non hanno altro pregio che quello di farci rimpiangere il bel viale di prima?
E la sostituzione degli alberi di piazza Roma? Erano dei pruni ornamentali che avevano appena acquistato un poco di grazia; sono stati sradicati senza alcuna plausibile ragione. Qualcuno ha voluto giustificare il fatto affermando che quelle piante erano ormai vecchie.
A parte la palese assurdità di una tale affermazione, c’è da chiedersi perché allora quelle piante siano state sostituite con altre simili, che fra pochi anni, nelle medesime condizioni di sviluppo dovrebbero essere a loro volta sradicate.
Come giustifica l’Amministrazione comunale di Asti questa sistematica distruzione di un patrimonio che è di tutti i Cittadini, e ch’essa avrebbe invece il sacrosanto dovere di proteggere? Ci auguriamo che le voci in merito al fatto paventato siano del tutto infondate, e che l’Amministrazione comunale non tenga conto delle sollecitazioni inconsulte di quei pochissimi che, anteponendo il proprio comodo al benessere e alla salute della popolazione tutta, vorrebbero distrutto questo inestimabile ornamento della nostra Città.

Aldo Pesante

Egr. Signor Direttore, oggigiorno, lo sappiamo tutti, si vive in un clima di scandalo, certi spettacoli di varietà, costumi da spiaggia ultra sottili ecc. Ora a completare l’opera nella nostra città e precisamente nei giardini pubblici hanno messo una coppia di scimmie le quali danno continuamente spettacolo di una sconcezza tale da far arrossire tutte quelle persone che transitano nei pressi. Se si pensa che il pubblico è formato per la maggior parte da bambini lo scandalo aumenta di grande proporzione. I giardini sono stati costruiti per dare comodità ai cittadini di trascorrere il loro tempo di riposo. Ora invece si sono tramutati peggio che in un fetido porcile.

Un lettore

 

L’AUTORE DELL’ARTICOLO

Stefano Masino

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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