sabato 17 Ottobre, 2026
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Una Tratto di Storia

Asti la città delle 100 torri (demolite)

Asti, città dalle 100 torri ma tutte demolite nel corso degli anni.
La torre dei Roero raffigurata dall’Incisa nel suo “Giornale d’Asti” (Biblioteca del Seminario Vescovile)

 

1814

22 gennaio 

Già dal principio della settimana scorsa si diede principio ad abbassar la torre Rovera nel Palazzo della famiglia Roera che fa fronte verso ponente alla contrada della detta denominazione; questa era ancora totalmente intera, come si vedeva dalla sua terminazione, ed era certamente la più bella di tutte quante le ancora esistenti; un piccolo abbozzo della sua forma si vede al n° 13; i finestroni erano divisi in due aperture sopra le quali vi era l’arma Rovero, cioè tre ruote, il finestrone poi era tutto a scacco di cotto, e di pietra morta. Il motivo di tale abbassamento si dice perché si teme che possa minacciare: questa si abbasserà solamente fino al piano del palazzo, cioè quasi fino al piano del terzo finestrone.

24 gennaio

Anche la seconda torre del Vescovado si vuol organizzare (cioè abbassare) fino all’altezza del Palazzo, e questa mattina se gli diede principio. Questa torre non è bella, ma però tutta intiera, ed ha sui quattro contorni i merli, più alta dalla parte di mezzanotte, pendente verso mezzogiorno: questa torre si abbassa perché si dice che può minacciare per le molte aperture che si sono fatte al piano di terra: essa è tutta uguale da cima a fondo, ed ha alcune finestre solamente senza alcun ornamento: è però in linea retta col palazzo medesimo del Vescovado, alquanto sul fine del palazzo verso il ponente.

 

Dal Giornale d’Asti di Stefano Giuseppe Incisa, all’anno 1814, il venerdì 14 gennaio.

 

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Gianfranco Monaca

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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